20. «Antistoricismo»

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RADIOLAB – Il dormiglione
Stagione invernale. Puntata 20 – 25 marzo 2013

La ventesima puntata della stagione invernale. In studio: Tony Falbo, in compagnia dei «Fastidiatori» (Cateno Tempio in diretta telefonica).

Si parte dai filosofi francesi “alla moda”, con un articolo di Alberto Mattioli, corrispondente da Parigi de «La Stampa» (22/03/2013); e dall’autore «inventato di sana pianta», Jean-Baptiste Botul.
Da qui segue che: il tempo non ha che fare col pensiero. O sia “antistoricismo”, o “filosofia”. E due passaggi dal Tramonto di Spengler: «La guerra è la creatrice, la fame la distruttrice di tutte le grandi cose» (tr. it. di J. Evola, Longanesi, 2012, pag. 1348); «Solo quando con l’avvento della civilizzazione comincia la bassa marea di tutto il mondo delle forme, le strutture delle mere condizioni di vita affiorano nude e prepotenti: vengono allora i tempi nei quali il detto volgare, che ‘fame e sesso’ sono i veri moventi dell’esistenza, cessa di esser sentito come una sfrontatezza, i tempi nei quali non il divenire forti in vista di un compito, bensì la felicità dei più, il benessere e la comodità, il panem et circenses, dà luogo alla politica economica intesa quale fine a sé stessa» (p. 1349).
Ma al motto di “Teniamo la storia presente…”, passiamo prima a Nietzsche e al suo Sull’utilità e il danno della storia per la vita dal quale si citano due passaggi: «noi tutti soffriamo di una febbre storica divorante e dovremmo almeno riconoscere che ne soffriamo»; «ciò che è non storico e ciò che è storico sono ugualmente necessari per la salute di un individuo, di un popolo e di una civiltà» (tr. Giametta). E a un breve ricordo dell’ultimo governo Giolitti con l’ascesa del fascismo nell’Italia prerepubblicana. Traverso le parole di Giolitti, possiamo dire: la storia che ignoriamo è quella che ci meritiamo.