Tempo, esistenza e senso in «Sein und Zeit»

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Tesi di laurea di Cateno Tempio: Tempo, esistenza e senso in Sein und Zeit.

Università di Catania, relatore: Prof. Alberto Giovanni Biuso.

Dall’Introduzione:

Chiedere del tempo nel pensiero di Martin Heidegger significa innanzi tutto cercare di comprendere perché proprio esso appaia come senso ontologico della cura e, dacché questa è l’essere dell’esserci, perché la temporalità si configura come il senso dell’essere dell’esserci. Tuttavia, questo chiedere non può fermarsi alle considerazioni superficiali, ma deve rendere conto, nella misura necessaria, della complessità dell’analitica esistenziale e del progetto di Essere e tempo, nonché del sorgere dell’orizzonte temporale come campo tematico nel quale collocare la totalità unitaria dell’esserci, cioè dell’uomo, ente che noi stessi sempre siamo e che è situato già sempre in una certa pre-comprensione dell’essere. Non si tratta quindi solo di esporre l’analitica esistenziale di Essere e tempo e di trovarne il senso nella temporalità autentica che passa per l’angoscia e l’essere-per-la-morte; in tal modo, infatti, si rischia di vedere il tempo come una deduzione da una serie di premesse. Se è vero, invece, che il metodo fenomenologico assunto da Heidegger deve lasciar manifestare l’ente così come esso si manifesta, allora anche il tempo deve apparire manifestandosi originariamente da se stesso; forse anche per questo, oltre che per gli aspetti più propriamente esistenziali, Heidegger può sostenere che il tempo non è ma si temporalizza. Ovviamente tutto ciò deve essere pensato sull’ambizioso sfondo che è la questione del senso dell’essere e deve essere fatto emergere dalle questioni fenomenologiche, poiché è da queste che si generano sia il problema dell’essere e del tempo, sia l’analitica di quel particolare ente la cui essenza è l’esistenza, cioè l’esserci.