<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Essere e tempo</title>
	<atom:link href="http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/</link>
	<description>Intossicati di cultura</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 14:34:35 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>Di: alfredo marini</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-751</link>
		<dc:creator>alfredo marini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 12:45:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-751</guid>
		<description>rispondo a Tommy. 
sul concetto di colpa vedi la voce Debito nel &quot;Lessico&quot; della trad. Marini, p. 1431-32. 
alf </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>rispondo a Tommy.</p>
<p>sul concetto di colpa vedi la voce Debito nel &quot;Lessico&quot; della trad. Marini, p. 1431-32.</p>
<p>alf</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco T.</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-741</link>
		<dc:creator>Marco T.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 14:40:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-741</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;La &lt;em&gt;Lettera sull&#8217;&#8221;umanismo&#8221;&lt;/em&gt; (1946) si pu&#242; leggere nella raccolta di saggi &lt;em&gt;Wegmarken&lt;/em&gt;, ed. italiana a cura di Franco Volpi col titolo &lt;strong&gt;Segnavia&lt;/strong&gt;, Adelphi 1987. Si trova alle pagine 267-315.&lt;/blockquote&gt; 
 
Per la comodit&#224; (soprattutto economica) di Roberto, segnalo anche un&#039;edizione a parte del breve testo: Martin Heidegger, &lt;em&gt;Lettera sull&#039;&quot;Umanismo&quot;&lt;/em&gt;, a cura di Franco Volpi, Piccola Biblioteca Adelphi 1995, che riprende, &quot;con qualche ritocco&quot; (p. 13), quella inclusa in &lt;em&gt;Segnavia&lt;/em&gt;. In Appendice sono stampate altre due lettere di Heidegger, una a Beaufret e una (interessantissima) a Sartre, entrambe del 1945. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La <em>Lettera sull&rsquo;&rdquo;umanismo&rdquo;</em> (1946) si pu&ograve; leggere nella raccolta di saggi <em>Wegmarken</em>, ed. italiana a cura di Franco Volpi col titolo <strong>Segnavia</strong>, Adelphi 1987. Si trova alle pagine 267-315.</p></blockquote>
<p>Per la comodit&agrave; (soprattutto economica) di Roberto, segnalo anche un&#039;edizione a parte del breve testo: Martin Heidegger, <em>Lettera sull&#039;&quot;Umanismo&quot;</em>, a cura di Franco Volpi, Piccola Biblioteca Adelphi 1995, che riprende, &quot;con qualche ritocco&quot; (p. 13), quella inclusa in <em>Segnavia</em>. In Appendice sono stampate altre due lettere di Heidegger, una a Beaufret e una (interessantissima) a Sartre, entrambe del 1945.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Biuso</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-740</link>
		<dc:creator>Biuso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 22:19:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-740</guid>
		<description>La &lt;em&gt;Lettera sull&#039;&quot;umanismo&quot;&lt;/em&gt; (1946) si pu&#242; leggere nella raccolta di saggi &lt;em&gt;Wegmarken&lt;/em&gt;, ed. italiana a cura di Franco Volpi col titolo &lt;strong&gt;Segnavia&lt;/strong&gt;, Adelphi 1987. Si trova alle pagine 267-315. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La <em>Lettera sull&#039;&quot;umanismo&quot;</em> (1946) si pu&ograve; leggere nella raccolta di saggi <em>Wegmarken</em>, ed. italiana a cura di Franco Volpi col titolo <strong>Segnavia</strong>, Adelphi 1987. Si trova alle pagine 267-315.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-739</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 21:59:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-739</guid>
		<description>vorrei sapere il testo : lettera sull&#039;umanesimo di Martin Heidegger in quale libro &#232; contenuto.cordiali saluti roberto </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vorrei sapere il testo : lettera sull&#039;umanesimo di Martin Heidegger in quale libro &egrave; contenuto.cordiali saluti roberto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cateno</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-366</link>
		<dc:creator>Cateno</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 19:43:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-366</guid>
		<description>Caro Tommy, scusa se ti rispondo cos&#236; in ritardo; spero tuttavia di esserti ancora utile. 
