<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Enciclica «Spe Salvi»</title>
	<atom:link href="http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/</link>
	<description>Intossicati di cultura</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 14:34:35 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>Di: giacomo</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-906</link>
		<dc:creator>giacomo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 22:14:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-906</guid>
		<description>IL PONTEFICE COME GIUSTAMENTE EVIDENZIA UN MIO AMICO ERRA NEL RITENERE I POPOLI PAGANI POLITEISTI,COMUNQUE ANTECEDENTI A CRISTO SENZA DIO, E NEL BUIO,SENZA SPERANZA.QUESTA SPERANZA INFATTI NON PU&#242; ESSERE CHE CONSIDERATA INTRINSECAMENTE CONNESSA AL CONCETTO DI AMORE(A-MORS)CI&#242; CHE NON MUORE MAI,E SE DEUS CARITAS EST &#232; NATURALE PENSARE CHE QUELLE PERSONE ERANO CON DIO E DIO ERA CON LORO QUANDO AMAVANO,COME ACCADE ESATTAMENTE OGGI QUANDO FACCIAMO RIFERIMENTO AI COSIDDETTI ATEI E AGNOSTICI.SI CREDE IN DIO E SI CONOSCE DIO QUANDO SI ESPRIME QUESTA TRAVOLGENTE FORZA IMMORTALE CH&#232; &#232; L&#039;AMORE SPERANZA DI SALVEZZA ETERNA </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IL PONTEFICE COME GIUSTAMENTE EVIDENZIA UN MIO AMICO ERRA NEL RITENERE I POPOLI PAGANI POLITEISTI,COMUNQUE ANTECEDENTI A CRISTO SENZA DIO, E NEL BUIO,SENZA SPERANZA.QUESTA SPERANZA INFATTI NON PU&ograve; ESSERE CHE CONSIDERATA INTRINSECAMENTE CONNESSA AL CONCETTO DI AMORE(A-MORS)CI&ograve; CHE NON MUORE MAI,E SE DEUS CARITAS EST &egrave; NATURALE PENSARE CHE QUELLE PERSONE ERANO CON DIO E DIO ERA CON LORO QUANDO AMAVANO,COME ACCADE ESATTAMENTE OGGI QUANDO FACCIAMO RIFERIMENTO AI COSIDDETTI ATEI E AGNOSTICI.SI CREDE IN DIO E SI CONOSCE DIO QUANDO SI ESPRIME QUESTA TRAVOLGENTE FORZA IMMORTALE CH&egrave; &egrave; L&#039;AMORE SPERANZA DI SALVEZZA ETERNA</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luigi Pavone</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-823</link>
		<dc:creator>Luigi Pavone</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 15:25:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-823</guid>
		<description>Ho letto con molto interesse la recensione di Alberto Giovanni Biuso dell&#8217;enciclica di Ratzinger &#8211; &lt;em&gt;Spe Salvi&lt;/em&gt;, credo l&#8217;ultima. La sua rilettura mi ha condotto a riflettere su qualcosa che ritengo un presupposto disputabile, e cio&#232; che sperare che &lt;em&gt;p &lt;/em&gt;comporti credere (con giustificazione, mettendo da parte la fonte della giustificazione, ragione o rivelazione o altro ancora) che &lt;em&gt;p&lt;/em&gt;. La tesi principale di Ratzinger &#8211; ma credo di poter dire della dottrina cattolica &#8211; dice che fede e speranza vengono in un unico pacchetto, o meglio: non &#232; che non ci siano fede e speranza al di l&#224; di quella unit&#224;, ma ci&#242; che in questa zona troviamo &#232; una fede o una speranza non autentiche. Ma &#232; proprio cos&#236;? Credo che alla base del presupposto che discutiamo ci sia la convinzione che se ci&#242; che speriamo non &#232; giustificato, allora noi non speriamo ma disperiamo. Vorrei suggerire di pensare alla disperazione in modo per cos&#236; dire pi&#249; naturale, e cio&#232; come &lt;em&gt;privazione &lt;/em&gt;di speranza. Non sto ovviamente sostenendo che alla speranza non si debba dare giustificazione, ma semplicemente che c&#8217;&#232; speranza anche senza giustificazione e forse anche senza la possibilit&#224; di una giustificazione. Forse alla radice della mondanizzazione della speranza c&#8217;&#232; l&#8217;esigenza di relegarla nell&#8217;ambito della dimostrabilit&#224; e pi&#249; in generale della giustificazione. Quanto all&#8217;oggetto della speranza di cui tratta l&#8217;enciclica: personalmente non ho speranza nelle cose che non mi interessano e la vita eterna &#232; qualcosa che non mi interessa, ma se ad essa comincio a guardare come a una possibilit&#224; di rincontrare persone care scomparse, di ricominciare daccapo relazioni definitivamente perdute, allora comincio a sperare, bench&#233; questo non significhi o non significhi ancora credere e &lt;em&gt;a fortiori &lt;/em&gt;credere con giustificazione. