Il Philantropinum e l’educazione fisica secondo Basedow

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Oggi si parla di Educazione fisica e di sport, di ginnastica e di attività motoria indistintamente, quasi senza differenza di significati. Spesso si fa una grande confusione terminologica e ancor di più si utilizzano espressioni inadeguate per definire l’una o l’altra attività. Le nascite della ginnastica, dello sport e dell’educazione fisica hanno origini lontane e diverse nel tempo. Chi fonda la ginnastica come scienza è il medico igienista forlivese Hieronymus Mercurialis1, che nel 1569 pubblica Artis Gymnasticae apud antiquos celeberrimae, nostris temporibus ignoratae, Libri Sex, che riporta meticolosamente lo studio e l’importanza delle esercitazioni ginniche, al fine di dare all’uomo la salute, mantenendo, proprio attraverso la pratica della ginnastica, il buono stato raggiunto.
Il significato di sport è ben differente dalle altre forme di attività fisica e la Società Italiana di Educazione Fisica – S.I.E.F. ci indica molto bene tale significato in quanto lo sport viene definito “Gara tra atleti, svolta alla presenza di spettatori interessati, finalizzata al conseguimento di un premio mediante la vittoria”.
Se nel XIX secolo gli strumenti principali che condizionavano la persona nel suo fisico erano, oltre al gioco, la ginnastica militare, quella medico-scientifica e quella pedagogico-razionale, oggi è invece la ginnastica estetica, il fitness. L’attuale pratica sportiva tende a globalizzare un campo che ha origini storiche ben precise e dei settori che non possono rientrare in una categoria unica che va sotto il nome di “sport”.
L’origine della ginnastica come educazione fisica nell’età moderna è la collina di Dessau, una cittadina della Germania; il tempo è quello dei Lumi, che sta volgendo ormai alla conclusione.
Tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, le prime scuole pietiste d’ispirazione religiosa vedono la luce in terra germanica, creando un clima avverso nei confronti dei pensieri del filosofo e “nuovo educatore” Basedow.
Inizialmente, infatti, fu Johann B. Basedow2 dottore in filosofia e teologia, a costituire il punto cardine del passaggio dal “parlare” di educazione fisica all’“elaborazione di progetti effettivamente messi in atto”.
Il clima massiccio di dogmatismo protestante è in contrasto con le idee del pedagogista, che avevano come principio quello di «formare europei la cui vita fosse utile e felice». Principio già diffuso da Saint-Just3: «La felicità è un’idea nuova in Europa». Teoria ripresa dalla tradizione rinascimentale in cui il sogno umanista era l’affrancamento dell’uomo e la ricerca della felicità già sulla terra. Questo affrancamento avveniva in modo graduale e non mancavano momenti di gioco e attività pratiche4.
Basedow si avvicinò alle problematiche educative volgendo il proprio interesse principalmente al campo scolastico5; egli redasse specifiche proposte di riforma pedagogica che trovarono applicazione più avanti, nel 1774, quando in Germania finalmente si crearono le condizioni favorevoli al sorgere dell’istituto da lui voluto, il Philantropinum6, del quale egli assunse la carica di direttore. Il programma della scuola affiancava allo studio della lingua tedesca, del latino e della filosofia, «la pratica di giuochi all’aperto, di attività libere».

Philantropinum

La scuola avviata da Basedow a Dessau durò sino al 1793. E il piccolo istituto, guidato da insegnanti auto definiti “filantropi”, fu luogo di pellegrinaggio per i pedagoghi più radicali.
Ogni singolo educatore ebbe modo di contribuire in maniera del tutto personale all’evoluzione di questo grande movimento che aveva avuto origine a Dessau, agendo sia sul piano più strettamente pedagogico, legato alle finalità dell’educazione, sia sulla pratica più specifica della ginnastica, realizzando strutture più idonee e attrezzi necessari per eseguire gli esercizi.
Le prescrizioni per gli esercizi fisici assumevano sempre maggior rilievo e costituivano il punto centrale della discussione pedagogica, per via della “loro novità e specificità”.
Prima del Filantropino, troviamo un’altra esperienza simile, questa volta nell’Italia rinascimentale: la Cà Gioiosa di Vittorino da Feltre7, che ricorda seppur lontanamente l’esperienza Basedowiana. La Casa Gioiosa mantovana riprende, infatti, i principi dell’antico ginnasio greco. Il culto della Kalokagathia, come educazione alla bellezza fisica e morale, dell’armonia del corpo, della bontà e del coraggio, trova in questo senso ampio consenso pratico. La paideia, intesa come il “modellamento artistico dell’uomo”, l’opera d’arte universale della cultura ellenica consegnata all’occidente, avveniva mediante la trasmissione dei valori propri dell’aristocrazia. Secondo le convinzioni di Vittorino si poteva migliorare l’istruzione proprio attraverso l’esercizio fisico. Questa teoria è di fondamentale rilevanza, poiché si prende in considerazione l’intelletto come elemento non separabile dal corpo, ma soprattutto quello che qui emerge è che una buona educazione fisica contribuisce a migliorare la cognizione morale, elevandola qualitativamente.
Anche nel Philantropinum l’educazione dell’uomo passava per l’educazione morale. Si ritornava così alle origini del Ginnasio greco, attraverso un’educazione anche corporea. Veniva qua riconosciuto il mito di Prometeo che segnava la prima civilizzazione umana. Nella sua rivolta contro l’Olimpo, Prometeo trovò nella coscienza di se stesso la forza e l’aiuto. Donare il fuoco agli uomini, quindi donare loro abilità fisiche e tecniche, segnava la primitiva civilizzazione dell’essere umano.
L’educazione di base formava al riconoscimento di ciò che la ragione non è (la vita, il sentimento, l’arte) e alla natura che è l’abito vivente della divinità8.
L’istituto fondato da Basedow poneva in essere dei principi solidi per quanto riguarda il training fisico, morale e intellettuale dei suoi allievi. L’applicazione dell’esercizio che sviluppa la forza del ragazzo regalando anche agilità, coraggio e fiducia è principalmente a carattere militare.
Correre, arrampicarsi, pattinare sul ghiaccio, camminare sopra travi strette, navigare a vela, remare, nuotare: tutti esercizi che in determinate evenienze potevano giovare a se stessi e al prossimo.

