Oggi è venerdì 3 settembre 2010, 21:09




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 11 messaggi ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: venerdì 1 dicembre 2006, 16:22 
Non connesso
Sitosophia
Avatar utente

Iscritto il: domenica 11 giugno 2006, 19:42
Messaggi: 661
Giofilo ha scritto:
Fare il docente è veramente un lavoro teoretico, è mettersi ed essere messi in discussione, è proprio un "lavoro da filosofo".

Se fatto bene sì. Ma se fatto per riscaldare la seggiola e riscuotere l'obolo? È dannoso per gli studenti.

E se fatto per far ragionare gli allievi? Sarebbe dannoso per la società...


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: venerdì 1 dicembre 2006, 17:34 
Non connesso

Iscritto il: sabato 17 giugno 2006, 9:14
Messaggi: 146
Località: Milano-Catania
Tommy David ha scritto:

E se fatto per far ragionare gli allievi? Sarebbe dannoso per la società...


A proposito della Lettera aperta ai docenti italiani di Marino Badiale, un collega mi ha scritto:

===============
(...)
Secondo me bastano questi due punti della storia scolastica di fine '900 per concludere che non sarebbe bastato l'aborto delle mamme di Berlinguer e della Moratti per "salvare la scuola": sarebbe andata cosi' comunque; in questo tipo di economia/societa' non servono molti esseri pensanti, mentre servono sempre piu' ottusi compratori, che magari non facciano brillanti carriere ma riescano a spendere tutto il benessere accumulato dai loro genitori e avi. Ci si chiede che cosa succedera' fra 20/30 anni ? Ma all'economia (e alla politica) non glie ne frega nulla: fa calcoli a breve; e' la scuola il corpo estraneo perche' fa calcoli di investimento a lungo termine ! E i prof. -individualisti, sbandati e sbracati- hanno forse capito questa inesorabilita' della situazione e -dopo strenue lotte tra gli anni '80 e '90- hanno rinunciato; come madonna Lucrezia nella Mandragola: proprio tutti la vogliono peccatrice -dal marito alla madre al confessore- e lei unica e' riluttante. Ma perche' i prof. dovrebbero riluttare? Tutta la societa' chiede loro di rinunciare alla loro funzione, incentiva questa loro rinuncia... e allora perche' battersi, faticare, trovare solo nemici e nessuno amico, trovare irrisione ? Per l'etica ? Per il Paradiso ? Ciao ****
===============

Domande dense, gravi, emblematiche della disperazione alla quale una società di cialtroni analfabeti e videodipendenti (e i governanti che la rispecchiano) ha ridotto persone anche di eccellente preparazione come il collega che me le ha poste.
Gli ho risposto comunque così:

===============
La mia risposta è: per me.
Per la sacralità del mio tempo.
Per la mia soddisfazione.
Per il mio senso civico.
Per l'amore che porto a ciò che insegno.

===============

E aggiungo che la passione e la serietà che continuamente constato in molti di voi -voi studenti- è per me un'altra ragione fondamentale per cercare di svolgere al meglio il mio lavoro, nonostante tutto.
Grazie quindi.

_________________
http://www.biuso.eu
«Mens enim humana est ipsa idea sive cognitio corporis humani quæ in Deo quidem est» (Spinoza)


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: venerdì 1 dicembre 2006, 18:11 
Non connesso
Sitosophia
Avatar utente

Iscritto il: domenica 11 giugno 2006, 19:42
Messaggi: 661
La discussione sull'insegnamento, e sul ruolo del Filosofo dentro quell'istituzione che è la scuola, è così specifica e peculiare che ho preferito spezzare il topic avviando una nuova, interessante discussione. Il mio augurio sarebbe che possa partecipare anche qualche altro insegnante (sappiamo per certo di essere letti da svariati docenti della nostra Facoltà, oltre a gente come Marco Trainito che son certo ci illuminerà...) per un confronto su questo mestiere che, nel bene o nel male, interessa noi filosofi in prima linea.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: A lezione di Filosofia
MessaggioInviato: mercoledì 6 dicembre 2006, 23:57 
Non connesso
Sitosophia
Avatar utente

Iscritto il: mercoledì 14 giugno 2006, 14:00
Messaggi: 620
Località: Catania
Sto per finire il mio breve tirocinio (30 ore) al Liceo Classico Statale Mario Cutelli di Catania, con la fortuna che è proprio la mia scuola di provenienza e che la mia docente di riferimento (chiamasi tecnicamente “tutor aziendale”, ma io non ci sto!) è proprio la mia ex-docente di Storia e Filosofia.
E' un'esperienza entusiasmante, formativa e filosofica nel vero senso della parola.