Mi propongo, inoltre, di essere chiaro e preciso, pur rifuggendo dalla definitoreit&#224;. 
Dunque, il Capitolo Secondo della Sezione Seconda di [i]Essere e tempo[/i] ha come oggetto l&#039;attestazione da parte dell&#039;esserci di un poter-essere autentico e la decisione. 
Or bene, &#232; nel solco di questa attestazione che dobbiamo considerare il richiamo della coscienza (la &quot;voce&quot; della coscienza, per dirla in termini quotidiani) e la colpa; a partire da qui si comprende l&#039;importanza concettuale della colpevolezza dell&#039;esser-ci nell&#039;ottica heideggeriana. 
La coscienza non ha, come del resto nulla nelle analisi heideggeriane, nulla di moralistico o moraleggiante; giacch&#233; ci&#242; attiene all&#039;esistentivo e non all&#039;esistenziale. Essa chiama al pi&#249; proprio poter-essere, distogliendo dalla deiezione, ossia dall&#039;essere smarrito nel Si. 
Chiamato e chimante, riguardo alla coscienza, sono l&#039;esserci stesso; in virt&#249; della chiamata &quot;il Si-stesso &#232; richiamato a se-Stesso&quot; (M. Heidegger, [i]Essere e Tempo[/i], Longanesi, Milano 1999, pag. 331). 
La chiamata non dice nulla; &#232; un tacito richiamo al nulla. Lo stesso chiamante, l&#039;esserci, si richiama dal nulla dello spaesamento della deiezione. 
E per un momento ci fermiamo. 
Siamo adesso al &#167; 58: &quot;Comprensione del richiamo e colpa&quot;. A partiredalla quotidia6nit&#224;, Heidegger dice pure che la voce della coscienza chiama quando in qualche modo siamo colpevoli. Qui sintetizzo, ma da una breve analisi delle maniere comuni di intendere la colpevolezza, Heidegger mostra come &quot;l&#039;idea di &quot;colpevole&quot; porta con s&#233; il carattere del non&quot; (pag. 343). Dunque &#232; da questo &quot;non&quot; che si deve definire l&#039;idea formale di &quot;colpevole&quot;; questa non ha nulla di esistentivo, non fa riferimento a bene o male, a legge, a giustizia, a debito nei confronti della societ&#224;, a causa di danno; semplicemnte (si fa per dire) colpevole &#232; &quot;esser fondamento di un essere che &#232; determinato da un &quot;non&quot;, cio&#232; essere fondamento di una nullit&#224;&quot; (pag. 343). 
Per chiudere il cerchio, l&#039;esserci che chiama al nulla se stesso dal nulla, &#232; il fondamento della propria nullit&#224;; l&#039;essere fonda s&#233; stesso, ma in questo auto-fondarsi &#232; l&#039;assenza di fondamento. 
La coscienza cos&#236; svela la colpa originaria ed esistenziale dell&#039;esserci: l&#039;essere nullo fondamento di una nullit&#224;. 
Spero di averti aiutato almeno un po&#039;. 
