Sitosophia

Una filosofia triste

… Anche qui si ritrova l’arte; sfiorano, si sente, le sue ali di fuoco: in particolari istanti della filosofia, in cui questa si libera di ogni indugio, che deriva, in ogni caso, dalla richiesta di essere pratica, non bella. È questo il momento artistico nella filosofia; in questo momento essa non vale più per il suo miserabile contenuto, per ciò che potrà dire, né tanto meno per il senso ideale della sua costruzione, ma per la malinconia che desta. Come la poesia, essa è bella nell’attimo che dilegua. Bellezza – e non verità – è il senso finale di una filosofia; a essa si commisura. La bellezza, come sentimento che qualcosa è andato perduto per sempre, la strugge. Qualcosa del paradiso perduto c’è in ogni filosofia, come idea. Ma l’idea della bellezza è l’idea della tristezza infinita; l’idea di ciò che avrebbe potuto essere. Il bello è nell’attimo stesso in cui si avverte che un bello non è più, per sempre ormai, possibile. Una filosofia bella è una filosofia triste.