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 Oggetto del messaggio: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: mercoledì 31 dicembre 2008, 17:36 
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Da Rivista Indipendenza una breve analisi delle reali motivazioni del massacro, alle quali aggiungo solo che tutto questo è intrinseco a uno Stato i cui membri si ritengono razzialmente superiori -"popolo eletto da Jahvè"- per volontà divina. Dal Libro di Aggeo, 2, 20-23: «Il ventiquattro del mese questa parola del Signore fu rivolta una seconda volta ad Aggeo: "Parla a Zorobabele, governatore della Giudea, e digli: Scuoterò il cielo e la terra, abbatterò il trono dei regni e distruggerò la potenza dei regni delle nazioni, rovescerò i carri e i loro equipaggi: cadranno cavalli e cavalieri; ognuno verrà trafitto dalla spada del proprio fratello. In quel giorno - oracolo del Signore degli eserciti - io ti prenderò, Zorobabele figlio di Sealtièl mio servo, dice il Signore, e ti porrò come un sigillo, perché io ti ho eletto, dice il Signore degli eserciti"».


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Per non rischiare di perdere voti a destra nelle prossime elezioni, il criminale governo sionista al potere in Israele ha scatenato una offensiva terroristica contro la popolazione di Gaza e le milizie che ne difendono il diritto all'esistenza, alla libertà, alla giustizia. Centinaia di civili e e combattenti, al momento più di 380, ma è un bilancio, purtroppo, del tutto provvisorio, sono stati massacrati dalle bombe e dai missili lanciati dagli F-16 e dagli elicotteri sionisti, mentre centinaia sono i feriti che affollano gli ospedali, da mesi privi di elettricità e medicinali a causa del blocco economico attuato dall'occupante. Un attacco spietato che ha ricevuto l'appoggio di tutti i partiti israeliani, compreso quello "degli scrittori", presunti pacifisti, gli stessi che si lamentavano del boicottaggio nei loro confronti attuato, pochi mesi fa, al Salone del Libro di Torino. "Scrittori" che, come tanti in Israele e nel mondo, fanno finta di non sapere che i razzi artigianali della Resistenza palestinese sparati contro i villaggi di frontiera israeliani da Gaza, sono solo la disperata quanto, sotto tutti i punti di vista, legittima difesa nei confronti di una feroce occupazione militare, che da decenni uccide, inprigiona e umilia il popolo palestinese, nel più assoluto disprezzo delle tante quanto inutili risoluzioni ONU, che imporrebbero allo stato sionista la restituzione senza condizioni dei territori occupati. Dice il relatore speciale per i diritti umani dell'Onu, Richard Falk, in un'intervista alla Bbc della quale l'emittente britannica pubblica alcuni stralci nel suo sito online: ''Israele sta compiendo una serie scioccante di atrocita' impiegando armi moderne contro una popolazione inerme che gia' sopporta da mesi un duro embargo''. Falk ha chiesto alla comunita' internazionale di accrescere le pressioni su Israele perche' ponga fine agli attacchi contro Gaza. Ed è lo stesso Onu ad affermare che almeno 62 palestinesi uccisi dall'inizio dell'offensiva, sabato mattina, sono donne e bambini, chiedendo un'inchiesta sugli attacchi contro i civili.


Solidarietà al popolo e alla Resistenza palestinese che si batte contro l'occupazione sionista!

Stop immediato al
massacro di Gaza!

Sabato 3 gennaio, ore 16 a Pzza Esedra, Roma, manifestazione per fermare il criminale attacco israeliano a Gaza.


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Ultima modifica di Biuso su giovedì 1 gennaio 2009, 16:46, modificato 1 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: mercoledì 31 dicembre 2008, 18:04 
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Dalla Libreria Gramigna di Catania ricevo la seguente mail:

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CONTRO LA PULIZIA ETNICA E IL TERRORISMO DI STATO ISRAELIANO.

FERMIAMO IL MASSACRO DI GAZA!

CONCENTRAMENTO

VENERDÌ 2 GENNAIO 2009 ORE 17:00

VIA ETNEA incrocio VIA UMBERTO
(davanti bar Savia).

Gaza. Solidarizzare con chi resiste, denunciare chi collabora con i bombardamenti israeliani.

In queste ore la Striscia di Gaza è stata trasformata in una trappola mortale dai bombardamenti israeliani che hanno già fatto centinaia di morti e altrettanto feriti che moriranno nelle prossime ore perché gli ospedali erano al collasso già da due anni a causa del vergognoso embargo. I palestinesi di Gaza sono chiusi in ogni lato dai militari israeliani e da quelli egiziani, sottoposti a micidiali bombardamenti e impediti a uscire da questo nuovo “ghetto di Varsavia” per cercare rifugio, alimenti, assistenza medica e protezione. Chiunque abbia un minimo senso di giustizia e verità oggi non può e non deve tacere di fronte al genocidio in corso a Gaza, un genocidio fatto prima di lento strangolamento economico/sanitario e di assedio e poi da missili, bombe e cannonate sull’area del mondo a maggiore densità di popolazione. Noi riteniamo che sia giunto il momento di prendere posizione e di avviare una vasta campagna di mobilitazione tesa a impedire l’annientamento politico e materiale della popolazione palestinese da parte di Israele.

