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 Oggetto del messaggio: SISSIS
MessaggioInviato: sabato 21 ottobre 2006, 14:32 
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Iscritto il: mercoledì 28 giugno 2006, 8:52
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:roll:
CIAO A TUTTI!
SCUSATE L'IGNORANZA...MA è ACCREDITATA LA VOCE CHE GIRA SULLA NECESSITà DEI CORSI SISSIS PER L'INSEGNAMENTO DOPO LA SPECIALISTICA IN STORIA DELLA FILOSOFIA???

QUALCUNO Sà CHIARIRMI LA NOSTRA "SITUAZIONE"?
GRAZIE


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MessaggioInviato: sabato 21 ottobre 2006, 14:55 
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Sitosophia
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Iscritto il: mercoledì 14 giugno 2006, 14:00
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Siamo un pò tutti ignoranti in questo argomento purtroppo :cry:
Cercherò il prima possibile di informarmi con i docenti e farò sapere la risposta qui sul forum!

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"ogni negligenza è deliberata, ogni incontro casuale un appuntamento, ogni umilazione una penitenza, ogni successo una misteriosa vittoria, ogni morte un suicidio". Jorge Luis Borges, Deutsches Requiem

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MessaggioInviato: sabato 21 ottobre 2006, 15:39 
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grazie!

a presto!


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MessaggioInviato: venerdì 3 novembre 2006, 22:17 
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Ciao ema, prima di tutto mi scuso per la mia non proprio tempestiva risposta circa una questione qual'è quella della sissis che non solo a breve mi riguarderà direttamente, ma che costituisce una delle mie principali preoccupazioni da quando sono consigliere del corso di laurea in Storia della filosofia.
Il problema è che il "famoso" decreto n 22 del 9 febbraio 2005 (che è possibile consultare sul sito istruzione.it) che regola regola l'accesso alle classi di concorso facendo riferimento ai decreti ministeriali 7 novembre 2003, art 1 e 18 maggio 2004, art 1, comma 6, lettera b (come avrai capito riporto testualmente quanto scritto) che prevedono le lauree specialistiche tra i titoli di accesso alle scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario (s.s.i.s.)praticamente la rende obbligatoria per quanti, come noi, abbiano intenzione di insegnare. So che questo contraddice con quanto si vociferava in giro, comprese tutte le buone intenzioni e lecite preoccupazioni dell'ex ministro sulla necessità di ridurre i tempi di ingresso al mondo del lavoro.
Credo con questo di aver chiarito i tuoi dubbi, ma adesso ho io una domanda...tu (ma ovviamente non mi rivolgo solo a te) ti senti soddisfatta da questa risposta :?:


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MessaggioInviato: sabato 4 novembre 2006, 12:16 
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ovviamente no!!!

come credo condivida anche tu! l mondo del lavoro si allontana sempre più da noi...e si avvicina sempre più al...noumeno kantiano :cry: !

comunque ti ringrazio per la risposta "documentata"!


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MessaggioInviato: sabato 4 novembre 2006, 16:15 
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Sitosophia
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Iscritto il: domenica 11 giugno 2006, 19:42
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Adriana ha scritto:
prevedono le lauree specialistiche tra i titoli di accesso alle scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario (s.s.i.s.)praticamente la rende obbligatoria per quanti, come noi, abbiano intenzione di insegnare

Ridicolo come la corretta esegesi sia emersa solamente con l'uscita (dal circuito universitario strettamente inteso) dei primi dottori magistrali.
Cara ema, forse avrai già visto che ho posto il problema qua e soprattutto nel forum di Facoltà. Più di questo conosco solo la lotta.


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MessaggioInviato: sabato 4 novembre 2006, 16:25 
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Sitosophia
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Iscritto il: domenica 11 giugno 2006, 19:42
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Comunque, a dirla tutta, l'Art. 1 del celeberrimo Decreto parla delle lauree specialistiche (con relative eventuali integrazioni) come titoli non solo "ai fini dell'ammissione alle prove di accesso alle Scuole di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario (S.S.I.S.)", cioè per entrare alla SISSIS, ma anche "per il reclutamento del personale docente a tempo determinato nelle scuole secondarie". Per le supplenze, insomma. Il fatto è che sul web non sono riuscito a reperire una, dico una sola, informazione su eventuali "concorsi" (così li chiamavano una volta) per aspiranti professori: a tutt'oggi non mi è chiaro se siano stati banditi (nel significato 2b del termine) o li bandiranno presto (stavolta nel significato 1a, si spera).