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con molto interesse la recensione di Alberto Giovanni Biuso dell&rsquo;enciclica di Ratzinger &ndash; <em>Spe Salvi</em>, credo l&rsquo;ultima. La sua rilettura mi ha condotto a riflettere su qualcosa che ritengo un presupposto disputabile, e cio&egrave; che sperare che <em>p </em>comporti credere (con giustificazione, mettendo da parte la fonte della giustificazione, ragione o rivelazione o altro ancora) che <em>p</em>. La tesi principale di Ratzinger &ndash; ma credo di poter dire della dottrina cattolica &ndash; dice che fede e speranza vengono in un unico pacchetto, o meglio: non &egrave; che non ci siano fede e speranza al di l&agrave; di quella unit&agrave;, ma ci&ograve; che in questa zona troviamo &egrave; una fede o una speranza non autentiche. Ma &egrave; proprio cos&igrave;? Credo che alla base del presupposto che discutiamo ci sia la convinzione che se ci&ograve; che speriamo non &egrave; giustificato, allora noi non speriamo ma disperiamo. Vorrei suggerire di pensare alla disperazione in modo per cos&igrave; dire pi&ugrave; naturale, e cio&egrave; come <em>privazione </em>di speranza. Non sto ovviamente sostenendo che alla speranza non si debba dare giustificazione, ma semplicemente che c&rsquo;&egrave; speranza anche senza giustificazione e forse anche senza la possibilit&agrave; di una giustificazione. Forse alla radice della mondanizzazione della speranza c&rsquo;&egrave; l&rsquo;esigenza di relegarla nell&rsquo;ambito della dimostrabilit&agrave; e pi&ugrave; in generale della giustificazione. Quanto all&rsquo;oggetto della speranza di cui tratta l&rsquo;enciclica: personalmente non ho speranza nelle cose che non mi interessano e la vita eterna &egrave; qualcosa che non mi interessa, ma se ad essa comincio a guardare come a una possibilit&agrave; di rincontrare persone care scomparse, di ricominciare daccapo relazioni definitivamente perdute, allora comincio a sperare, bench&eacute; questo non significhi o non significhi ancora credere e <em>a fortiori </em>credere con giustificazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Davide Dell&#039;Omb</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-355</link>
		<dc:creator>Davide Dell&#039;Omb</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 13:42:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-355</guid>
		<description>Un&#039;altra segnalazione. &lt;a href=&quot;http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;L&#039;enciclica commentata&lt;/a&gt; (da &lt;a href=&quot;http://it.groups.yahoo.com/group/imperialismo_pagano/message/209&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Imperialismo Pagano&lt;/a&gt;). </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#039;altra segnalazione. <a href="http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi.html" rel="nofollow">L&#039;enciclica commentata</a> (da <a href="http://it.groups.yahoo.com/group/imperialismo_pagano/message/209" rel="nofollow">Imperialismo Pagano</a>).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Davide Dell&#039;Omb</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-350</link>
		<dc:creator>Davide Dell&#039;Omb</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 13:35:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-350</guid>
		<description>&lt;em&gt;Ragione della speranza e speranza della ragione. Note all&#039;Enciclica &quot;Spe Salvi&quot;&lt;/em&gt; di Mauro Cinquetti su &quot;&lt;a href=&quot;http://www.aifr.it/pagine/letture/052.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Giornale di filosofia della religione&lt;/a&gt;&quot; propone invece una lettura dell&#039;enciclica pi&#249; &quot;morbida&quot;, quasi neutrale nei confronti dell&#039;autore. La segnalo perch&#233; a mio avviso utile anche per le ampie citazioni. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ragione della speranza e speranza della ragione. Note all&#039;Enciclica &quot;Spe Salvi&quot;</em> di Mauro Cinquetti su &quot;<a href="http://www.aifr.it/pagine/letture/052.html" rel="nofollow">Giornale di filosofia della religione</a>&quot; propone invece una lettura dell&#039;enciclica pi&ugrave; &quot;morbida&quot;, quasi neutrale nei confronti dell&#039;autore. La segnalo perch&eacute; a mio avviso utile anche per le ampie citazioni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Biuso</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-261</link>
		<dc:creator>Biuso</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 13:08:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-261</guid>
		<description>In merito al tema dell&#039;Enciclica, ho da poco letto una intensa e vera affermazione di Marc Aug&#233;: 
&quot;La storia &#232; lenta e l&#039;individuo invecchia alla svelta. Ma qualcosa nell&#039;allegria sempre rinnovata dei politeismi (pi&#249; preoccupati di rinascita che di eternit&#224;), nella serenit&#224; senza enfasi dello stoicismo e degli epicurei, ci d&#224; a intendere che n&#233; la felicit&#224; n&#233; la coscienza hanno bisogno della speranza&quot;. 
