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 Oggetto del messaggio: La ricerca italiana
MessaggioInviato: martedì 8 luglio 2008, 11:34 
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Sitosophia
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A qualcuno - penso soprattutto a coloro i quali sono interessati alla cultura come mezzo di sviluppo necessario (io credo anche sufficiente) per la società civile - dispiacerà sapere quanto comunica l'ufficio stampa dell'ADI - Associazione Italiana Dottorandi, in merito allo stato della ricerca universitaria in Italia.

Cita:
L’ADI (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani) esprime forte contrarietà ai provvedimenti su Università e Ricerca contenuti nel Decreto Legge n.112 collegato alla manovra finanziaria per il 2009.

Il Fondo di Finanziamento Ordinario subirà un taglio di 500 milioni di euro in tre anni, provocando conseguenze gravissime per gli Atenei Italiani” – dichiara Francesco Mauriello, presidente ADI e consigliere CUN – “Il taglio dell’FFO risulta ancora più pesante se si considera che va ad aggiungersi ai limiti imposti alle Università per le assunzioni legate al turn over e che corrispondono al 20% per il triennio 2009-2011 e al 50% a partire dal 2012”.

“Purtroppo questi provvedimenti sembrano indicare che per il Governo attuale l’Università e la Ricerca sono solo voci di spesa su cui tagliare in maniera indiscriminata” – spiega Giovanni Ricco, segretario ADI – “Dietro questi provvedimenti non c’è nessuna idea di strategia di sviluppo del paese ma, al contrario, la convinzione che l’istruzione e la ricerca siano inutili sprechi. Sembra quasi che il governo desideri un paese meno capace di produrre innovazione e cultura, un paese più arretrato quindi”.

L'articolo continua...

E' anche possibile scaricare il documento del Decreto Legge n. 112 sopra menzionato, sempre dallo stesso sito.

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Triad
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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: martedì 8 luglio 2008, 13:34 
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Quale sorpresa? Si sa quali sono le priorità del governo e quale clamorosa indignazione possa suscitare nei cittadini una riduzione dei fondi per la ricerca. Che poi il tutto faccia parte di una strategia consapevole volta a far diventare più docili i cervelli dei cittadini quali dubbi possono sorgere?


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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: venerdì 1 agosto 2008, 16:12 
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Sitosophia
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Iscritto il: sabato 17 giugno 2006, 0:33
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Quando avevo scritto questo argomento non ero in grado di interpretare il contenuto del decreto legge 112 se non riferendo della sua parte legata alla ricerca, mentre da alcuni giorni ormai è stato reso pubblico (più "pubblico" di un atto pubblico come i decreti legge) il vero volto di esso. Infatti non è un'impressione personale quella di ritenere "boicottato" il sistema di informazione in questo paese. Ad esempio si prenda tale sito legale:
http://www.altalex.com/index.php?idnot=42063
In esso viene riassunto ufficalmente il contenuto del decreto in tal modo:
Cita:
il provvedimento contiene misure su:
* imprese ed energia;
* sterilizzazione iva carburanti;
* piano casa ed infrastrutture;
* Expo Milano 2015;
* liberalizzazioni;
* editoria;
* Enti pubblici;
* trattamento dei dati personali;
* studi di settore ed elenco clienti fornitori;
* class action e tutela dei consumatori;
* certificazioni e prestazioni sanitarie;
* piano industiale della pubblica amministrazione;
* forze armate.


Ecco come si riassumono quei decreti in larga parte dei quali (in questo, vedi il CAPO V e altri articoli) vengono trattati tagli drastici alla cultura italiana (su ricerca e università pubbliche, su docenti di superiori e d'università, su centri d'eccellenza e quant'altro attenga alla cultura nel nostro paese). Le cose non migliorano se si consulta la "tabella delle novità" cui si è rimandati.

"Una vergogna" è un'espressione ormai logora, tanto l'abbiamo usata. Bisogna agire e Sitosophia seguirà in ogni iniziativa l'ANDU, l'ADI, la CRUI che hanno già denunciato la volgarità di tale decreto legge.
In più gli amministratori di questo spazio telematico che fa riferimento diretto alla Facoltà catanese (e tutti coloro che vorranno partecipare) si muoveranno in modo indipendente per tentare di fare quanto possibile per contrastare il pessimo momento che la nostra cultura sta affrontando, a causa di un governo ingiusto e schivo - dacché agisce nell'ombra.

