Premio Nietzsche in Val Bregaglia

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Prosto di Piuro (SO)
13 e 14 ottobre 2012,
Vai al sito: Circolo La Torre

Il Premio Nietzsche in Val Bregaglia è un’iniziativa del Circolo Culturale La Torre di Chiavenna (SO). L’anno scorso è stata organizzata la prima edizione e, dato il grande successo riscosso, il Circolo ha deciso di dare nuovamente spazio a questo tema. Si è avuto modo di coinvolgere personaggi come Emanuele Severino, che sarà l’invitato speciale per l’occasione: una giornata dedicata ai seminari e una giornata per visitare i luoghi significativi della vita di Nietzsche in Val Bregaglia.

Consultare il comunicato stampa per maggiori informazioni. Consultare il sito dell’evento per il programma e per il modulo di iscrizione.

4 responses to “Premio Nietzsche in Val Bregaglia

  1. Emanuele Severino ha analizzato a fondo il pensiero di Nietzsche specialmente nel suo prezioso libro” “L’anello del ritorno”. Nell’introduzione al libro Severino scrive:”Nella sua essenza la filosofia contemporanea è la distruzione inevitabile della tradizione filosofica e dell’intera tradizione dell’Occidente. Il pensiero di Nietzsche – insieme a quello di Leopardi e di Gentile – è uno dei pochi grandi protagonisti di questa distruzione”. Distruzione che implica anche la “morte di Dio”: Per l’intero Occidente e ormai per tutto il Pianeta, il divenire, che nella sua forma più radicale coincide con la creatività dell’uomo, è l’evidenza e la verità suprema e inevitabile. Ora, “se esiste un Essere immutabile, un Dio eterno, una verità definitiva, al di là del divenire, il divenire sarebbe solo un’apparenza, cioè non potrebbe esistere: Ma il divenire e la creatività umana sono per l’Occidente la suprema evidenza; dunque non può esistere alcun Essere immutabile; dunque Dio è morto; è un morto che per millenni è stato creduto vivo”.
    Ma vai a far capire questa fondazione della morte di Dio agli individui della terra isolata dalla verità del destino!!!

    1. Condivido pienamente quanto Severino ha scritto di Nietzsche, Leopardi e Gentile nella Introduzione al suo libro “L’anello del ritorno”: Lo condivido e lui lo sa. Condividerlo non è facile. Per arrivare a condividerlo occorre sapersi porre nello sguardo del destino e scorgere la verità dell’essere. Vasco Ursini.

  2. La tesi di fondo che sta alla base degli scritti di Severino è questa: ogni ente (di ogni specie, sensibile, spirituale etc.) è eterno. Ora, questa tesi è insostenibile, in quanto in contraddizione con i nostri sensi. Severino interpreta la variazione nei contenuti della nostra esperienza come causata dall’apparire e scomparire di enti eterni, ma questo è impossibile! Infatti, se ogni ente in quanto tale è eterno, allora eterna e necessaria è anche qualunque relazione tra enti, e quindi anche quella relazione che unisce gli enti al loro apparire. Questo implica che nessun ente può scomparire, nessun ente può apparire. Questa obiezione fu sollevata da Gustavo Bontadini. Non ho trovato nessuna risposta soddisfacente negli scritti di Severino. Si possono muovere anche critiche “interne”, ma il margine di questo foglio è troppo stretto per contenerle.

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