(&lt;em&gt;Genio del paganesimo&lt;/em&gt;, Bollati Boringhieri, 2002, pag. 301). </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In merito al tema dell&#039;Enciclica, ho da poco letto una intensa e vera affermazione di Marc Aug&eacute;:</p>
<p>&quot;La storia &egrave; lenta e l&#039;individuo invecchia alla svelta. Ma qualcosa nell&#039;allegria sempre rinnovata dei politeismi (pi&ugrave; preoccupati di rinascita che di eternit&agrave;), nella serenit&agrave; senza enfasi dello stoicismo e degli epicurei, ci d&agrave; a intendere che n&eacute; la felicit&agrave; n&eacute; la coscienza hanno bisogno della speranza&quot;.</p>
<p>(<em>Genio del paganesimo</em>, Bollati Boringhieri, 2002, pag. 301).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: antonio</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-239</link>
		<dc:creator>antonio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 11:24:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-239</guid>
		<description>Pongo una sola domanda; non pretendo certo di entrare nel merito delle questioni inerenti all&#039;enciclica con possibili obiezioni al nostro pio e devoto visitatore trevigiano. Del resto a quali argomenti dovrei obiettare? Per&#242; mi chiedo un attimino (viva le maleparole amate dal popolino sempre orgoglioso di s&#232;!) come sia possibile che un cotanto dotto uomo illuminato dalla grazia divina risponda a degli asini che ragliano. A mio avviso &#232; stolto se non perfino insano cercare di comunicare con un asino e personalmente non l&#039;ho mai fatto. Detto questo mi chiedo se quella grazia divina faccia effetto sull&#039;intelletto che ne dovrebbe beneficiare (ahinoi non ne beneficiamo) tanto quanto l&#039;acqua santa del ridente centro turistico di Lourdes ne fa sul corpo. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pongo una sola domanda; non pretendo certo di entrare nel merito delle questioni inerenti all&#039;enciclica con possibili obiezioni al nostro pio e devoto visitatore trevigiano. Del resto a quali argomenti dovrei obiettare? Per&ograve; mi chiedo un attimino (viva le maleparole amate dal popolino sempre orgoglioso di s&egrave;!) come sia possibile che un cotanto dotto uomo illuminato dalla grazia divina risponda a degli asini che ragliano. A mio avviso &egrave; stolto se non perfino insano cercare di comunicare con un asino e personalmente non l&#039;ho mai fatto. Detto questo mi chiedo se quella grazia divina faccia effetto sull&#039;intelletto che ne dovrebbe beneficiare (ahinoi non ne beneficiamo) tanto quanto l&#039;acqua santa del ridente centro turistico di Lourdes ne fa sul corpo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Biuso</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-238</link>
		<dc:creator>Biuso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 18:43:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-238</guid>
		<description>Allora: &#171;ignorantello, saccente, arrogante, plagiatore&#187; (di Flores d&#8217;Arcais, che non leggo mai), &#171;privo di lucidit&#224; razionale, emotivamente disturbato (&#8220;interferito&#8221;)&#187;, e soprattutto &#171;ateo&#187;, cosa che non sono proprio&#8230; 
 
Ma &#232; questo, caro Padre Asolan, il modo di essere fedele al suo Maestro? Di non giudicare per non essere giudicato, di rimanere mite e umile, di amare il prossimo, di abbracciare i nemici? Che Dio la perdoni! </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Allora: &laquo;ignorantello, saccente, arrogante, plagiatore&raquo; (di Flores d&rsquo;Arcais, che non leggo mai), &laquo;privo di lucidit&agrave; razionale, emotivamente disturbato (&ldquo;interferito&rdquo;)&raquo;, e soprattutto &laquo;ateo&raquo;, cosa che non sono proprio&hellip;</p>
<p>Ma &egrave; questo, caro Padre Asolan, il modo di essere fedele al suo Maestro? Di non giudicare per non essere giudicato, di rimanere mite e umile, di amare il prossimo, di abbracciare i nemici? Che Dio la perdoni!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sempre io</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-237</link>
		<dc:creator>sempre io</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 15:56:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-237</guid>
		<description>Caro Giofilo, 
derogo alla tua speranza giusto il tempo di rispondere, considerando l&#039;evidente attitudine dialogica del signore che mi ha risposto. Poi stai sicuro che non dispongo di cos&#236; tanto tempo da poterne perdere a leggere considerazioni arroganti di persone piuttosto ignorantelle (pazienza, chi non lo &#232;?) ma saccenti. 