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MessaggioInviato: domenica 5 novembre 2006, 16:21 
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Iscritto il: mercoledì 28 giugno 2006, 8:52
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come temevo la situazione è più incerta e confusa che mai!!!

sembra una punizione!!!

ma per cosa mi kiedo?
considerando ke la professione dell'insegnante è la più mal pagata d'Italia?
forse siamo masokisti???

comunque è davvero scoraggiante!!!...non tanto la possibile sissis quanto la mancanza di un percorso unitario che abiliti all'insegnamento!prima di iniziare a camminare bisogna pensare alla strada da percorrere e conoscere la lontananza della meta!altrimenti ci si perde strada facendo!
alla fine -lo sappiamo tutti-nell'insegnamento, ciò che conta è si la preparazione, soprattutto a livello didattico- ma in primis la vocazione, la sensibilità e la responsabilità nel rapporto docente - discente!!!

potremmo fare anche 20 anni di studio ma questo non ci farà buoni insegnanti...c'è altro...
perfortuna...purtroppo!

comunque vedere che non sono la sola...a preoccuparmi della situzione...mi "incoraggia"!!!


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MessaggioInviato: domenica 5 novembre 2006, 21:25 
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Iscritto il: domenica 11 giugno 2006, 19:42
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ema ha scritto:
come temevo la situazione è più incerta e confusa che mai!!!

Soprattutto per i continui e tentennanti cambiamenti di ordinamenti.
Cita:
sembra una punizione!!!

Nonché una regressione.
Cita:
ma per cosa mi kiedo?
considerando ke la professione dell'insegnante è la più mal pagata d'Italia?

I coltivatori diretti se la passano anche peggio, se è per questo.
Cita:
forse siamo masokisti???

Forse solo sfigati, o giunti nel momento meno opportuno.
Cita:
comunque è davvero scoraggiante!!!...non tanto la possibile sissis quanto la mancanza di un percorso unitario che abiliti all'insegnamento!prima di iniziare a camminare bisogna pensare alla strada da percorrere e conoscere la lontananza della meta!altrimenti ci si perde strada facendo!

L'unica "certezza" è il tempo esteso e dilatato e i soldi richiesti per poter divenire prof.
Cita:
alla fine -lo sappiamo tutti-nell'insegnamento, ciò che conta è si la preparazione

Per chi? Un insegnante preparato può dar noie e problemi, ad alunni presidi genitori etc.: una vera rottura tanto per superiori che per sottomessi.
Cita:
soprattutto a livello didattico- ma in primis la vocazione, la sensibilità e la responsabilità nel rapporto docente - discente!!!

Suppongo che se mai un giorno giungerò ad essere insegnante, sarò così stanco del calvario percorso da essere l'ennesimo disperato e demotivato che riscalda una seggiola e aspetta il liberatorio suono della campana e la busta paga con tasse debitamente detratte alla fonte.
Cita:
potremmo fare anche 20 anni di studio ma questo non ci farà buoni insegnanti...c'è altro...
perfortuna...purtroppo!

Mi chiedo se ne servano veramente, di buoni insegnanti. Specie quando siamo noi stessi i primi a non pretenderne.
Cita:
comunque vedere che non sono la sola...a preoccuparmi della situzione...mi "incoraggia"!!!

Già solo per motivi statistici non saresti l'unica. Nel peggiore dei casi, almeno il 50% dei laureandi in materie umanistiche non ha altra prospettiva (e personale e burocratica) che l'insegnamento. Stringiamoci a coorte...


