Sull’autarchia del filosofo

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Alessandro aveva bisogno della falange macedone, della cavalleria tessale, dei Traci, dei Peoni e di molti altri ancora per arrivare là dove voleva e per ottenere ciò che desiderava; Diogene invece si muoveva da solo, in perfetta sicurezza, di giorno e di notte, dovunque volesse andare. Al primo erano necessarie somme ingenti di oro e argento per realizzare i suoi progetti; di più, se voleva davvero sottomettere i Macedoni e gli altri Greci, doveva di volta in volta carpire i favori dei capi e del popolo con parole e con doni; al contrario, Diogene, non titillava nessuno con l’adulazione, ma diceva a tutti la verità, e anche se non aveva una dracma, si poteva permettere di fare tutto ciò che gli pareva, non mancava mai di realizzare ciò che si proponeva, era il solo a poter vivere la vita che considerava migliore e più felice, e non avrebbe mai accettato, in cambio della sua povertà, né il trono di Alessandro, né le ricchezze dei Medi o dei Persiani.