- Innanzitutto, l&#039;enciclica &#232; diretta &quot;ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate e a tutti i fedeli laici sulla speranza cristiana&quot;. Cos&#236; recita l&#039;esergo. A casa mia il destinatario determina anche la scrittura del documento. I destinatari sunnominati non mi appaiono atei. 
- Secondo punto: &#232; nella natura del lavoro teologico (in quanto &quot;scientia Dei&quot; o &quot;scientia fidei&quot;) presupporre la fede e dunque la conoscenza di Dio. Pensavo fosse addirittura un&#039;evidenza interna della teologia. 
- Nessun invito al silenzio. Se le parole hanno un senso, c&#039;era l&#039;invito ad un&#039;alternativa, e non solo al silenzio. 
- E&#039; sorprendente che l&#039;autore del commento - dai toni, questi s&#236;, sprezzanti e arroganti, specialmente nella seconda parte - si senta offeso da quel che ho scritto. Comunque confermo la sensazione che si ricava da quel commento, di una lettura affrettata, piena di preconcetti, con giudizi che debordano dall&#039;argomento per travolgere il magistero o la chiesa nel suo insieme (&quot;il Magistero cattolico crolla al livello settario e arrogante che purtroppo intride di s&#233; anche questo testo&quot;; sottolineerei l&#039;anche). Difficile cogliervi una completa lucidit&#224; razionale: e questa non vuol essere un&#039;offesa, quanto l&#039;ipotesi di interferenze emotive o biografiche che nulla hanno a che fare con la questione di che cosa sia la speranza e della possibilit&#224; che il papa di Roma sia abilitato a parlarne. 
- circa il riferimento a D&#039;Arcais, voglia l&#039;autore del commento rileggersi il numero di Micromega dal titolo &quot;Dio esiste?&quot; riedito per l&#039;elezione di Ratzinger e si accorger&#224; di citazioni quasi testuali. Cos&#236; pure il famoso libello &quot;Contro Ratzinger&quot;. Anche qui, nessuna offesa.  
- D&#039;accordissimo che la fede cristiana e la confessione cattolica si meritino assai meglio di me. Anzi: sono convinto che non ne abbiano proprio bisogno, se gli &quot;avversari&quot; (virgolettato, e usato solo per intenderci, dunque senza livore) sono di questo livello. Anche questo, detto senza offesa. 
