Pasolini e la civiltà neocapitalistica

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Piace – o dispiace – ricordare ogni anno la morte di Pasolini, delitto di cui ancora portiamo i segni addosso. Forse la cultura italiana (cioè l’Italia tutta) non s’è ancora ripresa da quell’episodio di atroce violenza. Lo si può dire a ragion veduta: nel torno d’anni in cui Pasolini viene ammazzato si rafforza sempre più l’impero edilizio berlusconiano e nel 1976 la Corte Costituzionale dà il via libera alle televisioni private. Muore Pasolini — nasce il berlusconismo.

Ma della sua morte portiamo le stimmate e la colpa perché fu opera o di un giovane proletario imborghesito (ma non ci crede più nessuno) o della borghesia politica. In un caso o nell’altro, questo delitto è opera nostra: come sapeva Pasolini stesso non siamo altro che proletari imborghesiti – tutti – dati in pasto alle manovre finanziare della borghesia neocapitalista.

 

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