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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 0:24 
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Iscritto il: venerdì 13 ottobre 2006, 14:50
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Questo è un appello personale nei riguardi di noi tutti "filosofi":
UNIAMOCI E LOTTIAMO
per il nostro diritto a poter insegnare senza dover passare sotto l'ingiusto giogo di due anni della S.I.S.S.I.S.
Incontriamoci tutti e parliamo del nostro futuro: non rimaniamo inerti. Magari non si risolverà presto il problema (quindi io la prenderò, come altri miei colleghi, in un posto molto scuro) ma per i prossimi anni magari riusciremo a far smuovere le acque. Quindi il mio invito non è solo per gli studenti che stanno per terminare la specialistica, ma anche per gli iscritti alla triennale. Abbiamo già fatto un buco nell'acqua per le recenti elezioni (cosa che non vi perdonerò MAI), vediamo di non continuare con il menefreghismo. Come già ho detto in altre occasioni, dimostriamo la nostra grande voglia di lottare per giuste cause (o vi devo considerare tutti come un gregge di pecore, comandate dai padroni-pastori?). Non rassegnamoci di fronte agli ostacoli. Noi dovremmo essere gli intelletuali migliori della società, non asserviti a niente e a nessuno. Svegliamoci, lottiamo!!! Non aspettiamo che siano sempre gli altri a fare le cose per noi, non attendiamo un miracolo proveniente da un essere spirituale. Mettiamoci in gioco in prima persona. Organizziamo una riunione in cui discutere tutte queste cose, senza paura di sbagliare o di non farcela. Spero che questa volta, o miei cari colleghi senza spina dorsale, vi offendiate per le mie provocazioni e decidiate di muovervi. Sono stanco di vedere degli sguardi spenti, senza voglia di lottare, asserviti al destino crudele. Dimostriamo chi siamo!!!

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Dio è morto, Marx è morto... e anch'io oggi non mi sento molto bene!


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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 1:35 
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Iscritto il: domenica 11 giugno 2006, 19:42
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Discutere? Pasquino, c'è poco di che parlare.
C'è semplicemente da pretendere una Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario meno timocratica che meritocratica, con accesso tramite imposta e non tassa (il tariffario attuale preclude l'accesso alle classi meno abbienti, per le quali un anno di Sissis dei figliuoli corrisponde a due mesi di duro lavoro dei genitori - o quattro mesi di lavoro nostro, a trovarlo e riuscire a conciliarlo con la frequenza obbligatoria di inut... ok, lasciamo stare), e della durata di due semestri.
Da dove cominciare non so. Sono alquanto pessimista specie di questi tempi. E poi, a chi rivolgerci? I poteri si sovvertono con il sangue loro, non con le nostre lacrime.


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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 1:41 
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Sitosophia
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Iscritto il: domenica 11 giugno 2006, 19:42
Messaggi: 661
Pasquino ha scritto:
Noi dovremmo essere gli intelletuali migliori della società, non asserviti a niente e a nessuno.

(Solo un piccolo appunto: portando alle estreme conseguenze tale affermazione, o cumunque tenendo ad essa fede e coerenza, dovremmo tenerci ben lontani dalla Sissis. :wink:)


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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 8:15 
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Iscritto il: sabato 17 giugno 2006, 9:14
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Località: Milano-Catania
ema ha scritto:

alla fine -lo sappiamo tutti-nell'insegnamento, ciò che conta è si la preparazione, soprattutto a livello didattico- ma in primis la vocazione, la sensibilità e la responsabilità nel rapporto docente - discente!!!




Il pessimismo di Tommy David è certo giustificato, come quello di Pasquino e di altri. La situazione è confusa da ogni punto di vista. Gli effetti delle riforme scolastiche e universitarie volute dal mai rimpianto Ministro Luigi Berlinguer (e confermate dai suoi successori e dalle varie maggioranze parlamentari) stanno colpendo in pieno voi e anche noi.

Ma le parole di Ema colgono il cuore del problema.
Le condivido totalmente. Insegno da quasi vent’anni in vari ordini –dal Liceo all’Università- e posso confermare che, se vissuta con un reale interesse scientifico e didattico, questa è la professione più gratificante che ci sia. Certo, non per chi mira principalmente ai soldi…

E l’esistenza di questo stesso post –con i vostri interventi amari e consapevoli ma sempre appassionati- è una testimonianza del fatto che si può ancora sperare. Vi auguro, se è questo che desiderate, di poter insegnare quanto prima. E, per quel poco che posso, sono pronto a darvi una mano.