Per questi motivi riteniamo che:

1) Oggi occorre schierarsi apertamente con chi a Gaza oppone resistenza con ogni mezzo all’aggressione israeliana e condannare altrettanto apertamente chi si dissocia dalla resistenza. Riteniamo pertanto inaccettabili le parole e l’atteggiamento del presidente palestinese Abu Mazen e degli altri dirigenti dell’ANP che ritengono Hamas, e non Israele, responsabili della situazione, cercando di approfittare dell’aggressione per determinare un nuovo rapporto di forza dentro lo scenario palestinese. Abu Mazen si dovrebbe preoccupare di smentire le dichiarazioni del ministro israeliano Tzipi Livni la quale ha confermato che l’offensiva militare contro Gaza e Hamas andrà avanti fino a quando non ci sarà un nuovo equilibrio di potere funzionale agli interessi israeliani. Se la prospettiva di Abu Mazen e dell’ANP è simile a quella di un governo come quello di Al Maliki in Iraq, è evidente come tale prospettiva non possa trovare più alcun sostegno da parte di chi anima la solidarietà con la lotta del popolo palestinese.

2) Sulla situazione in Palestina emergono le gravissime complicità dei regimi arabi reazionari e filo imperialisti – in modo particolare dell’Egitto – che si rende ancora complice dell’embargo e del blocco contro la popolazione palestinese di Gaza arrivando a schierare le forze armate ai confini e facendo sparare contro i palestinesi che cercavano di fuggire dalla trappola di Gaza cercando rifugio e protezione in Egitto.

3) Va affermato con forza che la responsabilità della drammatica situazione a Gaza è della politica di annientamento perseguita da Israele con la complicità dell’Egitto, degli USA e dell’Unione Europea e non di Hamas. Non si può continuare a fare confusione su questo. Gaza è assediata per terra e per mare da due anni chiudendo in trappola un milione e ottocentomila persone. La tregua non è stata rotta da Hamas o dalle altre organizzazioni palestinesi attive nella Striscia di Gaza ma dalle autorità israeliane che durante la "tregua” hanno ucciso 25 palestinesi, effettuato arresti e rastrellamenti in Cisgiordania, mantenuto chiusi i valichi impedendo ai palestinesi di Gaza di entrare, uscire o ricevere i rifornimenti necessari per sopravvivere. Ogni simmetria tra il lancio di razzi palestinesi a dicembre e i feroci bombardamenti israeliani è una ingiuria alla verità e alla giustizia.

4) I governi europei (incluso quello italiano) hanno preso posizioni formali ed equidistanti sul mattatoio in corso a Gaza che rivelano una grande preoccupazione per le ripercussioni degli avvenimenti in corso ma senza trarne le dovute conclusioni nelle relazioni politiche, diplomatiche e commerciali con Israele. Hanno accettato e mantenuto l’embargo contro i palestinesi di Gaza ed hanno mantenuto i rapporti di collaborazione militare, scientifica, economica con le istituzioni israeliane. Il governo israeliano ha messo non solo l’Europa ma anche la nuova amministrazione USA di fronte al fatto compiuto potendo godere di un livello di impunità per i propri crimini di guerra e contro l’umanità che la storia dal dopoguerra a oggi non ha assicurato a nessun altro stato.

5) Il popolo palestinese vive un momento estremamente difficile dal quale potrebbe uscire ridotto ad una esclusiva questione umanitaria che negherebbe decenni di lotta politica e di ambizioni alla liberazione nazionale della Palestina. Il popolo palestinese da anni affronta la più pericolosa potenza militare esistente in Medio Oriente – Israele – potendo contare sul sostegno solo delle altre forze che animano la resistenza antisionista nella regione, a cominciare dal Libano. L’unità di tutte le forze della resistenza a livello regionale è un passaggio che i movimenti di solidarietà in Europa devono appoggiare con ogni sforzo.

In questi giorni in molte città italiane – Roma, Milano, Bologna, Napoli, Pisa, Firenze, Lecce, Cagliari, Padova, Vicenza, Bari e tante altre – ci sono state alcune prime, tempestive e spontanee manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese, contro la strage in corso a Gaza e il terrorismo di stato israeliano. Questa mobilitazione deve proseguire nei prossimi giorni. Cortei sono già stati annunciati in diverse città italiane per sabato 3 gennaio. La nostra iniziativa deve dimostrarsi di essere capace di spezzare o mettere in crisi la catena delle complicità con i crimini di guerra israeliani a cominciare dagli anelli della disinformazione, della subalternità politica e della collaborazione militare e commerciale tra Italia e Israele.

