<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: La conoscenza del peggio</title>
	<atom:link href="http://www.sitosophia.org/2007/12/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/</link>
	<description>Intossicati di cultura</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 14:34:35 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Alessio Cantarella</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/comment-page-1/#comment-159</link>
		<dc:creator>Alessio Cantarella</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 17:22:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2007/12/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/#comment-159</guid>
		<description>Caro Cateno,
posso pubblicare la tua recensione sul sito di Sgalambro?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Cateno,<br />
posso pubblicare la tua recensione sul sito di Sgalambro?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Davide Dell'Ombra</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/comment-page-1/#comment-104</link>
		<dc:creator>Davide Dell'Ombra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 12:24:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2007/12/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/#comment-104</guid>
		<description>Per Bacco, è un discorso troppo interessante (ed importante) perché io non mi assuma questo compito: &lt;a href=&quot;http://www.sitosophia.org/forum/viewtopic.php?f=9&amp;t=358&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;ecco qui l&#039;argomento sul forum&lt;/a&gt;. Parliamone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Bacco, è un discorso troppo interessante (ed importante) perché io non mi assuma questo compito: <a href="http://www.sitosophia.org/forum/viewtopic.php?f=9&amp;t=358" rel="nofollow">ecco qui l&#8217;argomento sul forum</a>. Parliamone.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tommy David</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/comment-page-1/#comment-103</link>
		<dc:creator>Tommy David</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 02:50:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2007/12/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/#comment-103</guid>
		<description>Anche da questo punto di vista toglierei il lavoro al filosofo (sic) per cederlo... al Tempo. Quale miglior giudice? Del resto solo con la giusta distanza ermeneutica potremo capire se Tiziano Ferro fa davvero &quot;schifo&quot; o è soltanto figlio del suo tempo (rieccolo, questo nostro adorato aggeggio filosofico!), come fu Rita Pavone qualche decennio addietro.
Inoltre ci andrei piano col parlare del livellamento culturale, nel duplice senso di dequalifica (&quot;tutto è sullo stesso piano&quot;) e di mediocrità (&quot;tutto oggi fa schifo&quot;). Penso che queste riflessioncelle sono tanto spontanee ed inevitabili quanto stordenti e devianti (sono solo &lt;i&gt;idola&lt;/i&gt;, insomma). Ma sul vecchio discorso del chiasmo Arte/Cultura-Pubblico/Critica ci dilungheremo altrove (chi ha la bontà di dirottarci sul forum? Insomma: chi comincia?).
(P.S.: chi avrebbe mai scommesso sulla rivalutazione dei B-movie o della commedia sexy italiana? O forse è tutta colpa di Tarantino?)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche da questo punto di vista toglierei il lavoro al filosofo (sic) per cederlo&#8230; al Tempo. Quale miglior giudice? Del resto solo con la giusta distanza ermeneutica potremo capire se Tiziano Ferro fa davvero &#8220;schifo&#8221; o è soltanto figlio del suo tempo (rieccolo, questo nostro adorato aggeggio filosofico!), come fu Rita Pavone qualche decennio addietro.<br />
Inoltre ci andrei piano col parlare del livellamento culturale, nel duplice senso di dequalifica (&#8220;tutto è sullo stesso piano&#8221;) e di mediocrità (&#8220;tutto oggi fa schifo&#8221;). Penso che queste riflessioncelle sono tanto spontanee ed inevitabili quanto stordenti e devianti (sono solo <i>idola</i>, insomma). Ma sul vecchio discorso del chiasmo Arte/Cultura-Pubblico/Critica ci dilungheremo altrove (chi ha la bontà di dirottarci sul forum? Insomma: chi comincia?).<br />
(P.S.: chi avrebbe mai scommesso sulla rivalutazione dei B-movie o della commedia sexy italiana? O forse è tutta colpa di Tarantino?)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cateno</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/comment-page-1/#comment-102</link>
		<dc:creator>Cateno</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 17:30:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2007/12/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/#comment-102</guid>
		<description>Credo che di questi tempi sia sacrosanto dovere del filosofo proprio di praticare la distinzione tra ciò che è degno e ciò che non è degno di attenzione. Anche perpetrando la sana denigrazione della schifezza (televisiva, musicale, letteraria, filosofica).
Perché effettivamente io credo che stiamo vivendo un tipo di censura nuova ed efficace, ossia la censura appianativa, dequalificante, livellante. Tutto è sullo stesso piano (o, in certe versioni, tutto è alla portata di tutti): nelle librerie vedi saggi storici di tutto rispetto accanto a libri di comichetti qualunque; eccellenti romanzi accanto a libri di Bruno Vespa, solo per citare alcuni casi.