Iniziamo informando. Basta per adesso visitare i seguenti siti (i nostri) che abbiamo aggiornato in tal senso e, più in là, redigeremo un testo che possa fungere da testimone nella corsa a ostacoli che stiamo intraprendendo.
Ogni adesione è non solo ben accetta ma, ai nostri occhi, doverosa per ogni studente.

http://davidedellombra.blogspot.com/
http://www.davidedellombra.it/appunti/3 ... sente.html
http://www.iltempiodellombra.it/
http://www.giofilo.it/2008/07/30/morte-delluniversita/
http://www.giofilo.it/2008/07/28/meno-s ... inferiori/
http://catempio.splinder.com/post/17953 ... i+di+sterm
http://www.sitosophia.org/2008/07/petizione-per-la-ssc/

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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: venerdì 1 agosto 2008, 18:13 
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Iscritto il: sabato 17 giugno 2006, 9:14
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Apprezzo e sostengo totalmente queste vostre iniziative.
Fino a che nelle Università ci saranno ancora studenti come voi, consapevoli e intrisi di passione per la ricerca, ci sarà anche speranza per l'Italia nonostante la volontà distruttiva di governi cialtroni e criminali.

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http://www.biuso.eu
«Mens enim humana est ipsa idea sive cognitio corporis humani quæ in Deo quidem est» (Spinoza)


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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: domenica 3 agosto 2008, 15:05 
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Sitosophia
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Iscritto il: sabato 17 giugno 2006, 0:33
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In Senato qualcuno finalmente parla - e con i giusti toni - del decreto vergogna 112.
Riporto dal solito e buon Imperialismo Pagano "il resoconto stenografico dell'intervento al Senato di Pancho Pardi sui tagli alla scuola, previsti dalla manovra finanziaria":
Cita:
Signor Presidente, onorevoli colleghi, è in discussione una legge che presenta larghi profili d'incostituzionalità nel metodo e nel merito. È antifederalista, perché storpia la potestà delle autonomie locali, produce ingiustizia e avvia un generale processo di degradazione delle strutture pubbliche.

Io mi soffermerò qui solo sulle questioni di scuola, università e ricerca. La riduzione di spesa, che si annuncia impressionante, diminuirà in modo pesantissimo le risorse e peggiorerà lo stato complessivo della scuola. Hanno parlato prima di me tre componenti del Partito Democratico, i senatori Mercatali, Bastico e Rusconi, che hanno svolto degli interventi analitici e mi sollevano quindi dal peso di fornire delle cifre. Il confronto europeo, però, dà un ritratto impietoso. Appare chiara, per esempio, la carenza di conoscenze in matematica negli studenti delle scuole medie superiori e si manifestano diffuse difficoltà espressive e una certa difficoltà a ragionare sulla base dell'italiano.

La carenza in matematica prepara ad un futuro scoraggiante, perché c'è chi ha fatto la previsione che in futuro dovremo ricorrere agli indiani, che sono bravissimi in matematica, per avere dei professori di matematica. Il problema dell'italiano, invece, è cosa che si
commenta da sé. Di fronte a queste carenze, non vi è stata nessuna iniziativa riformistica, ma si sono ridotti il personale e la dotazione finanziaria. Chi mi ha preceduto ha parlato di 200.000 addetti in meno nel futuro.

La condizione dell'università attuale è molto critica, non vale nascondercelo, ed è appesantita in modo idropico dalla proliferazione di sedi e corsi di laurea, prodotti forse in modo insensato. L'università è anche in difficoltà nell'interpretare, sia con efficacia che con efficienza, la riforma del cosiddetto "3 più 2". L'università non sta bene, ma proprio per questo necessitava di un'iniziativa riformistica, che invece non c'è. L'unica riforma è che
a cinque professori che andranno in pensione se ne sostituirà uno solo e ci saranno, perciò, conseguenze gravissime sia sulla didattica che sulla ricerca.