E' entusiasmante perché ti rimette a contatto con un mondo che, per quanto siano passati solo pochi anni, pensavi di aver lasciato per sempre. A seconda delle esperienze personali, uscire dalle superiori può essere una liberazione o un vero e proprio trauma, ma resta il dato di fatto che è quella l'età in cui si forma la maggior parte della propria coscienza culturale e politica, e ciò fa delle scuole superiori e dei docenti che vi insegnano dei veri e propri “punti cardine” (nel bene e nel male) della formazione di una persona.
E' formativa perché sto imparando molte più cose stando seduto ad ascoltare e guardare la lezione che in due anni di Università. Non mi riferisco, ovviamente, alle nozioni di Storia e Filosofia (anche se ripasso insieme agli studenti :-), ma a qualcosa che le riguarda e che va oltre: il loro insegnamento.

A parte il fatto che la Filosofia è sempre stata una disciplina “da insegnare” (le prime scuole furono quelle di Aristotele e Platone!), a me sembra che il bello della Filosofia sia proprio la sua trasmissibilità. Si potrebbe obiettare che questo è il bello di ogni disciplina, che tutta la cultura umana si gioca proprio sul suo tramandarsi. Secondo me, però, questo discorso è (purtroppo) diverso per le discipline umanistiche e scientifiche: lo studente delle superiori ha l'impressione che la Fisica, la Matematica, la Chimica etc. siano uguali a se stesse, non soggette ad interpretazione, che il docente di queste materie ripeta la stessa solfa dal suo primo giorno di insegnamento. Questo può essere un motivo di interesse per le discipline scientifiche, in quanto “sicure”, “determinate”, “piene di certezze”, oppure può diventare (anche per colpa del docente) motivo di noia e paranoia. Lo stesso non succede con la Letteratura, la Storia, la Filosofia (tranne, sempre, che il docente non voglia, come dice TommyDavid, “riscaldare la seggiola”): queste sono materie che “cambiano” visibilmente col tempo, che coinvolgono maggiormente lo studente e che lo pongono al centro della discussione.

Durante la prima spiegazione della “Fenomenologia dello spirito” di Hegel, si è aperto un dibattito in classe tra docente e studenti sul concetto di “coscienza”...non so come, da che ero zitto e fermo, mi sono ritrovato a spiegare il passaggio dalla “coscienza fenomenica” alla “autocoscienza” (parlando di “travaglio del negativo” e di ri-scontro del soggetto con l'oggetto) portando ad esempio il parto e la nascita di un bambino! Non so cosa potrebbe pensarne un docente universitario di questa interpretazione, non mi interessa: il punto è che, con quell'esempio, io ho reso a me stesso più chiara (perché più vicina di quanto non pensassi) la filosofia di Hegel! Gli studenti ed il docente, sono una “maieutica” gli uni per l'altro, in questo senso la mia è stata un'esperienza filosofica.
Un docente della nostra università disse: “Qui non formiamo filosofi, qui formiamo professori di Filosofia!”, mai niente di più sbagliato: per insegnarla, la Filosofia, bisogna viverla e farla!