Ma poi, basta guardare un telegiornale qualunque: ti parlano di tremendi assissinii, di morti in vario modo e subito dopo cambiano faccia e se ne escono col più ridicolo dei gossip o con notizie sui nuovi acquisti di qualche squadra di calcio!
Allora, pare che il compito principale del filosofo sia proprio quello di far emergere ciò che è veramente importante.
E cosa? Beh... potremmo iniziare con ciò che non lo è! I reality show, per esempio; o le canzoni di Tiziano Ferro... Fanno schifo, sotto il punto di vista tecnico, formale, espressivo, contenutistico, etico, metafisico, sociale, culturale... Forse anche biologico!
In base a cosa? In base a ciò che vedo, sento, penso ed ho la pretesa (e la forza per argomenterlo) di renderlo applicapibile al di là di me stesso.
Se rinunciamo a questo compito, come filosofi possiamo dire di avere perso il tram per i nostri giorni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che di questi tempi sia sacrosanto dovere del filosofo proprio di praticare la distinzione tra ciò che è degno e ciò che non è degno di attenzione. Anche perpetrando la sana denigrazione della schifezza (televisiva, musicale, letteraria, filosofica).<br />
Perché effettivamente io credo che stiamo vivendo un tipo di censura nuova ed efficace, ossia la censura appianativa, dequalificante, livellante. Tutto è sullo stesso piano (o, in certe versioni, tutto è alla portata di tutti): nelle librerie vedi saggi storici di tutto rispetto accanto a libri di comichetti qualunque; eccellenti romanzi accanto a libri di Bruno Vespa, solo per citare alcuni casi.<br />
Ma poi, basta guardare un telegiornale qualunque: ti parlano di tremendi assissinii, di morti in vario modo e subito dopo cambiano faccia e se ne escono col più ridicolo dei gossip o con notizie sui nuovi acquisti di qualche squadra di calcio!<br />
Allora, pare che il compito principale del filosofo sia proprio quello di far emergere ciò che è veramente importante.<br />
E cosa? Beh&#8230; potremmo iniziare con ciò che non lo è! I reality show, per esempio; o le canzoni di Tiziano Ferro&#8230; Fanno schifo, sotto il punto di vista tecnico, formale, espressivo, contenutistico, etico, metafisico, sociale, culturale&#8230; Forse anche biologico!<br />
In base a cosa? In base a ciò che vedo, sento, penso ed ho la pretesa (e la forza per argomenterlo) di renderlo applicapibile al di là di me stesso.<br />
Se rinunciamo a questo compito, come filosofi possiamo dire di avere perso il tram per i nostri giorni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tommy David</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/comment-page-1/#comment-101</link>
		<dc:creator>Tommy David</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 16:56:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2007/12/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/#comment-101</guid>
		<description>Cateno scrive:
&lt;blockquote&gt;Certo, le musichette e le canzonette non ci interessano; cosìccome non mi interessano i romanzetti di attricette.&lt;/blockquote&gt;
Tra le molteplici lezioni che ha dispensato Umberto Eco c&#039;è senz&#039;altro anche quella che &lt;em&gt;tutto&lt;/em&gt; deve interessarci. Perché dovremmo liquidare qualcosa come indegno della nostra attenzione? E soprattutto: come facciamo a distinguere il valore? Sono i soliti vecchi discorsi: ma tu, Cateno, sai meglio di me che molta roba di Mozart erano le &quot;musichette &amp; canzonette&quot; di allora. :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cateno scrive:</p>
<blockquote><p>Certo, le musichette e le canzonette non ci interessano; cosìccome non mi interessano i romanzetti di attricette.</p></blockquote>
<p>Tra le molteplici lezioni che ha dispensato Umberto Eco c&#8217;è senz&#8217;altro anche quella che <em>tutto</em> deve interessarci. Perché dovremmo liquidare qualcosa come indegno della nostra attenzione? E soprattutto: come facciamo a distinguere il valore? Sono i soliti vecchi discorsi: ma tu, Cateno, sai meglio di me che molta roba di Mozart erano le &#8220;musichette &amp; canzonette&#8221; di allora. <img src='http://www.sitosophia.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cateno</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/comment-page-1/#comment-99</link>
		<dc:creator>Cateno</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 09:40:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2007/12/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/#comment-99</guid>
		<description>Sì, ovviamente quella &quot;è&quot; è di troppo; grazie della segnalazione.
Per il resto, la dolce fine, o, varcata la soglia, la foscoliana fatal quiete presuppone sempre la riconduzione dell&#039;uomo a cosa tra cose, negando il principio antropocentrico ed antropomorfico che ci contrddistingue.
Sarebbe come immergerci in questo holderliniano aorgico, in cui regna l&#039;Ordine non umano (quindi per noi un disordine) dell&#039;Intelletto.
L&#039;eutanasia, beh, sarebbe una sorta di: &quot;Se mi avete molestato in vita, almeno lasciatemi morire in pace!&quot;.