29 dicembre

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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: sabato 3 gennaio 2009, 17:43 
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La giustizia di Israele verso i bambini.
Cinque sorelle uccise da un F-16 a Jabaliya.

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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: mercoledì 7 gennaio 2009, 21:22 
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Giovanni La Fiura ha inserito su Cybersofia una testimonianza che spiega davvero molto della furia e dell'odio che spinge Israele: in tempi di "pace", infatti, questo Paese asseta le famiglie palestinesi, per creare grave disagio e per umiliarle.
Temo che questo conflitto finirà solo con lo sterminio del più debole, perché questa è l'intenzione di Israele e questo accadrà: la Soluzione finale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: giovedì 8 gennaio 2009, 14:01 
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Luttazzi ci segnala quello che non sappiamo su Gaza.

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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: venerdì 9 gennaio 2009, 12:28 
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Provocatorio, e dunque interessante, è l'ultimo intervento di Fabristol.

(A volte ho come l'impressione che sappiano esprimere opinioni altre solo gli scienziati, i fascisti e i pazzi.)

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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: venerdì 9 gennaio 2009, 22:00 
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Agghiacciante.
la Repubblica, 9 gennaio 2009

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(...)
Wael Samouni, che nel bombardamento ha perso tre figli piccoli, ha raccontato ai funzionari dell'Onu la dinamica dell'episodio. Con i giornalisti della Reuters ha parlato suo figlio tredicenne, Ahmed Ibrahim, dal letto di ospedale dove è ricoverato per le ferite. Un racconto chiaro e agghiacciante, che esce con voce flebile, e comincia dal giorno prima, da quel che successe in casa loro. "Dormivamo tutti in una stanza", ricorda. "Eravamo tutti addormentati quando i carri armati e gli aeroplani hanno cominciato a colpire. Un proiettile ha raggiunto la nostra casa, grazie a dio non siamo rimasti feriti. Siamo corsi fuori e c'erano quindici uomini... Atterravano dagli elicotteri sui tetti delle case". I soldati, racconta Ahmed, percuotevano le persone e le costringevano a entrare tutti in una casa.

Senza acqua. Il giorno dopo la casa è stata bombardata, la madre di Ahmed è morta, con tre suoi fratelli. Ahmed ha cercato di tenere in vita i suoi tre fratellini più piccoli e di aiutare i feriti che giacevano in mezzo ai cadaveri. "Non c'era acqua, non c'era pane, niente da mangiare", ricorda il bambino. "Mi sono alzato, avevo bendato la mia ferita e mi sono trascinato fuori per prendere l'acqua cercando di ripararmi dai tiri dei carriarmati e degli aeroplani. Sono andato dai vicini e ho cominciato a chiamarli finché non sono quasi svenuto. Ho portato indietro cinque litri d'acqua".

Lo shock dei soccorritori. Quando gli operatori della Mezzaluna Rossa e della Croce Rossa hanno finalmente ottenuto il permesso di accedere alla zona hanno trovato bambini ancora abbracciati alle madri morte, troppo deboli per mettersi in piedi, e feriti tra i corpi. Alcuni dei cadaveri riportavano anche colpi d'arma da fuoco oltre alle ferite del bombardamento, indicazione di un possibile intervento ravvicinato o successivo dei soldati.

(...)

Aiuti ostacolati. I blocchi di terra costruiti dai bulldozer israeliani hanno impedito il passaggio delle ambulanze. I feriti più gravi sono stati caricati sui carretti trainati dagli asini. Chi ha potuto muoversi a piedi ha raggiunto il centro abitato più vicino, a due chilometri di distanza, e da lì i feriti sono stati trasportati in veicoli civili agli ospedali della zona. Tre bambini, il più piccolo aveva cinque mesi, sono morti al loro arrivo all'ospedale.

L'accesso al quartiere rimane ristretto. La Croce Rossa e la Mezzaluna rossa sono tornate oggi durante la tregua di tre ore e hanno soccorso 103 persone che erano rimaste intrappolate senza cibo né acqua in tre case nello stesso isolato dell'abitazione dei Samouni.

L'accusa dell'Onu. L'Ocha non accusa l'esercito israeliano di aver agito deliberatamente, ma ha chiesto l'apertura di un'inchiesta. La Croce Rossa internazionale ha accusato l'esercito israeliano di "non rispettare gli obblighi imposti dalla legge umanitaria internazionale circa le garanzie di soccorso e cura dei feriti". "I militari erano consapevoli della situazione - aggiunge Allegre Pacheco, vice-direttore dell'Ocha - ma non hanno assistito i feriti. Né hanno permesso a noi o alla Mezzaluna rossa di soccorrerli".

In una risposta scritta, l'esercito israeliano afferma di lavorare in coordinamento con le organizzazioni di aiuto umanitario "per garantire assistenza ai civili" e che "in alcun modo ha colpito intenzionalmente dei civili".
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Bugiardi.