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http://www.biuso.eu
«Mens enim humana est ipsa idea sive cognitio corporis humani quæ in Deo quidem est» (Spinoza)


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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 10:21 
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Iscritto il: lunedì 19 giugno 2006, 19:16
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L'incontro di due nolontà: 1)gran parte degli insegnanti che è al limite dell'incompetenza, che magari lavora per via di certe conoscenze, che tutto vuole tranne che INSEGNARE; 2) gli studenti che non vogliono apprendere, che si lamentano dei compiti per casa, che vogliono ridotte le pagine di una materia, che vogliono il cosiddetto "pezzo di carta" (che nome degradante per un titolo di studio!). L'istruzione pubblica italiana è l'incontro di due nolontà (e del resto se è così la scuola, perché la politica dovrebbe essere differente?).

Non leggo mai Panorama, sebbene ogni tanto lo trovo in giro per casa; ma qualche giorno fa non ho potuto resistere ad un titolo di copertina, un titolo allarmato quanto grottesco: Compiti a casa: famiglie sull'orlo di una crisi di nervi. (potete leggerlo qui: http://www.panorama.it/italia/cronaca/a ... 0001038425).
I compiti sarebbero un vero dramma per le famiglie che rischiano di collassare sotto i colpi di storia, geografia e aritmetica!
Ma a parte l'ignoranza che c'è in giro (alcuni ragazzini vanno a delle lezioni private perché le madri o i padri non sanno risolvere i complicatissimi problemucci da scuola elementare...), ed all'amara costatazione che (come riportato nell'articolo citato) i poveri nonni talvolta sono costretti a fare i compiti dei nipotini, perché, com'è giusto, questi ultimi devono (devono!!!) guardare la tv e rosicchiare merendine, a parte questo, dunque, la cosa che mi inquieta di più è ciò che ho letto in un riquadro tra le pagine dell'articolo (non posso darvi il riferimento esatto perchè ho buttato il giornale): una pedagogista sosteneva che non è importante né la QUALITA' né la QUANTITA' delle cose insegnate... importa solo come esse vengano trasmesse... O mio dio!
Se i presupposti sono questi, allora che stiamo discutendo a fare? Basta che mandiamo qualcuno ad insegnare che una volta c'è stata una guerra, ma non ricorda quando, dove e come, e che però lo sappia insegnare bene, allora che ci sto a fare io a studiare qui? Il problema è che questa è l'opinione comune!
Ci vorrebbe veramente più responsabilità quando si tratta di insegnare... I primi a cambiare dovremmo essere noi studenti universitari; certo, il sistema dei crediti non ci aiuta, ma a noi debbono interessare la qualità e la quantità delle cose insegnate. Altrimenti potrebbero insegnarci anche a vendere patate, l'importante è che ce lo insegnino bene!

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http://www.catenotempio.eu - http://www.iltempiodellombra.it
Ma, senza biasimarmi né insultarmi,
spargeranno di fiori la mia strada, come davanti a un profeta.
Tutti costoro dai nasi sprofondati lo sanno:
io sono il vostro poeta.

(Vladimir Vladimirovič Majakovskij)


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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 13:26 
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Iscritto il: mercoledì 14 giugno 2006, 14:00
Messaggi: 620
Località: Catania
Se la discussione ci sta veramente a cuore (e penso proprio di si!) possiamo riunirci dal vivo (con documentazione, se c'è, alla mano), vedere come effettivamente è messa la situazione, chiedere un incontro con chi di dovere (presidente del corso di laurea, responsabile didattico o altri) e, nel caso, fare una forma di protesta-informazione più adeguata.

Che ne dite?

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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 17:33 
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Iscritto il: martedì 20 giugno 2006, 17:39
Messaggi: 82
Da docente di pedagogia, ogni tanto propongo ai miei studenti di riflettere su questa pagina di Karl Popper, che sottopongo pure a voi futuri insegnanti.