Del resto, anche Raciti in un suo aforisma, così chiosava: &quot;Vivere &#039;in pace&#039; — cioè beneficiare, in vita, dei privilegi del morto&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, ovviamente quella &#8220;è&#8221; è di troppo; grazie della segnalazione.<br />
Per il resto, la dolce fine, o, varcata la soglia, la foscoliana fatal quiete presuppone sempre la riconduzione dell&#8217;uomo a cosa tra cose, negando il principio antropocentrico ed antropomorfico che ci contrddistingue.<br />
Sarebbe come immergerci in questo holderliniano aorgico, in cui regna l&#8217;Ordine non umano (quindi per noi un disordine) dell&#8217;Intelletto.<br />
L&#8217;eutanasia, beh, sarebbe una sorta di: &#8220;Se mi avete molestato in vita, almeno lasciatemi morire in pace!&#8221;.<br />
Del resto, anche Raciti in un suo aforisma, così chiosava: &#8220;Vivere &#8216;in pace&#8217; — cioè beneficiare, in vita, dei privilegi del morto&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giofilo</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/comment-page-1/#comment-98</link>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 16:39:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2007/12/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/#comment-98</guid>
		<description>&lt;em&gt;This is the end beautiful è friend&lt;/em&gt;, è un errore di battitura, ovviamente non c&#039;è quel &quot;è&quot;, giusto? Lo correggo?

&lt;blockquote&gt;l’uomo rinunzierà alla vita selvaggia e si farà macchina; sarà quello che ha sempre desiderato essere, tornerà al meccanismo dell’Intelletto, poiché egli «inventa la macchina per sfuggire alla vita» (pag. 101) e così compiendosi il suo destino non gli interessa più «che tutto ricominci, ma che finisca &lt;em&gt;doucement&lt;/em&gt;. La pace della ‘macchina’, la &lt;em&gt;pax tecnica&lt;/em&gt;, è questa quiete immensa» (pag. 101)&lt;/blockquote&gt;

Secondo voi, con quest&#039;espressione, &quot;finire &lt;em&gt;doucement&lt;/em&gt;&quot;, Sgalambro si riferisce (o potrebbe riferirsi, o potremmo riferirlo) all&#039;eutanasia?

Cateno, bellissima recensione!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><em>This is the end beautiful è friend</em>, è un errore di battitura, ovviamente non c&#8217;è quel &#8220;è&#8221;, giusto? Lo correggo?</p>
<blockquote><p>l’uomo rinunzierà alla vita selvaggia e si farà macchina; sarà quello che ha sempre desiderato essere, tornerà al meccanismo dell’Intelletto, poiché egli «inventa la macchina per sfuggire alla vita» (pag. 101) e così compiendosi il suo destino non gli interessa più «che tutto ricominci, ma che finisca <em>doucement</em>. La pace della ‘macchina’, la <em>pax tecnica</em>, è questa quiete immensa» (pag. 101)</p></blockquote>
<p>Secondo voi, con quest&#8217;espressione, &#8220;finire <em>doucement</em>&#8220;, Sgalambro si riferisce (o potrebbe riferirsi, o potremmo riferirlo) all&#8217;eutanasia?</p>
<p>Cateno, bellissima recensione!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Davide Dell'Ombra</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/comment-page-1/#comment-97</link>
		<dc:creator>Davide Dell'Ombra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 13:02:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2007/12/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/#comment-97</guid>
		<description>Certamente. Vero è - inoltre  - che spesso Nirvana, Tool, Capossela e altri (sono esempi) sono ascoltati in modo radicalmente diverso - quanto a &quot;profondità&quot; - da diverse persone.
Possono assurgere a musica contemporanea di classe, nel senso di &quot;aristocrazia delle forme&quot;, e al tempo stesso essere di massa, brutalmente mercificati come prodotti di scarso valore.
Come sentire Igor Stravinskj nelle pubblicità di prodotti banali (in quanto prodotti pubblicizzati sono già banali): non cambia la natura del brano.
A presto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certamente. Vero è &#8211; inoltre  &#8211; che spesso Nirvana, Tool, Capossela e altri (sono esempi) sono ascoltati in modo radicalmente diverso &#8211; quanto a &#8220;profondità&#8221; &#8211; da diverse persone.<br />
Possono assurgere a musica contemporanea di classe, nel senso di &#8220;aristocrazia delle forme&#8221;, e al tempo stesso essere di massa, brutalmente mercificati come prodotti di scarso valore.<br />
Come sentire Igor Stravinskj nelle pubblicità di prodotti banali (in quanto prodotti pubblicizzati sono già banali): non cambia la natura del brano.<br />
A presto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cateno</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/comment-page-1/#comment-96</link>
		<dc:creator>Cateno</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 12:30:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2007/12/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/#comment-96</guid>
		<description>Conoscevo questo tuo brano citato. Il problema è proprio questo, cioè che io non considero la dodecafonia uno stravizio e ci penso seriamente. Così come, per esempio, penso seriamente ai Nirvana, a Capossela ed ai Tool. Perché limitarsi? Quando parliamo di unicità del sapere (a cui fermamente crediamo e per cui siamo disposti ad argomentare allo sfinimento) dobbiamo applicarmo anche alla musica. Certo, le musichette e le canzonette non ci interessano; cosìccome non mi interessano i romanzetti di attricette.