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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: sabato 10 gennaio 2009, 12:38 
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Tommy David, mi spiace, ma ciò che ha scritto quel Fabristol non mi pare degno di essero condiviso. L'osservazione cinica delle cose corrisponde spesso ad una visione realistica e perfino lungimirante; l'angustia morale di colui che pensa solo a se stesso nell'istante immediato della propria collocazione spaziale dichiarando di aspettarsi tanta comprensione dagli altri quanta ne è disposto a concedere lui è solo cieco egoismo che alla lunga si può anche ritorcere contro se stesso. Coloro che oggi se ne infischiano della guerra in Palestina credono di essere originali ma semplicemente sono l'oggetto compiuto delle politiche informative dei media che deliberatamente spingono lettori e spettatori prima ad abituarsi all'evento e poi a disinteressarsene perchè annoiati. Inoltre, per andare almeno su un punto nello specifico di ciò che ha scritto tal Fabristol, ma è così difficile capire che se si continua a permettere ad un esercito armato fino ai denti e guidato da uomini senza scrupoli di uccidere indiscriminatamente nel bel mezzo di aree urbane sarà ancora più facile educare i bambini palestinesi alla violenza e all'odio verso l'ebreo e l'occidentale? Ecco la miopia di chi vuole giocare a fare l'originale.
Quanto ai crimini di Israele compiuti in combutta con l'Occidente e la complicità di regimi arabi acquiescenti, l'umanità crede sempre di aver raggiunto un livello di perfezione morale capace di metterla al riparo dalla matta bestialità, ma ogni volta si illude. Anzi forse la situazione, lungi dal migliorare, peggiora progressivamente: si fa guerra ciò che un tempo sarebbe stata operazione di polizia e si viene in soccorso dell'umanità con la guerra bandendo per l'appunto guerre umanitarie.
Ultima notazione che vale come confronto storico: i nazisti dichiaravano spesso che per ogni tedesco ucciso dovevano morire dieci nemici; a fronte di qualche israeliano ucciso nell'attuale conflitto sono stati assassinati circa ottocento nemici palestinesi. I conti non tornano; mentre si capisce ormai che nessun altro termine è più adeguato di "nemico" per definire agli occhi dello Stato di Israele anche i civili palestinesi: la guerra, ogni nuova guerra è diventata tanto più brutale quanto meno si vuole e si può discriminare tra nemico in uniforme e civile.


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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: domenica 11 gennaio 2009, 2:24 
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Antonio ha scritto:
l'angustia morale di colui che pensa solo a se stesso nell'istante immediato della propria collocazione spaziale

Siamo forse noi meno moralmente angusti?

Indignamoci pure, da buoni borghesi, senza mai imbrattarci le mani di altro che non siano le briciole della tastiera; non per questo i razzi devieranno o rallenteranno.

N.B. Al solito tento di travisare tutto. Non mi scappa, però, che compito del filosofo è quello di teorizzare. Possibilmente dal trono.

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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: domenica 11 gennaio 2009, 12:25 
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Tommy, sebbene sia evidente che l'unica cosa che possiamo fare noi per deviare i razzi di Hamas e soprattutto per fermare i tank e le bombe israeliani consista nello squarciare il velo che oblia la verità dei fatti, non penso che si possa negare che questo stesso fatto ci consenta di considerarci meno moralmente angusti. E questo continuerebbe ad essere vero anche se fossimo mossi dalla considerazione obbiettiva che la reazione di Israele al lancio dei razzi (che poi è anch'essa asua volta una reazione a qualcosa di precedente) non fa che mettere ancora più in pericolo l'Occidente e quindi il nostro egoistico interesse. Ma per fortuna questo non è il nostro caso.


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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: domenica 11 gennaio 2009, 13:26 
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Antonio ha scritto:
l'unica cosa che possiamo fare noi per deviare i razzi di Hamas e soprattutto per fermare i tank e le bombe israeliani consista nello squarciare il velo che oblia la verità dei fatti

Come minimo dovremmo farlo in TV.
Che senso ha farlo qua, dove tutti sappiamo -- o crediamo di sapere?

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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: domenica 11 gennaio 2009, 13:38 
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GAZA, LETTERA APERTA AI POLITICI ITALIANI
di Luisa Morgantini (vice presidente del Parlamento Europeo)


Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone. Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia. Ma dove è finita la nostra umanità. Dove sono i Veltroni, con i loro "I care", come si può tacere o difendere la politica di aggressione israeliana
La popolazione di Gaza e della Cisgiordania, i palestinesi tutti, pagano il prezzo dell'incapacità della Comunità Internazionale di far rispettare ad Israele la legalità internazionale e di cessare la sua politica coloniale.

Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed è una minaccia contro la popolazione civile israeliana, azioni illegali, da condannare. Bisogna fermarli.
Ma basta con l' impunità di Israele e dei ricatti dei loro gruppi dirigenti.
Dal 1967 Israele occupa militarmente i territori palestinesi, una occupazione brutale e coloniale. Furto di terra, demolizione di case, check point dove i palestinesi vengono trattati con disprezzo, picchiati, umiliati, colonie che crescono a dismisura portando via terra, acqua, distruggendo coltivazioni. Migliaia di prigionieri politici, ai quali sono impedite anche le visite dei familiari.

Ma voi dirigenti politici, avete mai visto la disperazione di un contadino palestinese che si abbraccia al suo albero di olivo mentre un buldozzer glielo porta via e dei soldati che lo pestano con il fucile per farglielo lasciare, o una donna che partorisce dietro un masso e il marito taglia il cordone ombelicale con un sasso perché soldati israeliani al check point non gli permettono di passare per andare all' ospedale, o Um Kamel, cacciata dalla sua casa, acquistata con sacrifici perché fanatici ebrei non sopravissuti all'olocausto ma arrivati da Brooklin, pensando che quella terra e quindi quella casa sia loro per diritto divino, sono entrati di forza e l'hanno occupata perché vogliono costruire in quel quartiere arabo di Gerusalemme un'altra colonia ebraica.

Avete mai visto i bambini dei villaggi circostanti Tuwani a sud di Hebron che per andare a scuola devono camminare più di un ora e mezza perché nella strada diretta dal loro villaggio alla scuola si trova un insediamento e i coloni picchiano ed aggrediscono i bambini, oppure i pastori di Tuwani che trovano le loro tanche d'acqua o le loro pecore avvelenate da fanatici coloni, o la città di Hebron ridotta a fantasma perché nel centro storico difesi da più di mille soldati 400 coloni hanno cacciato migliaia di palestinesi, costringendo a chiudere più di 870 negozi.

Avete visto il muro che taglia strade e quartieri che toglie terre ai villaggi che divide palestinesi da palestinesi, che annette territorio fertile e acqua ad Israele, un muro considerato illegale dalla Corte Internazionale di giustizia.

Avete visto al valico di Eretz i malati di cancro rimandati indietro per questioni di sicurezza, negli ultimi 19 mesi sono 283 le persone morte per mancanze di cure, avrebbero dovuto essere ricoverate negli ospedali all'estero, ma non sono stati fatti passare malgrado medici israeliani del gruppo Phisician for Human rights garantissero per loro.

Avete sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle notte gelide di Gaza perché non c'è riscaldamento, non c'è luce, o i bambini nati prematuri nell'ospedale di Shifa con i loro corpicini che vogliono vivere e bastano trenta minuti senza elettricità perché muoiano.

Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi spezzati.
Certo anche quelli dei bambini di Sderot, la loro paura non è diversa, e anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove andare e per fortuna non hanno mai visto palazzi sventrati o decine di cadaveri intorno a loro o aerei che li bombardano a tappeto. Basta un morto per dire no, ma anche le proporzioni contano dal 2002 ad oggi per lanci di razzi di estremisti palestinesi sono state uccise 20 persone. Troppe, ma a Gaza nello stesso tempo sono stati distrutte migliaia e migliaia di case ed uccise più di tre mila persone tra loro centinaia di bambini che non tiravano razzi.

Dopo le manifestazioni di Milano dove sono state bruciate bandiere israeliane, voi dirigenti politici avete tutti manifestato indignazione, avete urlato la vostra condanna. Ne avete tutto il diritto. Io non brucio bandiere né israeliane né di altri paesi e penso che Israele abbia il diritto di esistere come uno Stato normale, uno stato per i suoi cittadini, con le frontiere del 1967, molto più ampie di quelle della partizione della Palestina decisa dalla Nazioni Unite del 1947.

Avrei però voluto sentire la vostra indignazione e la vostra umanità e sentirvi urlare il dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta arroganza, per tanta disumanità, per tanta violazione del diritto internazionale e umanitario. Avrei voluto sentirvi dire ai governanti israeliani: Cessate il fuoco, cessate l'assedio a Gaza, fermate la costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l' occupazione militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite, questo è il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minaccie contro Israele.

Ieri lo dicevano migliaia di israeliani a Tel Aviv, ci rifiutiamo di essere nemici, basta con l'occupazione.

Dio mio in che mondo terribile viviamo.

Luisa Morgantini, vice presidente del Parlamento Europeo

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MessaggioInviato: domenica 11 gennaio 2009, 13:42 
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Non possiamo piu far finta di non sapere.
sul sito finesettimana.org un articolo, "Gli aquiloni a Gaza" a firma Ettore Masina.
Daniela

http://www.finesettimana.org/pmwiki/upl ... masina.pdf


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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: mercoledì 14 gennaio 2009, 13:21 
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Il blog di Vittorio Arrigoni (conosciuto tramite il solito ottimo Luttazzi).

