I concili ecumenici medievali e il peccato d’usura

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Un aristotelico sillogismo. Il tempo è di Dio. L’usuraio trae profitto dal tempo, impiegato nella restituzione della somma prestata ad usura. L’usuraio specula su una proprietà di Dio ed è un peccatore. È indicato anzi come il peggiore di essi. Così si esprime chiaramente frate Remigio de Girolami in «Determinatio utrum sit licitum vendere mercationes ad terminum» qui proposto in Appendice, che ci fornisce un’ennesima testimonianza, tra le tante altre, di quanto infimamente venisse considerato il «mestiere» dell’usuraio tra quelli del Medioevo. E di come venisse accostato al mortale peccato di  rubare il tempo di Dio.

Autori: Davide Dell’Ombra, Giuseppe Portaro e Antonio Trovato.

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