Sulla didattica, è ovvio, si aggrava all'istante il già difficilissimo rapporto tra docenti e studenti che, dal punto di vista statistico, è tra i peggiori in Europa. Dal punto di vista della ricerca è ancora peggio, perché questo restringimento dell'imbuto determina una sorta
di stroncatura delle prospettive di migliaia di ricercatori, ricerche interrotte ed abbandonate. Si apre, perciò, un vuoto di proporzioni incalcolabili. Vorrei che si riflettesse su questo fatto: cosa vuol dire abbandonare a metà strada una ricerca iniziata e non avere la possibilità di continuarla? Professori che fanno i senatori avranno il
loro problema a garantire un perseguimento di carriera ai loro allievi, e qui non vi è un richiamo alla solidarietà corporativa ma, soprattutto, una valutazione delle speranze frustrate e l'osservazione della dissipazione di un largo patrimonio culturale, in quanto i nostri ricercatori giovani sono generalmente bravi e apprezzati. È la dissipazione di un patrimonio culturale, di un vero patrimonio comune che noi rischiamo di dilapidare.

Arrivano poi le fondazioni private, cioè le università sono invitate o portate a diventare fondazioni private. Qui si possono immaginare con facilità due conseguenze: è facile prevedere un restringimento selettivo del finanziamento agli studi e alla ricerca. Infatti, cosa pensate che finanzieranno i soggetti privati? L'economia, l'ingegneria, la chimica e la giurisprudenza, con agganci limitati al campo del falso in bilancio e dei reati corruttivi commessi dai potenti. Perfino la fisica potrebbe essere disertata, a causa dell'incertezza dell'efficacia applicativa e del ritorno di risultati in tempi utili. E le discipline cosiddette disinteressate? Ricordiamo, tra parentesi, che spesso sono state le discipline cosiddette disinteressate ad aver fatto scoperte fondamentali applicate in seguito. Che fine farà la letteratura greca, la storia medievale, la geomorfologia e perfino il diritto costituzionale, dato l'uso che se ne fa in questo Parlamento? La geomorfologia, per esempio, è già ignorata con crassa ignoranza dal progetto di trivellare il Nord dell'Adriatico, dove è facilissimo prevedere processi di subsidenza, dato che quella pianura è già subsidente di suo. Ma che ce ne importa? Che ce ne importa di leggere il greco? Il greco a cosa serve? Il greco serve a leggere Antigone e a scoprire dentro Antigone la differenza che c'è tra la volontà del monarca e il diritto del singolo o, se preferite, la differenza tra la ragion di Stato e il diritto consuetudinario.

C'è una seconda conseguenza delle fondazioni. Ereditano un colossale patrimonio con esborsi, probabilmente, irrisori e forse addirittura finanziati da banche che saranno orientate politicamente. Una volta insediati, questi operatori privati chissà, potranno avere forse mano libera nell'adottare la prassi di natura putiniana di alienazione in mani amiche di beni assai preziosi. Si assisterà - temo - alla formazione di una nuova schiera di roditori privati avidi, capaci di aggredire, divorare, metabolizzare vasti beni pubblici. Fra parentesi (è solo una piccola notazione), si assiste al conferimento di vari lacerti della struttura pubblica all'Istituto italiano di tecnologia, piccolo mostro voluto a suo tempo dal ministro Tremonti e posto sotto il controllo, guarda caso, non del Ministero della ricerca e dell'università, ma del Tesoro: l'università privata di Tremonti.

Alla fine ci sono anche i tagli all'editoria, ma sulla questione ha già parlato benissimo il senatore Vita e non ripeterò le argomentazioni esposte. Sottolineo soltanto che la legge sull'editoria costituisce pressoché la fine del finanziamento e della vita per i piccoli giornali indipendenti. Ma chi se ne importa del finanziamento dei piccoli giornali indipendenti, quando si ha il monopolio dell'informazione e ce se ne può fregare anche e perfino della questione della Vigilanza RAI?

Finisco colloquiando con il collega Zanda, il quale ha stigmatizzato, secondo me giustamente, l'assenza del Ministro dell'economia a questo dibattito. Ma anche in questa assenza bisogna trovare una ratio. È un fattore che determina l'evanescenza della statura dei Ministri ed è esattamente la sopravvalutazione smisurata e insensata della figura dell'attuale Presidente del Consiglio, la riduzione della collegialità del Governo, che è una cosa nobile, al primato di un uomo solo, che è una cosa assai meno nobile: primato di un uomo solo rafforzato, per di più, da un potere extra istituzionale senza precedenti. Ma anche qui
ci soccorre la letteratura greca: anche la rana di Fedro, a forza di gonfiarsi, alla fine scoppiò.
(Applausi dai Gruppi IdV e PD).