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daniela68 ha scritto:
Non possiamo piu far finta di non sapere.
sul sito finesettimana.org un articolo, "Gli aquiloni a Gaza" a firma Ettore Masina.
Daniela

http://www.finesettimana.org/pmwiki/upl ... masina.pdf


Ringrazio Daniela per aver segnalato l'articolo di Ettore Masina, davvero importante.
Mi è stato inoltre segnalato un testo la cui traduzione si trova sul sito Mirumir e che contribuisce a fare chiarezza sulla Palestina a partire dalla diaspora. L'autore -Gilad Atzmon- è israeliano e il testo costituisce un'ampia recensione a un libro di Shlomo Sand (ebreo e israeliano anche lui), professore di storia all'Università di Tel Aviv,libro che si intitola When And How the Jewish People Was Invented?

La recensione -pubblicata nel settembre 2008- è ampia e complessa ma anche per questo si pone al di là di ogni luogo comune e pregiudizio, di qualsiasi natura. Ne consiglio la lettura integrale e riporto alcuni dei passaggi secondo me più significativi.
La versione originale dell'articolo si trova qui.

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Giovedì, 11 settembre 2008
Il mito dell'ebreo errante, di Gilad Atzmon

Il professor Shlomo Sand, storico dell'Università di Tel Aviv, apre la sua importante opera sul nazionalismo ebraico citando Karl W. Deutsch: Una nazione è un gruppo di persone unite da un errore comune sulla propria origine e da un'ostilità collettiva verso i propri vicini”.[1]
Per quanto possa suonare semplice o addirittura semplicistica, questa citazione riassume eloquentemente l'elemento di finzione che è intessuto nel moderno nazionalismo ebraico e soprattutto nel concetto di identità ebraica. Punta ovviamente il dito contro l'errore collettivo che gli ebrei tendono a commettere ogni volta che si riferiscono al loro “illusorio passato collettivo” e alla loro “origine collettiva”. Nello stesso tempo, tuttavia, l'interpretazione del nazionalismo offerta da Deutsch mette in luce l'ostilità che sfortunatamente quasi tutti i gruppi di ebrei rivelano nel rapporto con la realtà che li circonda, che sia essa umana o prenda la forma del territorio. Mentre la brutalità degli israeliani nei confronti dei palestinesi è ormai comunemente nota, il duro trattamento che riservano alla loro “terra promessa” e al paesaggio che li circonda sta solo ora cominciando a rivelarsi. Il disastro ecologico che gli israeliani si lasceranno dietro sarà causa di sofferenza per molte generazioni future. Oltre a costruire con ansia megalomane un muro che frantuma la Terra Santa in enclavi di miseria e di carestia, Israele è riuscito a inquinare i suoi molti corsi d'acqua con scorie chimiche e nucleari.
When And How the Jewish People Was Invented? (Quando e come fu inventato il popolo ebraico?) è uno studio molto serio scritto dal professore Shlomo Sand, storico israeliano. È lo studio più serio sul nazionalismo ebraico che sia mai stato scritto a oggi, la più coraggiosa elaborazione della versione che gli ebrei danno della propria storia.
Nel suo libro Sand riesce a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che il popolo ebraico non è mai esistito come “razza-nazione”, non ha mai condiviso un'origine comune. È invece un colorito insieme di gruppi che in varie fasi storiche hanno adottato la religione ebraica.
Nel caso che seguiste il ragionamento di Sand e giungeste a chiedervi “quando è stato inventato il popolo ebraico?” la risposta di Sand è piuttosto semplice. “A un certo punto del XIX secolo degli intellettuali tedeschi di origine ebraica, influenzati dal carattere popolare del nazionalismo tedesco, intrapresero il compito di inventare un popolo 'a posteriori', ansiosi di creare un moderno popolo ebraico”. [2] Di conseguenza il “popolo ebraico” è un concetto “inventato” costituito da un passato immaginario e fittizio con ben poche basi forensi, storiche o testuali. Inoltre Sand – che per le sue elaborazioni si fonda sulle fonti dell'antichità – giunge alla conclusione che l'esilio ebraico sia anch'esso un mito, e che è ben più probabile che i discendenti dell'antico popolo semita di Giudea/Canaan siano gli attuali palestinesi, e non la folla di ashkenaziti di origine cazara alle quali egli stesso ammette di appartenere. È piuttosto sorprendente che nonostante Sand riesca a demolire il concetto di “passato collettivo ebraico” e a ridicolizzare l'impeto sciovinista nazionale ebraico, il suo libro in Israele sia un bestseller. Già questo fatto da solo può suggerire che coloro che si definiscono “popolo del libro” stanno ora cominciando a rendersi conto delle filosofie e ideologie devastanti e fuorvianti che li hanno trasformati in ciò che Khalid Amayreh e molti altri considerano i “nazisti del nostro tempo”.


