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 Oggetto del messaggio: "Noi e i Greci"
MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 20:57 
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Sitosophia
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Ieri, 16 gennaio 2008, in Facoltà si è tenuta un'interessante discussione (è disponibile la locandina), tenuta dai nostri illustri docenti Prof. Giuseppe Giarrizzo (ora Accademico dei Lincei) e Prof. Mauro Corsaro, sull'ultimo lavoro dello storico Marcel Detienne, titolato "Noi e i Greci" ed edito da Raffaello Cortina Editore.
Marcel Detienne è un docente della Johns Hopkins University (USA) e dell’École des Hautes Études di Parigi, ed è un insigne storico e antropologo di orgini belga che si è sempre occupato del mondo greco. In quest'ultima fatica (edita in Francia già due anni fa, come testimonia anche un convegno italiano di quel periodo) mette a confronto la loro civiltà e la nostra in modo nuovo.
Secondo Giarrizzo, che ha introdotto "da inesperto" la questione, si tratta di una "autobiografia" molto difficile, soprattutto per quei lettori che non conoscessero gli altri scritti dell'autore. Questi tenta un rapporto tra storia, mito e antropologia - afferma Giarrizzo - in cui antropologi e storici sarebbero "alla pari", ma non è così: in realtà
Cita:
l'istituzione, il clero, le accademie, tutto ciò che conta, sconsiglia il concubinaggio con l'etnologia.

Secondo il patrimonio mitologico greco, è insostenibile - dice Giarrizzo, qui sostanzialmente d'accordo con il belga - il lineare sviluppo da allevatori ad agricoltori; Detienne suppone che, ad esempio, la scrittura non cancelli l'oralità. In sintesi: difende la comparazione in antropologia, supera lo strutturalismo di Levi-Strauss (nonostante il discorso di Detienne risenta, com'è naturale, di tutta l'impostazione filosofica e antropologica che gli studi francesi - in cui egli è immerso - richiamano) e propone una "comparazione sperimentale". Questa presuppone - spiega Giarrizzo - il superamento del problema degli "insiemi culturali" che vanno comparati: per Giarrizzo, lo storico decide, in qualche modo, gli insiemi (perché lui li ha costruiti) che intende comparare. Per questo, forse, Detienne non supera, in fin dei conti, lo strutturalismo.
Interviene preciso Corsaro decifrando che il problema è quello - da parte degli storici - di "uscir da se stessi", essere fuori dall'oggetto che sono atti a studiare; ma Corsaro aggiunge subito: questo problema non coinvolge solamente gli storici ma anche gli antropologi (per cui una separazione diviene rischiosa).
Un altro tema - oltre quelli visti, proporzionalmente alla mia competenza, appena di sfuggita - trattato nel testo di Detienne, è quello dell'autoctonia. L'esempio che porta Corsaro vede l'Atene del V secolo a. C. "chiudersi in se stessa" prendendo atto della propria autoctonia, termine coniato da Eschilo per indicare la nascita dei Greci direttamente dalla terra stessa, in opposizione ai barbaroi (i "balbettanti" la lingua greca), concetto a sua volta nato solo dopo le guerre persiane (i più grandi "barbari"): in età classica, dunque, Atene "si chiude in se stessa" (etnicamente e politicamente) dando vita a quelli che per noi, oggi, sono i più grandi paradossi, essere - cioè - democratica ed imperialista allo stesso tempo. L'Atene di Pericle riuscì infatti a restringere la cittadinanza a pochi privilegiati, garantendo anche la gloria della democrazia par excellence. Dei paradossi, questi, che fanno riflettere l'intero Occidente - ecco che Corsaro tocca il punto nevralgico delle tesi di Dutienne - dacché risulta difficile non intravedere delle affinità con l'attuale politica estera degli Stati Uniti d'America.
L'Atene classica (imperialista e democratica al tempo stesso) è un modello per gli Americani - afferma Corsaro - tanto che non è da considerare un caso il fatto che il padre di un consigliere del dimissionario presidente statunitense Bush ha scritto un saggio sull'imperialismo di Pericle. (Nota Corsaro che, invece, nel XIX secolo il modello era rappresentato dalla città di Sparta.)
Ad ogni modo, vengono riscontrate delle difficoltà in questa tesi comparatistica. Di fatto, il testo di Detienne proprio tenta di scardinare tali comparazioni - a suo avviso fuorvianti e non "storiche" - come gli studi di Monaco, Meyer e Finley - aggiunge Corsaro - affermano: questi mettono "a distanza" il mondo greco da quello moderno, per - nell'interesso storico - poterlo capire davvero. Esempio contrario: La città di Max Weber.
Giarrizzo aggiunge - prima della conclusione e dopo alcuni lunghi ed importanti interventi dell'autore del libro (per molti, me compreso, in parte oscuri dacché esposti in lingua francese) - qualche parola sull'ennesimo tema che l'importante volume di Detienne mette in tavola: il rito. Ebbene, ricorda Giarrizzo, non bisogna assolutamente trascurare l'importanza del rito come trasmissione - forse unico medium - della cultura in un popolo largamente analfabeta.
La grecità è sempre presente nella nostra concezione di società, oltre ogni strutturalismo e oltre ogni comparazione di "insiemi culturali", in quanto essa è la nostra storia.


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 Oggetto del messaggio: Re: "Noi e i Greci"
MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 21:15 
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Iscritto il: mercoledì 12 dicembre 2007, 15:58
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Amo molto la Storia e ti ringrazio per questo interessante riassunto del dibattito.

Un saluto dal Lupo della steppa...vado a giocare a calcio!!!

Triad a proposito sai giocare a tennis?

Mi serve uno sparring partner 8) :mrgreen:

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Ma non è già nel tempo che tutto nasce e muore: il tempo stesso è questo divenire, nascere e morire; è l’astrarre che insieme è; è Kronos, produttore di tutto e divoratore dei suoi prodotti .

HEGEL – ENCICLOPEDIA DELLE SCIENZE FILOSOFICHE, § 258

http://www.youtube.com/watch?v=Uu_b0EF65Q4


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 Oggetto del messaggio: Re: "Noi e i Greci"
MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 22:42 
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Iscritto il: sabato 17 giugno 2006, 0:33
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Rusty il Selvaggio ha scritto:
Amo molto la Storia e ti ringrazio per questo interessante riassunto del dibattito.

Prego!
Rusty il Selvaggio ha scritto:
Triad a proposito sai giocare a tennis?

Sono una frana! Non c'ho mai giocato in verità, non più di qualche minuto. Mi dispiace... Grazie - comunque - molto!
Troverai un degno partner! :)

_________________
Triad
Il Tempio dell'Ombra
«Il mondo non è che una scuola di ricerca. Non importa chi raggiungerà la meta, ma chi farà la più bella corsa. Può fare lo sciocco tanto chi dice il vero quanto chi dice il falso: poiché si tratta del modo, non dell'essenza del dire» (Montaigne, Saggi, III.8).


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