Paideia

Non erano trascurati gli esercizi della ginnastica greca quali la lotta che conferiva all’individuo maggior destrezza, gli esercizi di diporto come la caccia e la pesca, attività come il ballo e la danza che conferivano grazia al portamento ma anche allenamenti cavallereschi quali il tirare di scherma con la spada. Le camere erano o molto fredde o molto calde, i letti erano composti di tavole di duro legno e i convittori dovevano abituare il corpo alle molteplici contingenze della vita9. Così anche i pasti erano poveri, si doveva fronteggiare la noia con intuizioni cognitive in ogni situazione. Ovviamente insieme alle altre attività motorie, non si trascurava l’attività ludica e giocosa che doveva stimolare la memoria e il coinvolgimento dei bambini nei vari compiti a loro assegnati.
L’istituto aveva un ordinamento interno composto di diciotto punti che andavano seguiti meticolosamente. Ne riportiamo qui due, essenziale per far comprendere quale fosse il rigore della vita all’interno della struttura. Si tratta del nono punto e del tredicesimo, che ci comunicano informazioni particolareggiate per quanto riguarda l’educazione dei fanciulli:

9. Nessun convittore è costretto all’assiduità dello studio. La giornata è divisa nel seguente modo: sei ore per mangiare, bere, vestirsi e alcuni svaghi; un’ora per l’ordine esatto dell’abitazione, dei vestiti, di mobili, dei libri, per i conti e le lettere; cinque ore per lo studio e il lavoro; tre ore per il moto moderato, come la danza, l’equitazione, la scherma, la musica; due ore per un lavoro manuale alquanto disagevole, tale da non deformare o incallire le membra che io non ho ancora fissato in modo definitivo.
13. Tutti i convittori sono addestrati da una persona competente nei movimenti e nelle posizioni militari, poiché, mi sembra, con nessun altro esercizio il corpo acquista tanta agilità. Abbiamo intenzione di intensificare questi esercizi al punto da far percorrere ai convittori dall’età adatta due o tre miglia al giorno. Ordineremo spesso simili viaggi, in principio assai più brevi10.

L’opera Das Elementarwerk, scritta dal Basedow tra il 1774 e il 1785 in 4 volumi, ci spiega molto bene quanto sia importante l’attività ricreativa e quanto il gioco stimoli un benessere globale che dal corpo si ripercuote nella mente. Il sorridere è un atto che va soddisfatto. Rinvigorisce il fisico, rilassa le membra e produce effetti benefici e prolungati sull’individuo. Tutti pertanto, dovrebbero praticare un’attività motoria affiancata da un’adeguata attività ludica. Non solo i bambini, ma anche gli adulti,a qualunque ceto sociale essi appartengano. Nei Filantropini questa funzione era esercitata e doveva essere funzionale nel completo ciclo educativo.
Il Philantropinum passa alla storia come il primo modello educativo che riunisce fini umanitari, deistici, laici, cosmopoliti ed ottimisti. La natura costruisce l’uomo e l’uomo deve vivere secondo natura.
L’insegnamento delle discipline teoriche era affidato a esperti professori così come l’educazione fisica che finalmente vedeva maestri di ginnastica come massimi esperti formatori. Non dunque persone qualsiasi ma professionisti competenti e preparati nella Scienza del Movimento che andrà a caratterizzare il nuovo secolo.
Lì si potevano acquisire tutti i requisiti fondamentali per i ragazzi che iniziavano in questi collegi il lungo cammino per diventare uomini temprati e pronti alla vita, una volta terminato l’intero percorso istruttivo.