- Ultimissima cosa: mi sarei aspettato, da un maestro dell&#039;ironia e della battuta ad effetto, piena comprensione della presa in giro dell&#039;attimino finale. Ai ai ai, signora Longari! </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giofilo,</p>
<p>derogo alla tua speranza giusto il tempo di rispondere, considerando l&#039;evidente attitudine dialogica del signore che mi ha risposto. Poi stai sicuro che non dispongo di cos&igrave; tanto tempo da poterne perdere a leggere considerazioni arroganti di persone piuttosto ignorantelle (pazienza, chi non lo &egrave;?) ma saccenti.</p>
<p>- Innanzitutto, l&#039;enciclica &egrave; diretta &quot;ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate e a tutti i fedeli laici sulla speranza cristiana&quot;. Cos&igrave; recita l&#039;esergo. A casa mia il destinatario determina anche la scrittura del documento. I destinatari sunnominati non mi appaiono atei.</p>
<p>- Secondo punto: &egrave; nella natura del lavoro teologico (in quanto &quot;scientia Dei&quot; o &quot;scientia fidei&quot;) presupporre la fede e dunque la conoscenza di Dio. Pensavo fosse addirittura un&#039;evidenza interna della teologia.</p>
<p>- Nessun invito al silenzio. Se le parole hanno un senso, c&#039;era l&#039;invito ad un&#039;alternativa, e non solo al silenzio.</p>
<p>- E&#039; sorprendente che l&#039;autore del commento &#8211; dai toni, questi s&igrave;, sprezzanti e arroganti, specialmente nella seconda parte &#8211; si senta offeso da quel che ho scritto. Comunque confermo la sensazione che si ricava da quel commento, di una lettura affrettata, piena di preconcetti, con giudizi che debordano dall&#039;argomento per travolgere il magistero o la chiesa nel suo insieme (&quot;il Magistero cattolico crolla al livello settario e arrogante che purtroppo intride di s&eacute; anche questo testo&quot;; sottolineerei l&#039;anche). Difficile cogliervi una completa lucidit&agrave; razionale: e questa non vuol essere un&#039;offesa, quanto l&#039;ipotesi di interferenze emotive o biografiche che nulla hanno a che fare con la questione di che cosa sia la speranza e della possibilit&agrave; che il papa di Roma sia abilitato a parlarne.</p>
<p>- circa il riferimento a D&#039;Arcais, voglia l&#039;autore del commento rileggersi il numero di Micromega dal titolo &quot;Dio esiste?&quot; riedito per l&#039;elezione di Ratzinger e si accorger&agrave; di citazioni quasi testuali. Cos&igrave; pure il famoso libello &quot;Contro Ratzinger&quot;. Anche qui, nessuna offesa. </p>
<p>- D&#039;accordissimo che la fede cristiana e la confessione cattolica si meritino assai meglio di me. Anzi: sono convinto che non ne abbiano proprio bisogno, se gli &quot;avversari&quot; (virgolettato, e usato solo per intenderci, dunque senza livore) sono di questo livello. Anche questo, detto senza offesa.</p>
<p>- Ultimissima cosa: mi sarei aspettato, da un maestro dell&#039;ironia e della battuta ad effetto, piena comprensione della presa in giro dell&#039;attimino finale. Ai ai ai, signora Longari!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giofilo</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-236</link>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 12:40:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-236</guid>
		<description>Caro Prof. Biuso, nel mondo dei blog e dei forum solitamente si direbbe: &quot;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet)&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;don&#039;t feed the troll!&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&quot; Ma, in questo caso, ha fatto benissimo a rispondere. 
 
Paolo, spero proprio che non ripasserai presto da queste parti. Sarebbe un &lt;em&gt;attimino&lt;/em&gt; fuori luogo. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Prof. Biuso, nel mondo dei blog e dei forum solitamente si direbbe: &quot;<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet)" rel="nofollow">don&#039;t feed the troll!</a></em>&quot; Ma, in questo caso, ha fatto benissimo a rispondere.</p>
<p>Paolo, spero proprio che non ripasserai presto da queste parti. Sarebbe un <em>attimino</em> fuori luogo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Biuso</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-235</link>
		<dc:creator>Biuso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 10:07:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-235</guid>
		<description>Efficace testimonianza, questa di Paolo Asolan, di una intrinseca incapacit&#224; di dialogo. 