In ogni caso, ritorno al nulla originario da cui sono venuto! ;-P </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tommy, scusa se ti rispondo cos&igrave; in ritardo; spero tuttavia di esserti ancora utile.</p>
<p>Mi propongo, inoltre, di essere chiaro e preciso, pur rifuggendo dalla definitoreit&agrave;.</p>
<p>Dunque, il Capitolo Secondo della Sezione Seconda di [i]Essere e tempo[/i] ha come oggetto l&#039;attestazione da parte dell&#039;esserci di un poter-essere autentico e la decisione.</p>
<p>Or bene, &egrave; nel solco di questa attestazione che dobbiamo considerare il richiamo della coscienza (la &quot;voce&quot; della coscienza, per dirla in termini quotidiani) e la colpa; a partire da qui si comprende l&#039;importanza concettuale della colpevolezza dell&#039;esser-ci nell&#039;ottica heideggeriana.</p>
<p>La coscienza non ha, come del resto nulla nelle analisi heideggeriane, nulla di moralistico o moraleggiante; giacch&eacute; ci&ograve; attiene all&#039;esistentivo e non all&#039;esistenziale. Essa chiama al pi&ugrave; proprio poter-essere, distogliendo dalla deiezione, ossia dall&#039;essere smarrito nel Si.</p>
<p>Chiamato e chimante, riguardo alla coscienza, sono l&#039;esserci stesso; in virt&ugrave; della chiamata &quot;il Si-stesso &egrave; richiamato a se-Stesso&quot; (M. Heidegger, [i]Essere e Tempo[/i], Longanesi, Milano 1999, pag. 331).</p>
<p>La chiamata non dice nulla; &egrave; un tacito richiamo al nulla. Lo stesso chiamante, l&#039;esserci, si richiama dal nulla dello spaesamento della deiezione.</p>
<p>E per un momento ci fermiamo.</p>
<p>Siamo adesso al &sect; 58: &quot;Comprensione del richiamo e colpa&quot;. A partiredalla quotidia6nit&agrave;, Heidegger dice pure che la voce della coscienza chiama quando in qualche modo siamo colpevoli. Qui sintetizzo, ma da una breve analisi delle maniere comuni di intendere la colpevolezza, Heidegger mostra come &quot;l&#039;idea di &quot;colpevole&quot; porta con s&eacute; il carattere del non&quot; (pag. 343). Dunque &egrave; da questo &quot;non&quot; che si deve definire l&#039;idea formale di &quot;colpevole&quot;; questa non ha nulla di esistentivo, non fa riferimento a bene o male, a legge, a giustizia, a debito nei confronti della societ&agrave;, a causa di danno; semplicemnte (si fa per dire) colpevole &egrave; &quot;esser fondamento di un essere che &egrave; determinato da un &quot;non&quot;, cio&egrave; essere fondamento di una nullit&agrave;&quot; (pag. 343).</p>
<p>Per chiudere il cerchio, l&#039;esserci che chiama al nulla se stesso dal nulla, &egrave; il fondamento della propria nullit&agrave;; l&#039;essere fonda s&eacute; stesso, ma in questo auto-fondarsi &egrave; l&#039;assenza di fondamento.</p>
<p>La coscienza cos&igrave; svela la colpa originaria ed esistenziale dell&#039;esserci: l&#039;essere nullo fondamento di una nullit&agrave;.</p>
<p>Spero di averti aiutato almeno un po&#039;.</p>
<p>In ogni caso, ritorno al nulla originario da cui sono venuto! ;-P</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tommy</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-365</link>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 14:54:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-365</guid>
		<description>salve, tra pochi giorni ho un esame di filosofia su Heidegger precisamente sull&#039;opera &quot;Essere e tempo&quot;, fortunatamente su alcuni passi, per&#242; sino ad oggi non ho ben chiaro il concetto di &quot;colpa&quot;. Qualcuno me ne saprebbe dare una definizione, possibilmente chiara e precisa, anche se so di chiedere molto parlando di Heidegger.Grazie mille. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salve, tra pochi giorni ho un esame di filosofia su Heidegger precisamente sull&#039;opera &quot;Essere e tempo&quot;, fortunatamente su alcuni passi, per&ograve; sino ad oggi non ho ben chiaro il concetto di &quot;colpa&quot;. Qualcuno me ne saprebbe dare una definizione, possibilmente chiara e precisa, anche se so di chiedere molto parlando di Heidegger.Grazie mille.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: V&#237;ctor</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-244</link>
		<dc:creator>V&#237;ctor</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 23:15:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-244</guid>
		<description>Approsimazione a &quot;Essere e Tempo&quot; (&quot;Ser y Tiempo&quot; in spagnuolo)attraverso l&#039;oggetto poetico. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Approsimazione a &quot;Essere e Tempo&quot; (&quot;Ser y Tiempo&quot; in spagnuolo)attraverso l&#039;oggetto poetico.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gpdimonderose</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-91</link>
		<dc:creator>gpdimonderose</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 22:31:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-91</guid>
		<description>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;

&lt;blockquote&gt;inter...esserci  nell&#039;e88ere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></p>
<blockquote><p>inter&#8230;esserci  nell&#8217;e88ere</p></blockquote>
<p></em></strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Davide Dell'Ombra</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-86</link>
		<dc:creator>Davide Dell'Ombra</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 14:07:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-86</guid>
		<description>Concordo con Beatrice.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Beatrice.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Beatrice</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-47</link>
		<dc:creator>Beatrice</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 11:25:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-47</guid>
		<description>Ad una prima lettura certo linguaggio filosofico appare come puro esercizio di stile, e pu&#242; contribuire a rendere detestabile la materia; ma nella rivisitazione del testo la comprensione si illumina, cos&#236; che anche Heidegger appare perfettamente intonato rispetto all&#039;urgenza di descrivere, e riordinare concettualmente, la nostra vicenda umana. L&#039;unico equivoco che riconosco &#232; la mancata abiura del nazismo, e, forse, un atteggiamento deplorevolmente trasandato nei confronti della Arendt: ma non sono, essi, anch&#039;essi, modi pienamente connessi a quell&#039;Esserci, essere-nel-mondo, che H. ha cos&#236; lucidamente posto alla nostra attenzione di moderni sopravvissuti ai totalitarismi dichiarati? 