Discorsi così rincuorano non poco... se però dànno seguito a dei fatti.

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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: martedì 5 agosto 2008, 0:16 
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Mi sono casualmente imbattuto in un numero de "La Sicilia" del 4 giugno scorso. A pagina 51 trovo un bell'articolo (non firmato ma della sezione "Università") su «Investire nell'eccellenza e nella ricerca - La visita del sottosegretario Pizza. Dal rappresentante del governo pieno sostegno all'ateneo catanese». Il titolo mi incuriosisce, anche perché non ero al corrente che si fosse svolto questo evento.

Adesso l'articolo, che sotto riporto in gran parte, si colora di ridicolo - per il governo naturalmente. Dopo articoli dei mesi precedenti allarmanti (Laurearsi non paga, Rettore Recca sul gap nord-sud, Pochi soldi per la ricerca) lo stesso giornale ebbe la fortuna di registrare quell'evento così "promettente":

«Il nuovo sottosegretario di Stato all'Istruzione, all'Università e alla Ricerca Giuseppe Pizza» venne invitato dal rettore Antonino Recca proprio per discutere di quei temi, il quale non perse occasione per invitarlo anche «ad essere presente, in qualità di rappresentante del governo nazionale alla prossima cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico». Cosa che ora entra nella sfera del malvoluto. «In questa occasione, il sottosegretario ha esposto in sintesi alcune delle linee guida che caratterizzeranno la sua azione e quella del ministro Maria Stella Gelmini nei confronti delle università e della ricerca scientifica in generale: in primo luogo, l'individuazione di nuove regole per la distribuzione e l'utilizzo delle risorse, sulla base di obiettivi strategici per il Paese». Deve essere suonata come una retorica tornata di parole atte a garantire chissà che, quando oggi è comprensibile intendere la voluta sofficità - quasi intangibilità - dello spessore di queste parole riportate con neutrale precisione, quando non si fossero colte le precise allusioni a quanto programmato poi nel famoso d.l. 112 dove la "strategia" è chiarissima. Continua: «Le realtà d'eccellenza - ha osservato - vanne mantenute e sviluppate, in una logica della razionalizzazione della spesa che privilegia l'assegnazione delle risorse a chi realmente le merita». Oggi andrebbe chiesto a Pizza quale fosse il criterio del merito cui pensava: il legame col politico x o l'amicizia col presidente della regione y?
Sulla SSC fu molto chiaro: «Pizza ha assunto l'impegno di sostenere, presso il governo nazionale, l'esigenza della Ssc di divenire una struttura universitaria a statuto speciale, ottenendo così quell'autonomia e quelle risorse che le consentirebbero di rimanere a pieno titolo nella rete delle scuole per la formazione di eccellenza nel paese». Continuano quindi le alternanze tra pantomima e verità: laddove intende sostenere, oggi ci si augurerebbe che evitasse (grazie); dove invece afferma tra le righe di doversi guadagnare da vivere con le "risorse che le consentirebbero di..." allora gli si deve credere.
Ai Benedettini l'aria si fa pesante. «Chiediamo al rappresentante del governo - ha esordito il rettore Recca - attebzione ai problemi del sistema universitario italiano e in particolare a quelli degli atenei del Sud. Fra questi, la "tara" degli incrementi stipendiali a carico delle singole università, che ci permette a stento di mantenere l'attuale numero di docenti, ma ci impedisce di procedere a un efficace turn-over. E, in secondo luogo, la necessità di un riequilibrio delle risorse a favore degli atenei meriodionali, che non hanno la stessa facilità di quelli del nord di accedere a risorse da parte di privati». Detto fatto. Non commento.
«Pizza ha poi ascoltato le richieste di tutti i presidi, assicurando il proprio interessamento su temi come il potenziamento dei fondi per la ricerca, il sostegno ai dottorati, il riconoscimento dell'efficacia in termini occupazionali di alcuni corsi di laurea, l'esigenza di scongiurare la fuga di cervelli, la definizione di nuovi meccanismi di reclutamento, di indicatori validi per misurare l'efficienza del sistema universitario, e di misure per evitare la precarizzazione delle università». Sbalorditivamente triste, adesso, questa lettura.
Pizza continua, o meglio - precisa: «Cercheremo di conciliare l'esigenza di risanare i conti dello Stato con quella di investire concretamente sui giovani e sul nostro futuro».
Cerchiamo di capire, a fronte del nuovo dl 112: investire sui giovani e sul futuro non è un punto abbastanza importante per risanare i conti dello Stato con il rientro di tutti quegli sprechi - dilapidazioni, in realtà - dei soldi pubblici (ampiamente documentati) causati soprattutto dalla stessa casta politica ma piuttosto si preferisce salvaguardare proprio quei privilegi a danno proprio di quei giovani e di quel futuro, che è il nostro.
«Dalle università, dai laboratori e dalle scuole del nostro Paese c'è una forte richiesta di certezze, dopo i profondi cambiamenti dell'ultimo decennio, per questo siamo convinti che occorre fare della scuola, della ricerca e della formazione delle eccellenze una grande questione nazionale». Una grande emergenza nazionale, andrebbe detto.

