“Introduzione ai beni culturali” di Stefano Scrima

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È con piacere, ma anche con un pizzico di orgoglio che segnaliamo la nascita di un progetto interessante che vede coinvolti due nostri collaboratori.

Fabrizio Li Vigni ha fondato una casa editrice a Parigi, che nel sito viene così compiutamente descritta:

ASK-Y FACTORY è una casa editrice italo-francese che pubblica (per il momento) in italiano; libri in inglese, francese e spagnolo sono tuttavia in cantiere.

Il nostro nome anglosassone, che significa “chiedi perché”, suggerisce la volontà di porre, attraverso i nostri libri, delle domande e di tentare di risponderne qualcuna.

La pubblicazione di testi di divulgazione scientifica è il nostro obiettivo primario. ASK-Y FACTORY spera di contribuire ad alimentare lo spirito critico dei lettori e ad aumentare, non ad appagare, la loro sete di conoscenza. Abbiamo però una collezione, “Varia”, nella quale ci prendiamo la libertà di pubblicare qualsiasi testo, fuori dalla categoria primaria di ASK-Y FACTORY, che reputiamo interessante.

Tra i libri di divulgazione, troviamo un interessante volume del nostro affezionato Stefano Scrima, che ci parla di cosa sono i beni culturali, a partire da presupposti storico-filosofici, per giungere a uno sguardo d’insieme della situazione attuale, così divisa tra progressiva globalizzazione e esigenze locali. L’agile volumetto si legge tutto d’un fiato e fornisce il quadro essenziale della questione, il tutto condito da riferimenti storici, alcuni dei quali dal sapore quasi aneddotico, ma sempre funzionali alla comprensione dell’importante tematica. Indicava del metodo seguito da Scrima è la pagina introduttiva:

Che cos’è un bene culturale? Come si è arrivati in Italia a istituire un Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e alla codificazione di norme nazionali e internazionali relative alla salvaguardia di tali beni? Per rispondere a queste
domande è necessario adottare un approccio storico-filosofico che consideri l’evoluzione della nostra mentalità, e quindi degli argomenti morali e sociali, ancor prima che giuridici o economici, che contribuirono alla formazione del concetto di “bene culturale”, così come oggi lo intendiamo.

Il nostro più vivo apprezzamento, dunque, a entrambi, per l’iniziativa e per lo scritto.

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