Beatrice, Cagliari </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ad una prima lettura certo linguaggio filosofico appare come puro esercizio di stile, e pu&ograve; contribuire a rendere detestabile la materia; ma nella rivisitazione del testo la comprensione si illumina, cos&igrave; che anche Heidegger appare perfettamente intonato rispetto all&#039;urgenza di descrivere, e riordinare concettualmente, la nostra vicenda umana. L&#039;unico equivoco che riconosco &egrave; la mancata abiura del nazismo, e, forse, un atteggiamento deplorevolmente trasandato nei confronti della Arendt: ma non sono, essi, anch&#039;essi, modi pienamente connessi a quell&#039;Esserci, essere-nel-mondo, che H. ha cos&igrave; lucidamente posto alla nostra attenzione di moderni sopravvissuti ai totalitarismi dichiarati?<br />
Beatrice, Cagliari</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Davide Dell&#039;Omb</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-46</link>
		<dc:creator>Davide Dell&#039;Omb</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 12:26:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-46</guid>
		<description>L&#039;equivoco credo proprio stia da qualche altra parte. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#039;equivoco credo proprio stia da qualche altra parte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Romano Castelli</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-45</link>
		<dc:creator>Romano Castelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jul 2007 19:04:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-45</guid>
		<description>&quot;Aspettarsi qualcosa di minaccioso a-venire non &#232; gi&#224; di per s&#233; necessariamente paura, e lo &#232; tanto poco che gli manca proprio lo specifico carattere tonale della paura. Questo consiste nel fatto che l&#039;attendersi proprio della paura fa ri-venire l&#039;elemento minaccioso sul fattizio pro-curante poter essere. Il minaccioso pu&#242; essere atteso indietro su quell&#039;ente che io sono, e quindi l&#039;esserci pu&#242; venire minacciato, se il verso-cui dell&#039;indietro-su &#232; comunque estaticamente aperto...&quot; (pag.961 di Essere e Tempo - trad. Marini) 
Mi dispiace ma &#232; davvero una vergogna che la filosofia si sia ridotta cos&#236;. E&#039; vero che si pu&#242; tentare di dipingere la Cappella Sistina con i pastelli a cera - &#232; un esperimento che lascia il tempo che trova. Allo stesso modo io posso descrivere gli atti della mia vita utilizzando l&#039;alfabeto del neonato. Probabilmente il neonato, per far capire che ha paura farebbe dei segni per indicare l&#039;indietro-su, l&#039;avanti-per il verso-di-cui... Ma siamo seri per favore! Io ho avuto la fortuna di leggere Essere e Tempo quand&#039;ero molto giovane e per me &#232; stata una buona cosa. E&#039; stata una forma di vaccinazione per cui oggi mi sento immune dall&#039;universale rimbalordimento heideggeriano. Ci&#242; che attirava allora era poi quella storia dell&#039;essere per-alla-morte che in fondo stimola la fantasia di ogni adolescente. Per il resto Essere e Tempo &#232; un gigantesco equivoco. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;Aspettarsi qualcosa di minaccioso a-venire non &egrave; gi&agrave; di per s&eacute; necessariamente paura, e lo &egrave; tanto poco che gli manca proprio lo specifico carattere tonale della paura. Questo consiste nel fatto che l&#039;attendersi proprio della paura fa ri-venire l&#039;elemento minaccioso sul fattizio pro-curante poter essere. Il minaccioso pu&ograve; essere atteso indietro su quell&#039;ente che io sono, e quindi l&#039;esserci pu&ograve; venire minacciato, se il verso-cui dell&#039;indietro-su &egrave; comunque estaticamente aperto&#8230;&quot; (pag.961 di Essere e Tempo &#8211; trad. Marini)<br />