Musicologiam urget nos!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscevo questo tuo brano citato. Il problema è proprio questo, cioè che io non considero la dodecafonia uno stravizio e ci penso seriamente. Così come, per esempio, penso seriamente ai Nirvana, a Capossela ed ai Tool. Perché limitarsi? Quando parliamo di unicità del sapere (a cui fermamente crediamo e per cui siamo disposti ad argomentare allo sfinimento) dobbiamo applicarmo anche alla musica. Certo, le musichette e le canzonette non ci interessano; cosìccome non mi interessano i romanzetti di attricette.<br />
Musicologiam urget nos!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Davide Dell'Ombra</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/comment-page-1/#comment-95</link>
		<dc:creator>Davide Dell'Ombra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 09:06:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2007/12/la-conoscenza-del-peggio-di-manlio-sgalambro/#comment-95</guid>
		<description>Bella recensione, caro Cateno. E bellissimo libro.
Due suggestioni. La prima mi spinge a citare ampiamente il breve &lt;em&gt;Teoria della canzone&lt;/em&gt; dello stesso Sgalambro (Passaggi Bompiani, 1997):

&lt;blockquote&gt;La musica ultimamente rifiuta la teoria e la teoria la ricambia. La &quot;filosofia della musica&quot; - genere che amiamo - la perde per strada, dopo gli stravizi dodecafonici, e si sitrova a ragionare non di musica utopica ma di una musica che semplicemente non c&#039;è. Mentre quella che c&#039;è, la musica reale, viene disertata dalla riflessione. C&#039;è una teoria del rock all&#039;altezza della situazione? (...) La &quot;filosofia della musica&quot; auspica una riflessione sulla musica leggera nello stesso momento che le nega un&#039;essenza, senza di cui però non si ha riflessione. Si vuole che si rifletta su di essa per dire poi che su di essa non si può riflettere (pp. 5-6)&lt;/blockquote&gt;

E ci sarebbe tanto, tanto altro da citare (anche questo è un testo aforistico). Ma mi limito a quanto detto.
Penso che il pessimismo &quot;musicale&quot; sia legittimo ma la musica colta deve - d&#039;accordo con te - mantenere il suo spazio logico all&#039;interno della vita perlomeno filosofica.
Seconda suggestione: in merito al pessimismo come divertimento, penso fugacemente alla &lt;em&gt;risata&lt;/em&gt; nietzscheana difronte alla sapienza (ma soltanto in quanto vera sapienza essa stessa).

Un saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bella recensione, caro Cateno. E bellissimo libro.<br />
Due suggestioni. La prima mi spinge a citare ampiamente il breve <em>Teoria della canzone</em> dello stesso Sgalambro (Passaggi Bompiani, 1997):</p>
<blockquote><p>La musica ultimamente rifiuta la teoria e la teoria la ricambia. La &#8220;filosofia della musica&#8221; &#8211; genere che amiamo &#8211; la perde per strada, dopo gli stravizi dodecafonici, e si sitrova a ragionare non di musica utopica ma di una musica che semplicemente non c&#8217;è. Mentre quella che c&#8217;è, la musica reale, viene disertata dalla riflessione. C&#8217;è una teoria del rock all&#8217;altezza della situazione? (&#8230;) La &#8220;filosofia della musica&#8221; auspica una riflessione sulla musica leggera nello stesso momento che le nega un&#8217;essenza, senza di cui però non si ha riflessione. Si vuole che si rifletta su di essa per dire poi che su di essa non si può riflettere (pp. 5-6)</p></blockquote>
<p>E ci sarebbe tanto, tanto altro da citare (anche questo è un testo aforistico). Ma mi limito a quanto detto.<br />
Penso che il pessimismo &#8220;musicale&#8221; sia legittimo ma la musica colta deve &#8211; d&#8217;accordo con te &#8211; mantenere il suo spazio logico all&#8217;interno della vita perlomeno filosofica.<br />
Seconda suggestione: in merito al pessimismo come divertimento, penso fugacemente alla <em>risata</em> nietzscheana difronte alla sapienza (ma soltanto in quanto vera sapienza essa stessa).</p>
<p>Un saluto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