"Fui tra i primi studenti dell’Istituto di Pedagogia di Vienna, era il primo anno accademico, 1925-1926 [...] Ero anch’io un entusiasta riformatore della scuola. Contrariamente alla prassi dei riformatori scolastici ho sempre diffidato delle teorie sulla riforma scolastica, e sono sempre stato critico nei loro confronti. Ho riflettuto, a quel tempo, su cosa sia più importante in una riforma scolastica. Come si può riformare davvero la scuola? Poiché riflettevo sulle mie esperienze come giovane insegnante in cattive scuole, sono arrivato alla conclusione che la cosa più importante sia di dare ai cattivi insegnanti la possibilità di lasciare la scuola. Ho visto che solo persone che hanno una certa dote - non si tratta di una dote propriamente intellettuale, si tratta di un rapporto interiore con i bambini - possono essere buoni insegnanti. Molti insegnanti vengono, per così dire, fatti prigionieri dalla scuola, vi stanno dentro da infelici e non possono più uscirne. Ho fatto una proposta molto semplice: a queste persone, che non sono affatto peggiori delle altre, bisogna costruire ponti d’oro perché se ne possano andare dalla scuola; al loro posto verranno dei giovani che in parte sono insegnanti nati. Fino a quando molti insegnanti sono insegnanti amareggiati, amareggeranno i bambini e li renderanno infelici. Rimangono nella scuola fino al pensionamento, e tirano un sospiro di sollievo quando la pensione arriva. Fintantoché nella scuola restano insegnanti amareggiati, e molti insegnanti amareggiati, che per comprensibili motivi terrorizzano i bambini - anche perché essi stessi vengono intimoriti dai loro superiori, ad esempio dagli ispettori -, la scuola non potrà diventare migliore." (in Karl R. Popper - Konrad Lorenz, Il futuro è aperto, Milano, Rusconi, 1989, pp. 153-154).

Inutile aggiungere che avete tutta la mia solidarietà e che condivido in pieno le osservazioni di Biuso sulle varie (pseudo)riforme scolastiche. La cosa più spaventosa è che ancora oggi, a causa dei ben noti problemi occupazionali che flagellano il nostro Paese, le parole di Popper, pur nella loro ovvietà, sono mera utopia. Per molte docenti di mezza età, soprattutto se mogli di agiati professionisti, la scuola è solo la fonte per pagare la filippina e la parrucchiera (e in genere l'ultimo libro che hanno letto è il manuale). Per non parlare dei professionisti stessi (avvocati, ingegneri ecc.), i quali spesso insegnano solo perché le leggi lo permettono e di fatto considerano l'insegnamento un passatempo, per giunta mal pagato.

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Marco Trainito

"L'uomo è solo un'occasione che il mondo ha per organizzare alcune informazioni su se stesso" (Italo Calvino)


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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 18:29 
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Sitosophia
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Iscritto il: lunedì 19 giugno 2006, 19:16
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Cita:
Se la discussione ci sta veramente a cuore (e penso proprio di si!) possiamo riunirci dal vivo (con documentazione, se c'è, alla mano), vedere come effettivamente è messa la situazione, chiedere un incontro con chi di dovere (presidente del corso di laurea, responsabile didattico o altri) e, nel caso, fare una forma di protesta-informazione più adeguata.

Che ne dite?


Mi sembra una buona idea! Io ci sto!

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Ma, senza biasimarmi né insultarmi,
spargeranno di fiori la mia strada, come davanti a un profeta.
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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 19:10 
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Iscritto il: venerdì 13 ottobre 2006, 14:50
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E difatti non ho nessuna intenzione di frequentare la SISSIS. L'unico mio problema è che mi rattrista vedere i miei colleghi inerti e asserviti senza nemmeno lottare.

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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 19:46 
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Iscritto il: venerdì 13 ottobre 2006, 14:50
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Se leggete bene il mio primo intervento, anch'io avevo proposto una riunione, quindi sono disposto anch'io a venire. Sempre che siate favorevoli...

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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 19:48 
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Iscritto il: venerdì 13 ottobre 2006, 14:50
Messaggi: 11
Considerato che i nostri colleghi non frequentano molto internet, mi sembra più costruttivo stampare qualche volantino da distrubuire. Così non potranno dire di non averlo saputo. Mettiamoli alle strette, altrimenti non verrà quasi nessuno, a parte i soliti...

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