Mi dispiace ma &egrave; davvero una vergogna che la filosofia si sia ridotta cos&igrave;. E&#039; vero che si pu&ograve; tentare di dipingere la Cappella Sistina con i pastelli a cera &#8211; &egrave; un esperimento che lascia il tempo che trova. Allo stesso modo io posso descrivere gli atti della mia vita utilizzando l&#039;alfabeto del neonato. Probabilmente il neonato, per far capire che ha paura farebbe dei segni per indicare l&#039;indietro-su, l&#039;avanti-per il verso-di-cui&#8230; Ma siamo seri per favore! Io ho avuto la fortuna di leggere Essere e Tempo quand&#039;ero molto giovane e per me &egrave; stata una buona cosa. E&#039; stata una forma di vaccinazione per cui oggi mi sento immune dall&#039;universale rimbalordimento heideggeriano. Ci&ograve; che attirava allora era poi quella storia dell&#039;essere per-alla-morte che in fondo stimola la fantasia di ogni adolescente. Per il resto Essere e Tempo &egrave; un gigantesco equivoco.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pietro Spalla</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-48</link>
		<dc:creator>Pietro Spalla</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jul 2007 19:01:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-48</guid>
		<description>Essendo impegnato nella lettura, per me complessa, di &#8220;Essere e Tempo&#8221; nella traduzione di Marini, questo lavoro di Alberto Biuso mi &#232; di valido aiuto di fronte alle difficolt&#224;, non solo linguistiche, in cui mi imbatto. 
Qualche breve e atecnica riflessione: 
1) Non so se &#232; solo la traduzione di Marini ad essere &#8220;ingegneristica&#8221;, come la definisce Il Prof. Biuso o se &#232; anche l&#8217;autore che si &#232; artificiosamente impegnato a costruire un nuovo e complesso linguaggio per trattare un tema gi&#224; di per s&#233; difficile con un approccio tecnicistico e freddo; 
2) Ho come l&#8217;impressione che H. voglia, per pudore, mascherare le sue tendenze teologiche e forse mistiche con un approccio fenomenologico, quasi scientifico e asettico al problema dell&#8217;essere;. 
3) Quando H. parla di possibilit&#224; (&#8220;pi&#249; in alto della realt&#224; effettuale sta la possibilit&#224;&#8221; arriva a scrivere a pag. 123 un po&#8217; in contraddizione con l&#8217;enfasi che pone sul fenomeno), di oblio della domanda sull&#8217;essere, di dejezione, di scadimento dell&#8217;esserci che &#232; &#8220;in debito&#8221; mi sembra di ritrovare &#8211; in forma mascherata - qualcosa delle intuizioni che ho trovato nella Filosofia della Mitologia di Schelling quando questi illustra la nascita della coscienza, parla della possibilit&#224; archetipa e della tentazione e sembra alludere a qualcosa come il peccato originale (mi aiuta in questa analisi Biuso quando scrive che H. non riconosce espressamente che l&#8217;indebitamento di cui parla &#8220;&#232; possibile solo sul fondamento di un essere colpevole originario&#8221;; 
4) Sulla spazialit&#224; dell&#8217;esserci, bella l&#8217;espressione di Biuso: &#8220;il corpo continuamente genera un cuneo che si inoltra nella materia illuminandola&#8221;. Anche a me non pare che H. privilegi cos&#236; tanto la temporalit&#224; dell&#8217;esserci rispetto alla spazialit&#224;: mi ha colpito, a questo riguardo, il riferimento che fa H. ad alcuni popoli e ad alcuni linguaggi che, per indicare &#8220;io&#8221; e tu&#8221; utilizzano avverbi di luogo come &#8220;qui&#8221; o &#8220;l&#236;&#8217;. 