_________________
"ogni negligenza è deliberata, ogni incontro casuale un appuntamento, ogni umilazione una penitenza, ogni successo una misteriosa vittoria, ogni morte un suicidio". Jorge Luis Borges, Deutsches Requiem

Immagine


Top
 Profilo E-mail  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 6 febbraio 2007, 15:35 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: lunedì 2 ottobre 2006, 10:53
Messaggi: 42
solo da quando mi sono iscritta all'uni ho scoperto il valore della filosofia e quanto mi piace studiarla...al liceo andavo pure male...ma proprio male...non superavo mai il 6..capitava anche di non prendere addirittura la sufficienza...arrivo al punto..secondo voi non è riduttivo insegnare filosofia alle superiori..?io avevo una delle migliori insegnanti ma questo non è bastato a farmi scoprire quanto sia interessante questa materia... mi sono avvicinata ad essa da sola...(ho l'impressione che gli insegnanti a volte non siano motivati...e fanno il loro lavoro e basta..insomma senza il piacere di farlo) inoltre non è poco stimolante insegnare in un liceo se si considera il fatto che la maggior parte dei ragazzi considera inutile tale disciplina?e purtroppo non tutti avranno la possibilità di insegnare all'università..che trovo un'esperienza unica e più che altro un desiderio che spero si realizzi..anche perchè io voglio insegnare ma non vorrei trovarmi a doverlo fare a persone che ogni volta che mi sentono parlare si addormentano...forse mi sbaglio...spero di essere stata chiara :D ...voi che ne pensate???

_________________
Io amo colui che ha l’anima così traboccante da dimenticare se stesso e tutte le cose che sono in lui: tutte le cose diventano così il suo tramonto. – Nietzsche


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 6 febbraio 2007, 16:05 
Non connesso
Sitosophia
Avatar utente

Iscritto il: mercoledì 14 giugno 2006, 14:00
Messaggi: 620
Località: Catania
Bhè, sul fatto che gli studenti se ne fregano della materia io non sarei così pessimista!
E' vero che a molti può sembrare inutile...ma non tutti dovranno iscriversi a Filosofia :wink:

Scerzi a parte, una possibile soluzione al problema degli studenti potrebbe essere in ciò che hai fatto tu!
A quanto ho capito, ti sei accostata alla Filosofia in modo personale e da autodidatta. Questo perchè, suppongo (ma potrebbero essere altri motivi), hai avuto la capacità di "guardare dentro te stessa", di "ascoltarti" ed apprezzare il silenzio e la profondità del pensiero.
Facendo ciò, si scopre che quei grandi sistemi di cui leggiamo nei manuali ci sono più vicini di quanto non crediamo.
In una società come la nostra, invece, "chi si ferma è perduto" e non si ha più tempo per "conoscere se stessi", non si ha più tempo per avere dei dubbi, per porsi delle domande e tentare di rispondersi.
Insomma: non si ha più Tempo e, di conseguenza, non si ha più la Filosofia, che su di esso si basa.
Secondo me, si dovrebbe cominciare a "educare alla filosofia" proprio nel senso che ho detto: bisogna insegnare ai ragazzi a conoscere se stessi.


Sul fatto che ci sono docenti che fanno di tutto per farti odiare la Filosofia, questo è vero! Non è stato il mio caso al Liceo, per fortuna, ma ne conosco diversi...anche all'Università. Su questo non so che dire...bisogna sperare nel cambio generazionale? :?:

_________________
"ogni negligenza è deliberata, ogni incontro casuale un appuntamento, ogni umilazione una penitenza, ogni successo una misteriosa vittoria, ogni morte un suicidio". Jorge Luis Borges, Deutsches Requiem

Immagine


Top
 Profilo E-mail  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 6 febbraio 2007, 16:43 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: lunedì 2 ottobre 2006, 10:53
Messaggi: 42
Giofilo ha scritto:

Scerzi a parte, una possibile soluzione al problema degli studenti potrebbe essere in ciò che hai fatto tu!


ma non tutti lo fanno e questo a volte succede perchè non c'è nessuno che li spinga a pensare o come tu stesso hai detto a guardarsi dentro...

