«Filosofi all’Inferno» di Stefano Scrima

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S. Scrima
Filosofi all’Inferno
Il lato oscuro della saggezza
Il Melangolo – Genova 2019

 

 

La filosofia nasce come tentativo di portare alla luce del sole ciò che dovrebbe restare sepolto sotto terra, ossia la verità della morte, o almeno, a essere meno astratti, la verità dei morti. Se universale esiste, è dove andremo tutti a parare; se assoluto si dà, è l’essere prima o poi sciolti dalla vita. Pensare non è altro che sbattere in faccia la morte alla gente. È questa l’indelicatezza del pensiero; è questo il peccato dei pensatori, per cui meritano tutti d’andare all’inferno.
A ricacciarli lì, da dove presumibilmente vengono, ci ha pensato Stefano Scrima con questo suo nuovo libello che si gusta come un sorso di tè sotto l’ombrellone. È un libro leggero, divertente e agilissimo. Dante, scortato come suole da Virgilio, percorre brevemente tutte le tappe infernali della Commedia, ma gli unici personaggi a emergere dalla moltitudine dei dannati saranno solo i pensatori, tra cui troviamo a sorpresa anche cristiani, teologi e addirittura santi, la cui unica colpa, appunto, è stata quella di macchiarsi del pensiero. Una narrazione alternativa che ci racconta di una partita di calcio (memore forse dei Monty Python) in cui Platone si crede il Maradona dell’Inferno e non passa mai la palla, di un Marx gelataio fallito perché dato il contesto i gelati si sciolgono tutti, Schopenhauer costretto a sorbirsi in eterno le lamentele di Leopardi, di Camus che bullizza lo stesso Dante e di Maometto che fa il kebabbaro. Forse, tuttavia, l’episodio che in un paio di righe traccia con sottile ironia i contorni di un filosofo è quello che riguarda Heidegger, che nella bolgia degli adulatori e lusingatori, sentendosi chiamato in causa, «sbucò dallo sterco con braccio destro teso spergiurando di non essere affatto nazista» (pag. 37).
Il libricino si chiude con una scena nell’ufficio di Lucifero, che se ne sta seduto sotto la fotografia di un uomo di colore che si scoprirà essere Dio.
Se l’Inferno è eterno, eternamente ci viviamo, da qualunque lato lo si guardi. E allora, anche sulla scorta di queste pagine di Scrima, noi che bazzichiamo questi luoghi filosofici, che ci proviamo a misurarci più o meno a stento col pensiero, ci vedremo o ci vediamo già, ogni giorno, tutti in questo inferno.

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