Pietro da Palermo </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Essendo impegnato nella lettura, per me complessa, di &ldquo;Essere e Tempo&rdquo; nella traduzione di Marini, questo lavoro di Alberto Biuso mi &egrave; di valido aiuto di fronte alle difficolt&agrave;, non solo linguistiche, in cui mi imbatto.<br />
Qualche breve e atecnica riflessione:<br />
1) Non so se &egrave; solo la traduzione di Marini ad essere &ldquo;ingegneristica&rdquo;, come la definisce Il Prof. Biuso o se &egrave; anche l&rsquo;autore che si &egrave; artificiosamente impegnato a costruire un nuovo e complesso linguaggio per trattare un tema gi&agrave; di per s&eacute; difficile con un approccio tecnicistico e freddo;<br />
2) Ho come l&rsquo;impressione che H. voglia, per pudore, mascherare le sue tendenze teologiche e forse mistiche con un approccio fenomenologico, quasi scientifico e asettico al problema dell&rsquo;essere;.<br />
3) Quando H. parla di possibilit&agrave; (&ldquo;pi&ugrave; in alto della realt&agrave; effettuale sta la possibilit&agrave;&rdquo; arriva a scrivere a pag. 123 un po&rsquo; in contraddizione con l&rsquo;enfasi che pone sul fenomeno), di oblio della domanda sull&rsquo;essere, di dejezione, di scadimento dell&rsquo;esserci che &egrave; &ldquo;in debito&rdquo; mi sembra di ritrovare &ndash; in forma mascherata &#8211; qualcosa delle intuizioni che ho trovato nella Filosofia della Mitologia di Schelling quando questi illustra la nascita della coscienza, parla della possibilit&agrave; archetipa e della tentazione e sembra alludere a qualcosa come il peccato originale (mi aiuta in questa analisi Biuso quando scrive che H. non riconosce espressamente che l&rsquo;indebitamento di cui parla &ldquo;&egrave; possibile solo sul fondamento di un essere colpevole originario&rdquo;;<br />
4) Sulla spazialit&agrave; dell&rsquo;esserci, bella l&rsquo;espressione di Biuso: &ldquo;il corpo continuamente genera un cuneo che si inoltra nella materia illuminandola&rdquo;. Anche a me non pare che H. privilegi cos&igrave; tanto la temporalit&agrave; dell&rsquo;esserci rispetto alla spazialit&agrave;: mi ha colpito, a questo riguardo, il riferimento che fa H. ad alcuni popoli e ad alcuni linguaggi che, per indicare &ldquo;io&rdquo; e tu&rdquo; utilizzano avverbi di luogo come &ldquo;qui&rdquo; o &ldquo;l&igrave;&rsquo;.<br />
Pietro da Palermo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giofilo</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/comment-page-1/#comment-44</link>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jul 2007 17:02:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2006/08/essere-e-tempo-di-martin-heidegger/#comment-44</guid>
		<description>Gentile Pietro, oltre a farti i complimenti per essere stato il primo a commentare una recensione di Sitosophia, voglio consigliarti di scrivere anche sul forum ciò che ha scritto qui.
Sarà molto più semplice far nascere una bella discussione a cui, certamente, parteciperà anche il prof. Biuso.
Per scrivere sul forum basta registrarsi ed eseguire il login, inserire un nuovo argomento nella sezione apposita (in questo caso, penso, &quot;filosofia teoretica&quot;), dargli un oggetto e scrivere :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Pietro, oltre a farti i complimenti per essere stato il primo a commentare una recensione di Sitosophia, voglio consigliarti di scrivere anche sul forum ciò che ha scritto qui.<br />
Sarà molto più semplice far nascere una bella discussione a cui, certamente, parteciperà anche il prof. Biuso.<br />
Per scrivere sul forum basta registrarsi ed eseguire il login, inserire un nuovo argomento nella sezione apposita (in questo caso, penso, &#8220;filosofia teoretica&#8221;), dargli un oggetto e scrivere <img src='http://www.sitosophia.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