 
L&#8217;autore del commento, infatti, 
- ritiene che per analizzare un testo pontificio o teologico sia necessario &#8220;conoscere Dio&#8221;, dichiarando, evidentemente, di avere una intrinseca familiarit&#224; con Lui; 
- invita al silenzio tutti coloro che non condividono il presunto &#171;fondamento inevidente ma per niente irrazionale, che giustifica e sostiene tutto il processo successivo&#187;; se seguissimo questo consiglio (o &#232; un ordine?) l&#8217;unico dialogo possibile sarebbe tra soggetti che sono gi&#224; d&#8217;accordo; 
- non reggendosi comunque all&#8217;altezza di simili presupposti, precipita negli insulti ad personam parlando di &quot;modesti epigoni&#8221;, di letture distratte &#171;fatte in bagno&#187; (ecco il livello di Asolan!) o persino accusandomi di non aver neppure letto l&#8217;enciclica&#8230;  
 
La fede cristiana e la confessione cattolica si meritano assai di pi&#249; e di meglio di apologeti che ricorrono a un simile armamentario polemico. L&#8217;&#8221;attimino&#8221; finale (una delle parole pi&#249; orribili del linguaggio televisivo) rappresenta il degno compimento di questo testo. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Efficace testimonianza, questa di Paolo Asolan, di una intrinseca incapacit&agrave; di dialogo.</p>
<p>L&rsquo;autore del commento, infatti,</p>
<p>- ritiene che per analizzare un testo pontificio o teologico sia necessario &ldquo;conoscere Dio&rdquo;, dichiarando, evidentemente, di avere una intrinseca familiarit&agrave; con Lui;</p>
<p>- invita al silenzio tutti coloro che non condividono il presunto &laquo;fondamento inevidente ma per niente irrazionale, che giustifica e sostiene tutto il processo successivo&raquo;; se seguissimo questo consiglio (o &egrave; un ordine?) l&rsquo;unico dialogo possibile sarebbe tra soggetti che sono gi&agrave; d&rsquo;accordo;</p>
<p>- non reggendosi comunque all&rsquo;altezza di simili presupposti, precipita negli insulti ad personam parlando di &quot;modesti epigoni&rdquo;, di letture distratte &laquo;fatte in bagno&raquo; (ecco il livello di Asolan!) o persino accusandomi di non aver neppure letto l&rsquo;enciclica&hellip; </p>
<p>La fede cristiana e la confessione cattolica si meritano assai di pi&ugrave; e di meglio di apologeti che ricorrono a un simile armamentario polemico. L&rsquo;&rdquo;attimino&rdquo; finale (una delle parole pi&ugrave; orribili del linguaggio televisivo) rappresenta il degno compimento di questo testo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-234</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 09:04:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-234</guid>
		<description>Dove il commento - sorprendentemente e piuttosto ingenuamente - difetta &#232; proprio la non considerazione che si tratta di un&#039;enciclica, cio&#232; di un documento magisteriale scritto ad illustrazione di una virt&#249; &quot;teologale&quot; quale &#232; la speranza: di qualcosa, insomma, che Dio fa nella coscienza e nell&#039;anima di un essere umano. Ora, &#232; comprensibile che uno che non conosca Dio si trovi in imbarazzo di fronte a certe affermazioni dell&#039;enciclica, ed &#232; comprensibile/apprezzabile anche che cerchi di giustificarle a partire dalle sue proprie categorie. Ma tale precomprensione deve dichiararsi serenamente e assolutamente inadeguata rispetto all&#039;oggetto di cui si tratta, cio&#232; a questa azione compiuta da Dio nell&#039;essere umano che si chiama &quot;speranza&quot;. 
Delle due una: o si prova a capire che cosa/chi dovrebbe essere questo Dio (asserito agente della speranza) di cui parla l&#039;enciclica, o si lascia perdere e non si commenta, continuando coerentemente a dichiarasi incapaci di avere a che fare con lui, senza tirare in ballo la solita menata della spiegazione data a posteriori (cfr. Antonio). Non di spiegazioni a posteriori, si tratta: la questione &#232; impostata  a partire da  un fondamento inevidente ma per niente irrazionale, che giustifica e sostiene tutto il processo successivo. 
Spiace verificare che Flores d&#039;Arcais abbia epigoni cos&#236; modesti. Per il futuro, consiglierei la lettura dell&#039;enciclica al tavolo di studio (non nelle citazioni dei commenti gi&#224; stesi da altri) e sconsiglierei anche la lettura fatta in bagno la mattina, appena alzati, o la sera tardi, che &#232; lo stesso. Absit iniuria verbi. 