L'articolo si conclude così. Un articolo su una presa in giro.
Che sarebbe stata una pantomima, era da aspettarselo (o no?). Il fatto più grave è un altro: Pizza e il ministro che rappresenta (anche in quella occasione) non sono implicati minimamente nel decreto legge 112 che contraddice ogni punto della presentazione fatta a giugno. Per un banale motivo - non l'hanno firmato. Non hanno dovuto farlo, evidentemente.
Un taglio così importante alle strutture d'istruzione e ricerca non riguarda più il Ministero dell'Istruzione e della Ricerca, basta vedere in fondo al decreto (fondo che non compare nella versione del sito ufficiale):
Cita:
(...) Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi' 25 giugno 2008

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze
Scajola, Ministro dello sviluppo economico
Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione
Sacconi, Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali
Calderoli, Ministro per la semplificazione normativa

Visto, il Guardasigilli: Alfano


Dunque, sono formalmente scusati.

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MessaggioInviato: martedì 5 agosto 2008, 18:47 
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Pochi minuti fa, la Finanziaria è stata approvata dalla Camera dei Deputati.
Dunque è stato approvato, se non erro, anche il vergognoso dl 112.
Per il dl vedere nelle prossime ore il sito della Camera.

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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: martedì 5 agosto 2008, 19:54 
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Triad ha scritto:
la Finanziaria è stata approvata

C'era forse dubbio?

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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: venerdì 8 agosto 2008, 17:55 
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Continuiamo a divertirci: il Presidente della Camera G. Fini, il 26 maggio scorso.
Cita:
NEL SUD INVESTIRE SU POTENZIALITA' CULTURALI
E' la cultura l'elemento vincente del Mezzogiorno. Ne è convinto il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che oggi ha inaugurato a Reggio Calabria, con il sindaco Giuseppe Scopelliti, una pinacoteca nel centro della città. "Il Meridione - ha spiegato Fini - ha enormi potenzialità che per fortuna cominciano a vedersi."
"Ci sono delle oggettive dimostrazioni della possibilità di crescere. Non da oggi sono convinto - ha spiegato il Presidente - che le risorse forse più importanti di cui dispone il Sud stiano nel suo enorme patrimonio di tipo culturale, artistico, urbanistico e paesaggistico."
"L'Unesco - ha ricordato Fini - ha stimato che in Italia c'è il 56% del patrimonio culturale dell'umanità. E' evidente - ha spiegato ancora - che buona parte di questo patrimonio culturale è nel nostro meridione."

Bello questo OpenPolis.

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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: lunedì 18 agosto 2008, 13:16 
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Sitosophia pubblica una propria petizione contro il DL 112 ed i suoi effetti disastrosi sull'università pubblica. Ciò che si vuole ottenere è la mobilitazione della nostra Università.

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Firmate tutti!

Eventuali suggerimenti, critiche, opinioni sono ben accetti: basta iscriversi al forum e rispondere a questo argomento.

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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: lunedì 18 agosto 2008, 14:20 
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Ho firmato ma temo che sarà tutto inutile:ormai il "novello duce" ha sentenziato!

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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: lunedì 18 agosto 2008, 16:48 
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filosofessa ha scritto:
Ho firmato ma temo che sarà tutto inutile:ormai il "novello duce" ha sentenziato!