Giofilo ha scritto:
A quanto ho capito, ti sei accostata alla Filosofia in modo personale e da autodidatta. Questo perchè, suppongo (ma potrebbero essere altri motivi), hai avuto la capacità di "guardare dentro te stessa", di "ascoltarti" ed apprezzare il silenzio e la profondità del pensiero.
Facendo ciò, si scopre che quei grandi sistemi di cui leggiamo nei manuali ci sono più vicini di quanto non crediamo.


proprio così... :D :wink:...ma non solo :D

Giofilo ha scritto:
In una società come la nostra, invece, "chi si ferma è perduto" e non si ha più tempo per "conoscere se stessi", non si ha più tempo per avere dei dubbi, per porsi delle domande e tentare di rispondersi.
Insomma: non si ha più Tempo e, di conseguenza, non si ha più la Filosofia, che su di esso si basa.


ecco..non capisco come fa un essere pensante a non pensare...a non trovare più il tempo per conoscere se stesso..per farsi delle domande..e quant altro...dovrebbe risultare naturale a qualsiasi essere umano farlo...ma mi rendo che così non è... :cry:

Giofilo ha scritto:
Secondo me, si dovrebbe cominciare a "educare alla filosofia" proprio nel senso che ho detto: bisogna insegnare ai ragazzi a conoscere se stessi.


sono daccordo..anche se la mia esperienza liceale mi ricorda tutt altro...a volte si insegna questa disciplina come se si insegnasse matematica...non so se rendo l'idea..penso che la filosofia tutto abbia tranne che uno schema...(per fare un esempio)..ARISTOTELE: VITA,MORTE, MIRACOLI..E POI??? :shock:

Giofilo ha scritto:
Sul fatto che ci sono docenti che fanno di tutto per farti odiare la Filosofia, questo è vero! Non è stato il mio caso al Liceo, per fortuna, ma ne conosco diversi...anche all'Università. Su questo non so che dire...bisogna sperare nel cambio generazionale? :?:


speriamo allora :D

_________________
Io amo colui che ha l’anima così traboccante da dimenticare se stesso e tutte le cose che sono in lui: tutte le cose diventano così il suo tramonto. – Nietzsche


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 6 febbraio 2007, 18:34 
Non connesso
Sitosophia
Avatar utente

Iscritto il: mercoledì 14 giugno 2006, 14:00
Messaggi: 620
Località: Catania
gnoti sauton ha scritto:
Giofilo ha scritto:
Secondo me, si dovrebbe cominciare a "educare alla filosofia" proprio nel senso che ho detto: bisogna insegnare ai ragazzi a conoscere se stessi.


sono daccordo..anche se la mia esperienza liceale mi ricorda tutt altro...a volte si insegna questa disciplina come se si insegnasse matematica...non so se rendo l'idea..penso che la filosofia tutto abbia tranne che uno schema...(per fare un esempio)..ARISTOTELE: VITA,MORTE, MIRACOLI..E POI??? :shock:


Ovviamente, ciò non vuol dire trasformare le ore di Filosofia in una sorta di "consulenza filosofica di gruppo", solamente associare alla Storia della Filosofia (perchè questo si fa a scuola) un pò di teoresi e di prassi filosofica che, forse, può coinvolgere maggiormente lo studente!

_________________
"ogni negligenza è deliberata, ogni incontro casuale un appuntamento, ogni umilazione una penitenza, ogni successo una misteriosa vittoria, ogni morte un suicidio". Jorge Luis Borges, Deutsches Requiem

Immagine


Top
 Profilo E-mail  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 6 febbraio 2007, 21:29 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: lunedì 2 ottobre 2006, 10:53
Messaggi: 42
hai fatto bene a puntualizzarlo...infatti io intendevo dire proprio questo... creare un dialogo con gli studenti...e cercare quindi il confronto... :)..

_________________
Io amo colui che ha l’anima così traboccante da dimenticare se stesso e tutte le cose che sono in lui: tutte le cose diventano così il suo tramonto. – Nietzsche


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: giovedì 8 febbraio 2007, 4:21 
Non connesso
Sitosophia
Avatar utente

Iscritto il: domenica 11 giugno 2006, 19:42
Messaggi: 661
Giofilo ha scritto:
associare alla Storia della Filosofia (perchè questo si fa a scuola) un pò di teoresi e di prassi filosofica che, forse, può coinvolgere maggiormente lo studente!

Secondo me non si deve mai perdere di vista la Filosofia (in fin dei conti, al liceo la materia si chiama "filosofia", non "storia della filosofia"!). E a mio avviso ciò può avvenire in diversi modi. (Nonostante non abbia - ancora - esperienze insegnative, una mia idea me la sono fatta.)

