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 Oggetto del messaggio: Maurizio Ferraris e la Documentalità
MessaggioInviato: sabato 22 marzo 2008, 23:38 
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Sitosophia
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Sitosophia aveva reso nota la presenza di Maurizio Ferraris qui a Catania nella nostra Facoltà per discutere di "Documentalità - L'ontologia dei documenti" all'interno dei seminari di Lessico e Categorizzazione organizzati dal Dottorato di Scienze Cognitive di Messina e la nostra Facoltà stessa.
L'incontro si è tenuto mercoledì scorso, 19 marzo 2008. Di interesse scientifico elevato e di grande importanza già per la sola presenza del Prof. Ferraris, Ordinario di Filosofia Teoretica a Torino e direttore del LabOnt - Laboratorio di ontologia.
Dell'incontro è disponibile anche l'abstract.
E' proprio lì che possiamo leggere un passaggio (in inglese) che Ferraris ha poi ripetuto e spiegato:
Cita:
I propose to transform Derrida’s thesis (untenable as it is) “There is nothing outside of the text” into “There is nothing social outside of the text”.

Ebbene, Ferraris ha spiegato molto lucidamente e con non poca ironia che cosa ciò significhi.
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Secondo lui, il contesto sociale è connotato dai documenti e - in certo senso - può dirsi che il testo dei documenti abbia una rilevanza ontologica a livello sociale.
Distingue infatti negli oggetti sociali una parte - detta "Iscrizione" - che non può trovare la propria realtà se non nella relazione di due o più persone e un documento. Pensiamo ai matrimoni, alla burocrazia in generale...
Ferraris muove i primi passi nel seminario da Kant: dopo averlo criticato in diversi saggi, lo riscopre fecondo nell'ontologia degli oggetti sociali. Kant avrebbe fallito il compito postosi nella Critica della Ragion Pura di definire gli oggetti naturali tentando il superamento dell'empirismo, ma la sua teoria sarebbe perfettamente applicabile agli oggetti sociali.
Poi gran parte del seminario è stato dedicato a confutare una tesi di Searle proprio sull'intenzionalità e la teoria degli oggetti sociali (riconoscendo al filosofo grandi meriti). Searle
Cita:
in his The Construction of Social Reality (1995), has formulated the law “X counts as Y in C”, that means that a social object is a higher-order object supervening upon a physical object. In some context, a man is also a prime minister and a piece of paper is a banknote. So far, so good. But what should we say about negative entities, such as debts? Or about the fact that, more and more, money tends to dematerialize, being transformed into blips within the bank’s computer?

Ossia: l'oggetto sociale (X) è - per Searle - ciò che vale come qualcos'altro (Y) in un determinato contesto (C). Per Ferraris, invece, dice che
Cita:
I have proposed the alternative law “Object = Written Act”: social objects are social acts (such that they involve at least two persons) characterized by the fact of being written: on paper, in
a computer file, or simply in people’s heads. There’s no need of massive physical objects (a territory, a human body) in order to get a social object: in the great majority of cases what is needed is just a few molecules of ink, a blip in a computer, or a small amount of neurons.

L'oggetto sociale è semplicemente l'Atto inscritto.
Il suo, dice alla fine, è un tentativo di studiare un aspetto fondamentale della società - i documenti - il quale determinerà il futuro della democrazia.
Cita:
No doubt, the recent debates about phone interceptions are just the tip of an iceberg: the question we are facing here is an important one for democracy, and a complete grasp of the category of documentality is required in order to get a satisfactory answer to it.

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Triad
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«Il mondo non è che una scuola di ricerca. Non importa chi raggiungerà la meta, ma chi farà la più bella corsa. Può fare lo sciocco tanto chi dice il vero quanto chi dice il falso: poiché si tratta del modo, non dell'essenza del dire» (Montaigne, Saggi, III.8).


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 Oggetto del messaggio: Re: Maurizio Ferraris e la Documentalità
MessaggioInviato: mercoledì 26 marzo 2008, 11:06 
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Sitosophia
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Iscritto il: mercoledì 14 giugno 2006, 14:00
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A proposito di ontologia, ma non di documentalità, mi viene solo ora una domanda che avrei voluto porre a Ferraris: ci sono casi in cui è difficile distinguere un oggetto naturale da un oggetto sociale? Casi in cui è addirittura impossibile se non a costo di una grave perdita di senso?

Faccio riferimento al corpo. Il corpo è oggetto naturale e oggetto sociale, insieme di cellule-tessuti-organi e luogo di iscrizioni (dai visibili tatuaggi agli invisibili engrammi): la sua essenza sta nell'ambivalenza. Che ontologia ha il corpo?

E ho come il sospetto che l'ambivalenza appartenga a molti altri oggetti.

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"ogni negligenza è deliberata, ogni incontro casuale un appuntamento, ogni umilazione una penitenza, ogni successo una misteriosa vittoria, ogni morte un suicidio". Jorge Luis Borges, Deutsches Requiem

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 Oggetto del messaggio: Re: Maurizio Ferraris e la Documentalità
MessaggioInviato: mercoledì 26 marzo 2008, 12:21 
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Sitosophia
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Iscritto il: sabato 17 giugno 2006, 0:33
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Mi domando se la teoria di Searle non spieghi meglio la situazione del corpo che poni.

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 Oggetto del messaggio: Re: Maurizio Ferraris e la Documentalità
MessaggioInviato: mercoledì 26 marzo 2008, 13:12 
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Sitosophia
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Iscritto il: mercoledì 14 giugno 2006, 14:00
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O forse ancora la mia domanda sul corpo è del tutto fuori luogo: il corpo non è oggetto (sia esso sociale o naturale) bensì soggetto. :roll:

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