 
P.s. per Davide Dell&#039;Ombra: &quot;segnalo un&#039;importante segnalazione&quot; &#232; un attimino tautologico. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dove il commento &#8211; sorprendentemente e piuttosto ingenuamente &#8211; difetta &egrave; proprio la non considerazione che si tratta di un&#039;enciclica, cio&egrave; di un documento magisteriale scritto ad illustrazione di una virt&ugrave; &quot;teologale&quot; quale &egrave; la speranza: di qualcosa, insomma, che Dio fa nella coscienza e nell&#039;anima di un essere umano. Ora, &egrave; comprensibile che uno che non conosca Dio si trovi in imbarazzo di fronte a certe affermazioni dell&#039;enciclica, ed &egrave; comprensibile/apprezzabile anche che cerchi di giustificarle a partire dalle sue proprie categorie. Ma tale precomprensione deve dichiararsi serenamente e assolutamente inadeguata rispetto all&#039;oggetto di cui si tratta, cio&egrave; a questa azione compiuta da Dio nell&#039;essere umano che si chiama &quot;speranza&quot;.</p>
<p>Delle due una: o si prova a capire che cosa/chi dovrebbe essere questo Dio (asserito agente della speranza) di cui parla l&#039;enciclica, o si lascia perdere e non si commenta, continuando coerentemente a dichiarasi incapaci di avere a che fare con lui, senza tirare in ballo la solita menata della spiegazione data a posteriori (cfr. Antonio). Non di spiegazioni a posteriori, si tratta: la questione &egrave; impostata  a partire da  un fondamento inevidente ma per niente irrazionale, che giustifica e sostiene tutto il processo successivo.</p>
<p>Spiace verificare che Flores d&#039;Arcais abbia epigoni cos&igrave; modesti. Per il futuro, consiglierei la lettura dell&#039;enciclica al tavolo di studio (non nelle citazioni dei commenti gi&agrave; stesi da altri) e sconsiglierei anche la lettura fatta in bagno la mattina, appena alzati, o la sera tardi, che &egrave; lo stesso. Absit iniuria verbi.</p>
<p>P.s. per Davide Dell&#039;Ombra: &quot;segnalo un&#039;importante segnalazione&quot; &egrave; un attimino tautologico.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Davide Dell&#039;Omb</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-201</link>
		<dc:creator>Davide Dell&#039;Omb</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 20:42:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-201</guid>
		<description>Segnalo un&#039;importante segnalazione di Marco Trainito sul nostro &lt;a href=&quot;http://www.sitosophia.org/forum/viewtopic.php?f=4&amp;t=410&amp;p=2176&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;forum&lt;/a&gt;. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo un&#039;importante segnalazione di Marco Trainito sul nostro <a href="http://www.sitosophia.org/forum/viewtopic.php?f=4&amp;t=410&amp;p=2176" rel="nofollow">forum</a>.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: antonio</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-110</link>
		<dc:creator>antonio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 16:08:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-110</guid>
		<description>E&#039; proprio vero: la riflessione cristiana, cattolica in questo caso, offre degli ottimi spunti; tuttavia, proprio quando si approssima al bersaglio lo manca deviando la traiettoria. Mette bene in evidenza il vuoto di valori e il disorientamento dell&#039;uomo  contemporaneo, ma piuttosto che comprenderne le cause reali e profonde propone un rimedio terapeutico in cui è sì implicita una ben presupposta eziologia, la quale sembra però essee non la ragione della terapia ma la sua spiegazione a posteriori. Così, pur di far corrispondere ai dubbi e alla sofferenza dell&#039;uomo l&#039;allontanamento, individuale o storico, dell&#039;uomo dal suo creatore la riflessione cristiana si rende cieca di fronte alla reale portata delle altre prospettive di pensiero, pur non disdegnando talvolta di assumerle in sè in maniera eclettica. E&#039; per questa via che il papa può trovare motivi di consonanza perfino tra speranza cristiana e prassi marxista. Mi si permetta infine un esempio: nulla, negli ultimi scritti e discorsi della Chiesa cattolica, se sono stato un attento osservatore, getta luce sui processi di massificazione ormai evidenti a tutti che percorrono tutti livelli e gli ambiti della società (non solo occidentale). Si criticano con una certa regolarità il consumismo e i modelli edonistici (qui Epicuro c&#039;entra poco per fortuna) ma non si capisce che il tutto vive prospero all&#039;interno del sistema di masificazione. E del resto, come potrebbe la Chiesa accorgersene o condannarlo se poi ne fa un saggio uso? Cosa esiste di più massificante dell&#039;uso della televisione (forse la sua fruizione) o dei grandi raduni o dei grandi pellegrinaggi? Cateno, servendosi di Heidegger, sottolinea come due fedi totali, al di là di appariscenti schermaglie tattiche, si somiglino nella loro essenzialità. Eccone un esempio: vicino a dove abito io hanno costruito due