Anzitutto tentando di fare, appunto, filosofia. Cercando di avvicinarla alle esperienze quotidiane della vita dei ragazzi e agli eventi del mondo. Per capire cosa intendo, consiglio a tutti la veloce lettura di Una brevissima introduzione alla filosofia di Nagel (quello del pipistrello...). (Attenzione che l'ebook, essendo progettato per essere stampato, in versione pdf su monitor ha la numerazione delle pagine alquanto sballata!) Ovviamente lo consiglierei come primo testo agli studenti, prima ancora di raccontargli la favoletta di Talete nel pozzo (a meno che questo aneddoto non serva a far loro capire come vengono visti e disprezzati i filosofi dal volgo...). (Consiglierei poi pure di coadiuvare il manuale con la Storia della filosofia occidentale di Russell.)

Cercherei di favorire un approccio diretto ai testi. Sia perché è impensabile studiare filosofia soltanto dal manuale o peggio ancora dai compendi, sia perché l'unico modo per comprendere veramente il pensiero dei filosofi è interrogarli direttamente. (Penso a come, in questi anni, ho preferito di gran lunga le materie universitarie che mi hanno dato la possibilità di leggere Platone, Cartesio, Hume, Spinoza, Kant, Heidegger, Husserl, Dennett. Peccato non vi sia stato altro: il resto, tecnicismi, manuali, testi di meri sconosciuti.)

A dirla tutta, glisserei su un bel po' di filosofi che possono risultare ostici o troppo distanti dalla nostra sensibilità. Penso alla quasi totalità dei filosofi medievali (di indubbio interesse teologico e logico, ma nient'altro). Penso agli idealisti (che tuttora stento a comprendere). Penso a Leibniz, a Vico, a Gentile... Meglio non arrivare ad Heidegger e Wittgenstein col fiato sul collo (sempre che ci si arrivi...). Meglio dedicare più spazio e tempo alle tematiche e problematiche del dibattito filosofico contemporaneo (a tal proposito è molto interessante la seconda parte dell'ultimo volume - 3/2: il Novecento - del manuale "Il testo filosofico").

Infine, problematizzare, sempre. Fornire risposte preconfezionate è cosa da religione, o da certa scienza. Del resto, tornando al suddetto libello,
Nagel ha scritto:
La filosofia sembra consistere in una catena di domande e tentativi di risposte ricorrenti nel tempo. Domande e risposte sono di un tipo particolare e relativamente facile da riconoscere. Esse riguardano più o meno che cosa possiamo sapere, che cosa dobbiamo fare e che cosa possiamo sperare.

Soltando tenendo a mente ciò si può riavvicinare la filosofia alla vita vissuta.

Sono solo le prime cose che mi vengono in mente per dare un senso allo studio della filosofia nei giovani (liceali o universitari che siano).

_________________
Immagine


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: giovedì 8 febbraio 2007, 4:48 
Non connesso
Sitosophia
Avatar utente

Iscritto il: domenica 11 giugno 2006, 19:42
Messaggi: 661
gnoti sauton ha scritto:
ho l'impressione che gli insegnanti a volte non siano motivati...e fanno il loro lavoro e basta..insomma senza il piacere di farlo

Non tutti diventano insegnanti per vocazione... (purtroppo). Sempre valide risultano pertanto le parole di Popper riportate da Marcot.
gnoti sauton ha scritto:
la maggior parte dei ragazzi considera inutile tale disciplina

Credi ritengano più utili le altre? (a meno che non si parli di istituti tecnici: ma colà la filosofia è tuttora bandita...).
gnoti sauton ha scritto:
ARISTOTELE: VITA,MORTE, MIRACOLI..E POI???

Heidegger insegnava Aristotele così: "visse, lavorò, morì". Si deve indagare l'opera, non i "dati esatti" di biografia e bibliografia dei filosofi!

_________________
Immagine


Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 11 messaggi ] 


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi

Cerca per:
cron
Powered by phpBB © 2000, 2002, 2005, 2007 phpBB Group
Traduzione Italiana phpBB.it
Creative Commons License Wordpress Tophost Xhtml Css Rss