21. «Animali beati (Ripresa)»

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RADIOLAB – Il dormiglione
Stagione invernale. Puntata 21 – 8 aprile 2013

La ventunesima puntata della stagione invernale. In studio: Tony Falbo e Donatella Fiore, in compagnia dei «Fastidiatori».

Si riprende il tema della terza puntata dell’ottobre 2012: l’animalismo. Quella puntata non era stata registrata e poche ma incisive sono le aggiunte in questa “ripresa”.
Ad esempio, un riferimento a Proust e alla sua domestica Françoise alle prese con un pollo. Scrive Proust: «Avrei voluto che Françoise fosse messa immediatamente alla porta. Ma chi mi avrebbe preparato delle borse d’acqua così calde, del caffè così profumato, e anche… quei polli?… E in realtà, quel calcolo vile, tutto il mondo doveva averlo fatto come me. […] Mi accorsi a poco a poco che la dolcezza, la compunzione, le virtù di Françoise nascondevano tragedie da retrocucina, così come la storia dimostra che i regni dei re e delle regine, rappresentati con le mani giunte nelle vetrate delle chiese, furono segnati da fatti di sangue».
Oppure ancora il riferimento all’assegnazione nel 2010 del Nobel per la medicina a Robert Edwards, colui che ha messo a punto la tecnica per la fecondazione in provetta. Se ne parla traverso un articolo di Lucio Romani, che scrive: «Edwards segna la storia, perché pratica il passaggio delle tecniche dal mondo degli animali all’ambito umano. Vale a dire dove, nell’applicazione degli allevamenti, venivano già da tempo messe in essere tecniche di fecondazione artificiale. Ma questo non significa assolutamente che ciò, nel suo complesso, rappresenti un progresso dell’uomo nella sua visione globale». Il riferimento generale è a questo post di Cateno Tempio.
Infine, una citazione da Spengler per comprendere quando finirà l’era dello sterminio animale: «[La] tratta dei negri del nostro periodo Barocco […] rappresentò uno stadio preliminare dell’industria meccanica: una organizzazione dell’energia “vivente”, nel quadro della quale si finì col passare dall’uomo al carbone: e l’uso del primo fu sentito immorale solo quando quello del secondo si fu consolidato» (Tramonto, n. 59, pag. 1488).