centri commerciali e alla confluenza delle strade che li collegano (si tratta di poche decine di metri di distanza) hanno posto una statua della Madonna: il consumo materiale e il suo corrispettivo religioso fanno il paio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; proprio vero: la riflessione cristiana, cattolica in questo caso, offre degli ottimi spunti; tuttavia, proprio quando si approssima al bersaglio lo manca deviando la traiettoria. Mette bene in evidenza il vuoto di valori e il disorientamento dell&#8217;uomo  contemporaneo, ma piuttosto che comprenderne le cause reali e profonde propone un rimedio terapeutico in cui è sì implicita una ben presupposta eziologia, la quale sembra però essee non la ragione della terapia ma la sua spiegazione a posteriori. Così, pur di far corrispondere ai dubbi e alla sofferenza dell&#8217;uomo l&#8217;allontanamento, individuale o storico, dell&#8217;uomo dal suo creatore la riflessione cristiana si rende cieca di fronte alla reale portata delle altre prospettive di pensiero, pur non disdegnando talvolta di assumerle in sè in maniera eclettica. E&#8217; per questa via che il papa può trovare motivi di consonanza perfino tra speranza cristiana e prassi marxista. Mi si permetta infine un esempio: nulla, negli ultimi scritti e discorsi della Chiesa cattolica, se sono stato un attento osservatore, getta luce sui processi di massificazione ormai evidenti a tutti che percorrono tutti livelli e gli ambiti della società (non solo occidentale). Si criticano con una certa regolarità il consumismo e i modelli edonistici (qui Epicuro c&#8217;entra poco per fortuna) ma non si capisce che il tutto vive prospero all&#8217;interno del sistema di masificazione. E del resto, come potrebbe la Chiesa accorgersene o condannarlo se poi ne fa un saggio uso? Cosa esiste di più massificante dell&#8217;uso della televisione (forse la sua fruizione) o dei grandi raduni o dei grandi pellegrinaggi? Cateno, servendosi di Heidegger, sottolinea come due fedi totali, al di là di appariscenti schermaglie tattiche, si somiglino nella loro essenzialità. Eccone un esempio: vicino a dove abito io hanno costruito due centri commerciali e alla confluenza delle strade che li collegano (si tratta di poche decine di metri di distanza) hanno posto una statua della Madonna: il consumo materiale e il suo corrispettivo religioso fanno il paio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cateno</title>
		<link>http://www.sitosophia.org/recensioni/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/comment-page-1/#comment-109</link>
		<dc:creator>Cateno</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 09:34:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sitosophia.org/2008/01/enciclica-spe-salvi-di-benedetto-xvi/#comment-109</guid>
		<description>Non ho ancora letto l&#039;Enciclica (mi aspetta ancora là sulla scrivania); tuttavia dalle sue parole trovo confermate due mie convinzioni: la prima, ovvia, è che la Chiesa, sempre e comunque, non fa che tirare acqua al proprio mulino, riconducendo (come un mediocre genitore) tutto il bene e l&#039;intelligenza a sé e scaricando il male all&#039;umana, troppo umana umanità. La seconda, che da un po&#039; di tempo vado professando, trova la migliore espressione in queste parole di Heidegger: «Il fatto però che la fede politica totale e la altrettanto totale fede cristiana, nella loro inconciliabilità, si mettono nondimeno in relazione attraverso accomodamenti e mosse tattiche non deve stupire. La loro essenza è infatti la stessa. In quanto atteggiamenti totali, hanno entrambe nel fondo la rinuncia a decisioni essenziali. La loro non è una lotta creativa, bensì una &quot;propaganda&quot; e una &quot;apologetica&quot;.» (M. Heidegger, &lt;em&gt;Contributi alla filosofia. (Dall&#039;Evento)&lt;/em&gt;, Adelphi, Milano 2007, pag. 67).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho ancora letto l&#8217;Enciclica (mi aspetta ancora là sulla scrivania); tuttavia dalle sue parole trovo confermate due mie convinzioni: la prima, ovvia, è che la Chiesa, sempre e comunque, non fa che tirare acqua al proprio mulino, riconducendo (come un mediocre genitore) tutto il bene e l&#8217;intelligenza a sé e scaricando il male all&#8217;umana, troppo umana umanità. La seconda, che da un po&#8217; di tempo vado professando, trova la migliore espressione in queste parole di Heidegger: «Il fatto però che la fede politica totale e la altrettanto totale fede cristiana, nella loro inconciliabilità, si mettono nondimeno in relazione attraverso accomodamenti e mosse tattiche non deve stupire. La loro essenza è infatti la stessa. In quanto atteggiamenti totali, hanno entrambe nel fondo la rinuncia a decisioni essenziali. La loro non è una lotta creativa, bensì una &#8220;propaganda&#8221; e una &#8220;apologetica&#8221;.» (M. Heidegger, <em>Contributi alla filosofia. (Dall&#8217;Evento)</em>, Adelphi, Milano 2007, pag. 67).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

