Wisława Szymborska (1923-2012)

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A qualche giorno della morte, un ricordo della poetessa polacca Wisława Szymborska, Nobel per la Letteratura 1996, le cui opere sono giunte per la prima volta in Italia grazie all’intuito dell’editore Vanni Scheiwiller. Tutte le raccolte poetiche, a cura di Pietro Marchesani, sono state riproposte recentemente da Adelphi. Segnalo il pregevole volume Opere (2009), che comprende tutta la produzione poetica della Szymborska e una vasta selezione di prose, sempre a cura di Pietro Marchesani, traduttore e insigne studioso di Letteratura Polacca, anch’egli recentemente scomparso. Affido alle sue parole un breve giudizio dell’opera di Wisława Szymborska:

Non si può certo affermare che la Szymborska si sia imposta per la vastità della sua produzione: sostanzialmente dodici volumetti, distribuiti nell’arco di oltre cinquant’anni. Ciò che conta è la profondità della sua riflessione poetica, la sua capacità di interrogarsi sul senso dell’esistere, con formulazioni che si sono lasciate alle spalle il sostegno delle «grandi costruzioni» (come l’ideologia) La sua scrittura, che è filosofica e riflessiva, scherzosa e impulsiva, muove dalla concretezza delle cose, dalle situazioni e dai sentimenti più comuni, banali quasi, al punto da essere definita il «luogo del quotidiano». Un quotidiano che scaturisce da una precisa condizione ed esperienza individuale, che non si presta mai a generalizzazioni. (P. Marchesani, dall’Introduzione a Elogio dei sogni (collana “Un secolo di Poesia”), in abbinamento al Corriere Della Sera, 2011).