Accade spesso che quando si chiede a un ebreo “laico” “cosmopolita” cos'è che lo rende ebreo si riceva una risposta vacua e rimasticata: “È Hitler che mi ha reso ebreo”. Benché l'ebreo “cosmopolita”, essendo un internazionalista, tenda a liquidare le inclinazioni nazionali degli altri popoli, insiste nel riservarsi il diritto all'“auto-determinazione”. Però non è veramente lui a stare al centro di questa esigenza di orientamento nazionale, ma è il diabolico e mostruoso antisemita per eccellenza, cioè Hitler. A quanto pare l'ebreo cosmopolita celebra il suo diritto al nazionalismo nella misura in cui c'è un Hilter da incolpare.
Per quanto riguarda l'ebreo laico cosmopolita, Hitler alla fine ha vinto. Sand riesce a mettere in luce questo paradosso. Suggerisce con grande acume che “mentre nel XIX secolo il riferirsi agli ebrei come a un''identità razziale distinta' era segno di antisemitismo, nello Stato ebraico questa stessa filosofia è mentalmente e intellettualmente radicata” [3]. In Israele gli ebrei celebrano la loro diversità e la loro unicità. Inoltre, dice Sand, “In Europa c'è stato un tempo in cui si veniva etichettati come antisemiti per aver detto che tutti gli ebrei appartengono a una nazione distinta. Oggi, ad affermare che gli ebrei non sono e non sono mai stati un popolo o una nazione si verrebbe etichettati come odiatori di ebrei”. [4] È infatti abbastanza sorprendente che l'unico popolo che sia riuscito a mantenere e sostenere un'identità nazionale orientata in senso razziale, espansionista e genocida che non si differenzia in niente dall'ideologia etnica nazista siano proprio gli ebrei, che furono insieme ad altri le principali vittime dell'ideologia e della pratica naziste.
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È abbastanza sorprendente che Sand, che è indubbiamente uno studioso straordinario, non accenni al fatto che il dirottamento sionista della Bibbia fu di fatto una disperata risposta ebraica al primo romanticismo tedesco. Tuttavia, per quanto i filosofi, i poeti, gli architetti e gli artisti tedeschi fossero ideologicamente ed esteticamente affascinati dalla Grecia pre-socratica, sapevano benissimo di non essere esattamente i figli e le figlie dell'ellenismo. L'ebreo nazionalista invece ha fatto un passo più in là e si è legato con una fantasiosa catena di sangue ai suoi antenati mitici poco dopo aver ripristinato la loro antica lingua. Più che una lingua sacra, l'ebraico era diventato una lingua parlata. I primi romantici tedeschi non erano mai arrivati a tanto.
Gli intellettuali tedeschi del XIX secolo erano anche perfettamente consapevoli della distinzione tra Atene e Gerusalemme. Per loro Atene era universale, il capitolo epico dell'umanità e dell'umanesimo. Gerusalemme era invece il grande capitolo della barbarie tribale. Gerusalemme era una rappresentazione del Dio banale, non-universale, monoteistico e spietato che uccide vecchi e bambini. Il primo romanticismo tedesco ci ha lasciato Hegel, Nietzsche, Fichte e Heidegger e solo una manciata di ebrei che odiavano se stessi, primo tra loro Otto Weininger. I gerosolimitani non ci hanno lasciato un solo grande pensatore. Alcuni studiosi ebrei tedeschi di serie B hanno cercato di predicare Gerusalemme nell'esedra tedesca; tra questi c'erano Herman Cohen, Franz Rosenzveig e Ernst Bloch. Hanno mancato di accorgersi che i primi romantici tedeschi disprezzavano le tracce di Gerusalemme nel cristianesimo.
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Benché la maggioranza degli ebrei sia profondamente convinta che i suoi antenati siano gli israeliti biblici che si ritrovarono brutalmente esiliati dai romani, la verità va detta. Gli ebrei contemporanei non hanno niente a che fare con gli antichi israeliti, che non sono mai stati mandati in esilio perché una tale espulsione non è mai avvenuta. L'esilio romano è solo un altro mito ebraico.
“Ho cominciato a cercare tra gli studi scientifici notizie sull'esilio”, ha detto Sand in un'intervista ad Haaretz, [11] “ma con mia grande sorpresa ho scoperto che non c'è letteratura in merito. La ragione è che nessuno esiliò il popolo dal paese. I romani non esiliavano i popoli e non avrebbero potuto farlo neanche se avessero voluto. Non avevano treni né camion per deportare intere popolazioni. Quel genere di logistica non è esistito fino al XX secolo. Ed è da questo che in effetti è nato tutto il libro: dal comprendere che la società ebraica non fu dispersa e non fu esiliata”.
(...)
Tuttavia il risultato logico è molto più interessante: se il popolo di Israele non fu cacciato i veri discendenti degli abitanti del Regno di Giuda devono essere i palestinesi.
