Aaron Swartz e l’Oligarchia del Sapere

1 Comment

Patrick Socha (@patricksocha), uno sviluppatore londinese 18enne, ha creato uno scraper che aggrega automaticamente tutti i tweet con hashtag #pdftribute e li pubblica su pdftribute.net. Tale hashtag si sta diffondendo in questi giorni per etichettare tutti i tweet che contengono link a scritti non coperti da diritto d’autore.

L’iniziativa nasce per commemorare la tragica morte di Aaron Swartz, un giovane programmatore ed attivista statunitense, che si è recentemente tolto la vita nel suo appartamento di Brooklyn. Aaron aveva solo 26 anni.

By Sage Ross (Flickr: Boston Wiki Meetup) [CC-BY-SA-2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons
By Sage Ross (Flickr: Boston Wiki Meetup) [CC-BY-SA-2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons
Durante la sua breve ma intensa carriera, Aaron aveva contribuito (tra gli altri) a sviluppare il primo protocollo dello standard RSS e aveva partecipato alle prime fasi della nascita del servizio di social news Reddit. Ma gli onori della cronaca, Aaron li aveva raggiunti forse più per il suo appassionato attivismo in favore del software aperto e della libera condivisione della conoscenza.

Tra i suoi progetti più notevoli, vanno infatti ricordati la progettazione dell’architettura per la Open Library, l’aiuto dato a Lawrence Lessig per lanciare le licenze aperte Creative Commons, le battaglie contro il SOPA e, più recentemente, la ferma opposizione contro JSTOR, una libreria accademica digitale rea di corrispondere la cifra richiesta per la consultazione degli articoli agli editori, anziché agli autori. E, proprio lo screzio contro JSTOR, è stato la causa della spirale di eventi culminata con la morte di Aaron.

Per lanciare il guanto di sfida contro la monetizzazione del sapere accademico, nel luglio 2011 Aaron si era collegato dalla rete interna del MIT ed aveva scaricato quasi 4 milioni di articoli accademici dal catalogo di JSTOR, con (a quanto riferiscono i suoi accusatori) l’intenzione di diffondere tale materiale attraverso le reti P2P.

Questa presunta violazione delle leggi sul copyright, erano costate al giovane programmatore l’arresto ed una brutta fama con le autorità federali che, avendolo posto sotto processo, avevano ipotizzato una pena di 35 anni di carcere ed una multa di quasi un milione di dollari.

Le evoluzioni di questa sua travagliata crociata contro il copyright erano state evidentemente troppo pesanti per Aaron che, già affetto da tempo da una depressione cronica e da numerosi problemi fisici, è stato trovato impiccato dalla sua fidanzata l’11 gennaio, esattamente sei mesi dopo quel tanto contestato download degli articoli da JSTOR.

Ecco allora che, giunta la notizia della scomparsa di Aaron, utenti di tutto il mondo hanno deciso di usare Twitter per condividere gratuitamente tutti gli articoli non coperti da diritto d’autore presenti in Rete. E tutte le condivisioni (sono tantissime ogni secondo) contengono quell’hashtag #pdftribute che rappresenta il ricordo di un ragazzo brillante, che aveva deciso di pestare i piedi un po’ troppo forte all’oligarchia del Sapere.