Si, ma se davvero si riuscisse a bloccare il nuovo Anno Accademico nelle maggiori università italiane, il "novello duce" avrebbe ben poco da sentenziare :wink:

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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: martedì 19 agosto 2008, 17:13 
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Esatto Giofilo. Se non pensassimo questo, cara Filosofessa, staremmo davvero perdendo tempo. E a noi tempo non ne avanza!

Mi domando poi come iniziative davvero belle, come quella cui rimando qui di seguito, possano trovare lo spirito di essere festeggiate: Notte dei Ricercatori 2008.

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MessaggioInviato: mercoledì 20 agosto 2008, 21:20 
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Ragazzi, ma qui qualcuno ha la vaga idea di cosa voglia dire bloccare l'Anno Accademico?credo che sarebbe una catastrofe economica, scomoda per tutti; quanti studenti poi sarebbero davvero d'accordo?a quanti dei nostri colleghi, caro Triad, sta davvero a cuore il sapere o la ricerca?le belle parole e i propositi intellettuali si infrangono davanti ai loschi interessi, ahimè!!!!

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MessaggioInviato: mercoledì 20 agosto 2008, 21:36 
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Con "qualcuno" a chi ti riferisci? A noi di Sitosophia? Se sì, la risposta è sì, benissimo.
"Catastrofe economica, scomoda per tutti". Se pensi questo, stai pensando proprio come lo studente a cui non interessa la cultura e la ricerca ma qualche losco interesse.

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MessaggioInviato: mercoledì 20 agosto 2008, 23:01 
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Sono d'accordo con Filosofessa: se questo proposito si realizzasse - e onestamente credo propio che ciò non avvenga - sarebbe una tragedia. I primi a rimetterci saremmo noi, gli studenti, poi la gente che campa del proprio lavoro. Però è anche vero che per ottenete qualcosa bisogna prendere posizione.


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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: mercoledì 20 agosto 2008, 23:11 
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Cara Filosofessa e carissimo sintomo, la petizione che Sitosophia - parliamo chiaro: Giovanni, Cateno, Davide T., Antonio e io - ha pensato di presentare è un manifesto di intenti. Non sono minacce. Prendiamo appunto "una posizione", tanto difficile oggi. Non miniamo la serenità di alcun studente. Solo che se qualcuno di voi ragazzi si andasse a leggere che cosa rischia la cultura italiana se ne [uso un termine adatto perché siamo su un forum e dunque va rispettato] fregherebbe di questo o quell'esame o di qualche mese perso per i propri automatizzati esami da 30 e lode.
Se vi interessa io ho un anno davanti e una materia da dare e non sono certo uno di quelli come tanti che si divertono a parcheggiarsi all'università per divertirsi nelle sagre organizzate. Quindi se lo facciamo è perché riteniamo che sia giusto. "Giusto" è un termine che da molti anni a questa parte sfugge, proprio come concetto.

Se ritenete, voi come altri, che la petizione mini la vostra florida carriera accademica - vi esorto caldamente a NON firmare la petizione o a chiedere di cancellare la vostra firma agli amministratori del sito, cioé a Giovanni, a Davide Tomasello o a me.
Chiaro il discorso? Io amo la chiarezza.
Ci sentiamo presto,
Davide Dell'Ombra

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Triad
Il Tempio dell'Ombra
«Il mondo non è che una scuola di ricerca. Non importa chi raggiungerà la meta, ma chi farà la più bella corsa. Può fare lo sciocco tanto chi dice il vero quanto chi dice il falso: poiché si tratta del modo, non dell'essenza del dire» (Montaigne, Saggi, III.8).


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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: mercoledì 20 agosto 2008, 23:38 
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Iscritto il: giovedì 28 febbraio 2008, 22:07
Messaggi: 8
Non credo sia il caso di “alzare i toni”. Non puoi negare che sarebbe una tragedia, ma se dici che il gioco vale la candela allora è un altro discorso e non mi pare di aver espresso parere contrario.
Le finalità della petizione sono chiare e chi firma, in linea di massima, le accetta. Nessuno costringe nessuno.


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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: mercoledì 20 agosto 2008, 23:50 
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Sitosophia
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Iscritto il: mercoledì 14 giugno 2006, 14:00
Messaggi: 620
Località: Catania
Per quanto mi riguarda, sono pienamente d'accordo con Triad.

Ribadisco ciò che ho scritto su Soqquadro: bisogna saper rinunciare a qualcosa per ottenere ciò che si vuole, in questo caso - come ha ben detto Triad - ciò che è giusto.