“Nessuna popolazione si conserva pura dopo migliaia di anni”, dice Sand. [12] “Ma le probabilità che i palestinesi siano i discendenti dell'antico popolo ebraico sono molto più grandi delle probabilità che lo siamo voi e io. I primi sionisti, fino alla Grande Rivolta Araba [1936-9], sapevano che non c'era stato nessun esilio e che i palestinesi erano i discendenti degli abitanti di quella terra. Sapevano che i contadini non se ne vanno finché non vengono cacciati. Perfino Yitzhak Ben-Zvi, il secondo presidente dello Stato di Israele, scrisse nel 1929 che ‘la vasta maggioranza dei contadini non ha le proprie origini nei conquistatori arabi ma piuttosto, prima di loro, nei contadini ebrei che erano numerosi e in maggioranza nella costruzione del territorio’”.
Nel suo libro Sand va oltre e dice che fino alla Rivolta Araba del 1929 i cosiddetti capi sionisti di sinistra tendevano a credere che i contadini palestinesi di fatto “di origine ebraica” sarebbero stati assimilati dalla nascente cultura ebraica e sarebbero infine entrati nel movimento sionista. Ber Borochov credeva che “se un falach (contadino palestinese) si veste come un ebreo e si comporta come un ebreo della classe operaia non si distingue in alcun modo da un ebreo”. Questa stessa idea ricomparve nel testo del 1918 di Ben Gurion e Ben-Zvi. Entrambi i capi sionisti si rendevano conto che la cultura palestinese era impregnata di tracce bibliche, linguisticamente e geograficamente (nomi di villaggi, città, fiumi e montagne).
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Ci si può ora chiedere: se i palestinesi sono i veri ebrei, chi sono questi che insistono nel chiamarsi ebrei?
La risposta di Sand è semplice, ma sensata. “Il popolo non si disseminò, ma la religione ebraica sì. L'ebraismo era una religione di convertiti. Contrariamente all'opinione popolare, nell'ebraismo delle origini c'era un grande desiderio di convertire gli altri”. [13]
Chiaramente le religioni monoteiste, essendo meno tolleranti di quelle politeiste, hanno in sé un impulso a espandersi. L'espansionismo ebraico ai suoi inizi non era solo simile al cristianesimo ma fu l'espansionismo ebraico a piantare i semi della 'diffusione' nel pensiero e nella pratica dei primi cristiani.
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Il professor Sand ci lascia con la conclusione inevitabile. Gli ebrei contemporanei non hanno un'origine comune e la loro origine semita è un mito. Gli ebrei non hanno in alcun modo avuto origine in Palestina, e dunque il loro cosiddetto “ritorno” alla “terra promessa” va visto come un'invasione da parte di un clan ideologico-tribale.
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Se Sand ha ragione, e io stesso sono convinto dalla forza dei suoi argomenti, gli ebrei non sono una razza ma piuttosto una collettività costituita da moltissime persone prese in ostaggio da un tardo movimento nazionale immaginario. Se gli ebrei non sono una razza, non formano un continuum razziale e non hanno niente a che fare con il semitismo, anche l'antisemitismo è, categoricamente, un significante vuoto. Si riferisce ovviamente a un significato che non esiste. In altre parole, la nostra critica del nazionalismo ebraico, dei gruppi di pressione ebraici e del potere ebraico può realizzarsi solo come critica legittima di un'ideologia e di una pratica.
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Stare dalla parte dei palestinesi significa salvare il mondo, ma per farlo dobbiamo avere abbastanza coraggio da ammettere che non si tratta semplicemente di una battaglia politica. Non si tratta solo di Israele, del suo esercito o della sua dirigenza, non si tratta neanche di Dershowitz, di Foxman e delle loro alleanze che tutto mettono a tacere. È una guerra contro uno spirito canceroso che ha preso in ostaggio l'Occidente, almeno per ora, e lo ha dirottato dalle sue inclinazioni umaniste e dalle sue aspirazioni ateniesi. Combattere uno spirito è ben più difficile che combattere delle persone, perché può capitare di dover combattere le tracce che ha lasciato in noi. Se vogliamo affrontare Gerusalemme potremmo dover affrontare la Gerusalemme che abbiamo dentro. Potremmo doverci mettere davanti allo specchio, guardarci attorno. Andare alla ricerca dell'empatia in noi stessi, se ancora esiste.

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 Oggetto del messaggio: Re: Cancellare i palestinesi dalla faccia della Terra
MessaggioInviato: giovedì 22 gennaio 2009, 19:55 
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Iscritto il: giovedì 22 gennaio 2009, 11:43
Messaggi: 91
Caro amico,
purtroppo quando si versa del sangue innocente in nome di Dio, i nostri cuori sanguinano.
Ma ricordati che la verità non è mai di parte.
Questa è un'odiosa guerra fratricida che dura ormai da sessantanni.
Ma quel territorio martoriato da guerre e invasioni, suda sangue da più di duemila anni,quelle popolazioni
sembra veramente che stiano scontando una maledizione divina.

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