E poi, prendete questo esempio: l'anno scorso i camionisti hanno praticamente tutti incrociato le braccia, provocando davvero grossi problemi economici e non solo. Hanno ottenuto ciò che volevano ottenere: il governo, per risolvere il problema, ha utilizzato i soldi dell'Università e della ricerca.

Adesso che invece è l'Università, per utilizzare un francesismo, a trovarsi con le pezze al culo, non si dica che non sarebbe utile bloccare l'Anno Accademico nei maggiori atenei italiani! Sarebbe una piccola rivoluzione, a cui il governo sarà costretto a rispondere.

Certo, se poi anche i filosofi - che, per definizione, la cultura la dovrebbero amare - non osano tanto, allora siamo nelle mani di nessuno :wink:

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"ogni negligenza è deliberata, ogni incontro casuale un appuntamento, ogni umilazione una penitenza, ogni successo una misteriosa vittoria, ogni morte un suicidio". Jorge Luis Borges, Deutsches Requiem

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 Oggetto del messaggio: Re: La ricerca italiana
MessaggioInviato: giovedì 21 agosto 2008, 9:45 
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Sitosophia
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Iscritto il: lunedì 19 giugno 2006, 19:16
Messaggi: 349
Località: Regalbuto (EN)
Fatemi capire cosa ci rimetteremmo noi "studenti" con il blocco dell'anno accademico. Qualche materia ritardata di qualche mese? E questa sarebbe una tragedia? E poi noi studenti non potremmo bloccare granché, a meno di vecchie pratiche orami impraticabili. Possiamo sollecitare un blocco (di tutto fuorché delle lezioni, per significare che la voglia di apprendere è l'unica cosa che non possono toglierci).
Su Soqquadro (la pagina citata da Giofilo) si parla di rivoluzioni... Sembrano come la sotriella di quel bambino che appunta sul suo quaderno grandi sogni, salvare persone lanciandosi in case in fiamme, in fiumi in piena, in imprese eroiche e pericolo d'ogni tipo. Poi la mamma gli chiede d'andare a comprare il pane ed egli risponde seccato: "Ma mamma! Non vedi che sta piovendo?!".
E poi forse quei signori non sanno o non ricordano che l'ultima "rivoluzione" (per quanto deprecabile, forse come del resto ogni rivoluzione) è nata dalle università e tramite le università si è diffusa.
Sono indeciso... Non capisco se chi si trattiene (a parte chi coltiva loschi interessi; ndr :P ) non capisce, non vuole capire o semplicemente (uso un'espressione ancora più dura di quella di Triad) se ne fotte.
D'accordo, forse è tardi, forse si sarebbe dovuta arginare la decadenza sin dai tempi del 3+2. Ma allora, per quel che mi riguarda, non c'ero (e, come si dice, se c'ero dormivo).
Ed ora cosa dovremmo fare? Seguire l'andazzo e continuare a fare i "bravi studentelli che si danno subito tutte le materiuzze, perché loro sono bravi e veloci, hanno la testa sulle spalle"? Dovremmo fottercene di ciò che si spinge al di là del nostro naso?
Certo; e poi ci lamenteremo perché "in Italia siamo tutti ignoranti, l'università fa schifo; invece in Francia, vedi lì come fanno gli universitari! Così dovremmo fare!". Per poi sistematicamente non farlo.
E quindi aspetteremo che siano in tanti a muoversi, perché, giustamente, noi da soli cosa dovremmo fare... Se siamo tanti, sì, va bene... Ma la faccia, noi, no!
(Mi ricorda tanto come si faceva al liceo; se un'assenza era "assenza di massa", allora era giustificata e non aveva la stessa gravità).
Andiamo! Prima che mi arrabbio sul serio e chiamo i Testimoni di Geova col loro volantino dal simpatico titolo: SVEGLIATEVI! :lol: :lol:

P.s. (Preciso che non intendevo offendere nessuno; era solo una provocazione, molto seria, sì, ma pungolatrice)

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http://www.catenotempio.eu - http://www.iltempiodellombra.it
Ma, senza biasimarmi né insultarmi,
spargeranno di fiori la mia strada, come davanti a un profeta.
Tutti costoro dai nasi sprofondati lo sanno:
io sono il vostro poeta.

(Vladimir Vladimirovič Majakovskij)


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